IN VALLE SENZA GUARDIA MEDICA?

Presentata oggi l’interpellanza del consigliere PD in Provincia, Stefano Costa, all’indomani della paventata riorganizzazione del sistem a sanitario locale che prevedrebbe la soppressione del servio di guardia medica in Valle Antigorio. L’interpellanza è stata presentata dopo l’organizzazione e la proposta di una petizione aperta a tutti gli abitanti delle Valli Antigorio Formazza agli altri rappresentanti politico-amministrativi del territorio, sindaci dei 4 comuni, Corda, Signorini, Braito e Antonietti da essi condivisa.

Riportiamo per esteso il testo.

INTERPELLANZA

IN MERITO ALLA PROPOSTA DI RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE (GUARDIA MEDICA)

– Vista la proposta avanzata all’asl 14 dalla Regione Piemonte e riportata dalla stessa azienda al comitato di gestione nei giorni scorsi in merito alla riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale territoriale meglio conosciuto come guardia medica;

– considerato che tale proposta prevede la chiusura di n° 5 presidi della stessa e più precisamente: la Centrale Operativa, Stresa, Cannobio, Vanzone e Baceno;

– considerato che il servizio di continuità assistenziale garantisce pari dignità alla popolazione residente in realtà marginali della nostra provincia quali le valli;

– considerato, in particolare,  che, ad esempio, il presidio di Baceno oltre a rappresentare uno storico punto di riferimento per il servizio di guardia medica delle Valli Antigorio e Formazza e Divedro, ricopre un’importanza fondamentale di supporto alle frequenti situazioni di emergenza che si verificano in strutture sanitarie e assistenziali quali l’R.S.A. di Baceno, la R.A.F. “Villa Clorina” di Baceno e la Casa di Riposo di Varzo e che analogo discorso può essere ripetuto per il presidio di Vanzone;

– considerato infine il prezioso servizio che la guardia medica stessa svolge nei periodi di maggior flusso turistico delle due valli, in continuo incremento grazie anche a realtà in crescita quali le terme di Premia, l’Alta Val Formazza e le aree protette del Veglia e del Devero nonché di località lacuali importanti e rinomate quali Stresa e Cannobio;

In qualità di consigliere provinciale del gruppo del Partito Democratico chiedo alla S.V.:

–     Se la Provincia del suddetto progetto di riorganizzazione;

–     Quali sono le iniziative che ella intende intraprendere a difesa di un servizio così fondamentale per il nostro territorio.

Per la presente interrogazione si richiede l’inserimento al primo Consiglio Provinciale utile con risposta scritta resa a verbale di tale seduta.

VERBANIA, 14 giugno 2011

 

 

CONTRO LA GUERRA DEI CAMPANILI PIU’ CONDIVISIONE CON IL TERRITORIO

La sanità provinciale non può esser nuovamente ridotta ad una lotta tra campanili. Le dichiarazioni da parte del Pdl verbanese che trasmettono questo senso di rissa tra poveri é la concreta sensazione che chi ci governa in Regione Piemonte e nella città di Verbania, non sappia più come uscire dal pantano nel quale è finito. Sono mesi che sottolineiamo ed evidenziamo i problemi della riorganizzazione sanitaria “non condivisa con il territorio” che ci trasmettono da Torino. Gli operatori del settore e i principali utenti del nostro sistema socio-sanitario ed ospedaliero della provincia sono seriamente preoccupati. Mai una risposta che non sia stata smentita dai fatti! E adesso ci rivolgono accuse di non coerenza? L’amministrazione di Domodossola nella figura del sindaco non ha fatto altro che ricevere ed ascoltare le preoccupazioni di operatori e utenti del servizio di pediatria e ginecologia. La posizione del PD verbanese sul tema della sanità è chiaramente riassunta nella proposta di disposto deliberativo allegata alla richiesta di Consiglio Comunale aperto. Rispediamo pertanto al mittente le accuse di incoerenza, anzi precisiamo che, in questo caso, chi deve fornire risposte chiare ai cittadini, sul tema del futuro dell’Ospedale di Verbania sono, in primo luogo l’Amministrazione regionale e , a distanza di sei mesi dalla nomina, il Commissario Straordinario Corrado Cattrini.

Noi riteniamo che questo sia il modo corretto di operare, peccato che ad attuarlo sia il PD che purtroppo poco potrà incidere sulla larga maggioranza di voti di cui gode il Governatore Cota per far passare qualsiasi cosa abbiano in mente per il nostro territorio. Diciamo proprio qualcosa, perché se facessero lo sforzo di interpellare gli operatori sanitari, gli amministratori e le altre figure coinvolte forse non cadremmo in banalizzazioni e accuse sterili. Adesso che sappiamo qual ‘è la posizione del Pdl verbanese ci chiediamo il Pdl domese se ne era informato e soprattutto se condivide? E la Lega Nord concorda?

Ricordiamo inoltre al PDL, che con la Lega è al governo della Provincia e che per crescere questo territorio è necessario unità e condivisione di obbiettivi da raggiungere. A nulla servono, anzi riteniamo dannosi tentativi di divisione e contrapposizione tra Verbania e Domodossola.

Circolo Pd Verbania

Segreteria provinciale Pd

REFERENDUM: UN OTTIMO RISULTATO

Il vento è davvero cambiato: da troppi anni tutti i referendum proposti non avevano raggiunto il quorum, anzi erano stati molto distanti dal coinvolgere la maggioranza degli italiani. L’istituto del referendum si era smarrito per strada assieme alla voglia di partecipazione e di protagonismo dei cittadini. Riemerge ora con forza per diversi e concomitanti motivi; due, in particolare:

  • la ragionevolezza e la forza dei quesiti referendari che – nell’immaginario collettivo – hanno voluto riaffermare un secco “no” all’opzione del nucleare, una forte affermazione di principio sull’acqua “bene comune” da non trattare come una qualsiasi altra “merce”, il ribadito e condiviso “sentire” che la giustizia deve davvero essere “uguale per tutti”;
  • la sensazione che ci siano le condizioni per una svolta “politica” in Italia. E questo non perché la gente si sia improvvisamente e nuovamente innamorata dei “partiti” o perché sia pronta una “alternativa di sistema”, ma per la semplice ragione che, arrivati ad un punto di inaccettabilità della situazione esistente, ci si sta rendendo conto che occorre spendersi in prima persona. Questa condizione però non è poco, anzi è il presupposto essenziale del “fare politica” se – con questo termine – si vuole intendere partecipazione, coinvolgimento, passione, impegno per il bene di tutti.

Ora occorre lavorare con determinazione sui temi concreti come lo sono stati quelli legati ai quesiti referendari, ben sapendo peraltro che non solo di “abrogare” si tratta, ma di costruire un piano energetico sensato che veda al primo posto le energie rinnovabili e un sistema di gestione dei servizi pubblici essenziali (come il ciclo idrico integrato) che non sia piegato agli interessi delle lobbies e del profitto, ma che sappia anche evitare gli sprechi, essere efficiente ed efficace.

Anche sul tema giustizia sarà opportuno avanzare proposte per renderla più giusta e più celere, ma in questo caso l’ingombro più evidente era quello rappresentato dal nostro premier e credo proprio che il risultato del referendum (dopo quello delle elezioni amministrative) abbia sancito che gli italiani quell’ingombro stiano per metterlo da parte.

Più in generale, sarà necessario coinvolgere le disponibilità “fresche” di molti giovani dei “comitati” e quelle “rinnovate” di vecchi innamorati della politica per costruire un’alternativa convincente, capace di ascoltare, mettere in discussione tante certezze del passato che non esistono più, proporre un progetto di società più sobrio, più solidale, più partecipato, ma soprattutto più concreto e capace di risolvere i problemi. Provarci è doveroso, riuscirci è possibile.

 

Gianni Desanti – responsabile Ambiente PD – VCO


PRESE IN GIRO .. (se lo dice lui…)

PRESE IN GIRO (pubblichiamo uno scritto di qualche giorno fa del sindaco Marco Zacchera.. sul quale siamo perfettamente d’accordo… anche se una domnda la vorrremo fare.. vedi alla fine.)
Ma quando impareremo ad essere persone serie? Da anni si parla di federalismo, decentramento, “devolution”.
Tutte belle parole che – per non restare solo parole – credo debbano concretizzarsi soprattutto a livello di amministrazioni locali non solo decentrando funzioni ed eliminando doppioni, ma responsabilizzando gli amministratori che devono moralmente rispondere ai cittadini  per le tasse che chiedono.
Come tutti i sindaci d’Italia speravo molto nella “seconda fase” di aggiustamento finanziario per il 2011. Dopo che ad inizio anno sono stati infatti “tagliati” un bel po’ di trasferimenti statali ai comuni (a Verbania tagli per quasi 1.000.000 di euro rispetto ai circa 7,5 milioni di trasferimenti 2010) per contribuire a ridurre il deficit dello stato (“dura lex, sed lex “) si era ipotizzato un “riequilibrio” successivo, ridistribuendo risorse alle amministrazioni sulla base di parametri di virtuosità, rispetto del patto di stabilità, contenimento di alcune voci come il personale.
Tutti a fare i conti per mettersi in regola con il concetto che i fondi sarebbero stati distribuiti finalmente con il criterio del merito, salvo – ovviamente – un “fondo di riequilibrio”  per venire incontro alle situazioni più difficili ed evitare possibili eccessivi squilibri a danno dei comuni più poveri..
Passano le settimane e finalmente nei giorni scorsi esce, almeno informalmente, il nuovo riparto dove il FONDO DI RIEQUILIBRIO COPRE IL 99,5 % (diconsi il novantanove virgola cinque per cento) dei fondi disponibili. Tradotto: “chi ha dato ha dato, chi avuto (meno) ha avuto” e tanti saluti a chi si è comportato bene, ha tenuto i conti in ordine, ha rispettato il “patto di stabilità”.
Mi aspettavo una rivolta “leghista”: silenzio. In compenso quasi tutti i comuni d’Italia porteranno l’addizionale IRPEF allo 0,4 per mille (il massimo consentito) e alla fine a pagare un po’ di più saranno i contribuenti, ma non c’è altra strada per far quadrare i conti.  E il federalismo municipale? Mi sembra abbia preso…un’altra strada.
Intanto, visto che nessuno si preoccupa di queste cose CONCRETE  si può tornare a giocare sul come portare un paio di ministeri al nord…
Marco Zacchera

La domanda che ci poniamo è questa: ma Zacchera sindaco sa quello che fa Zacchera Parlamentare? Visto che le norme di cui parla Zacchera sindaco le ha votate in Parlamento lo Zacchera Onorevole?

Domenica e lunedì tutti a votare

VOTATE DOMENICA MATTINA PRIMA DELLE 11., prima del 1° rilevamento dell’affluenza. E’ IMPORTANTE. Ricordiamo che si vota domenica 12 giugno dalle ore 08.00 alle 22.00 e lunedì 13 giugno dalle ore 07.00 alle 15.00.
Le schede sono 4 (due per l’acqua, una per il nucleare, una per la giustizia/legittimo impedimento).
Riceviamo e pubblichiamo da 17 sindaci del VCO:
Andiamo a votare!
Sentiamo il dovere di richiamare l’attenzione di tutti i cittadini, ancora una volta, sul tema referendum. Non è mai abbastanza il lavoro svolto in termini di “appello al voto” rispetto ai più svariati tentativi di boicottaggio che questo referendum del 12 e 13 giugno ha subito. Si è cercato ancora una volta, in Italia, di confondere le persone e di far passare messaggi devianti.
La legge sui referendum è pessima e, fintanto che non ci sarà una riforma, il gioco è truccato per il grosso potere che ha chi non vuole l’abrogazione; ci vorrebbe: abolizione del quorum, pronuncia preventiva, rispetto alla raccolta firme, della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti, semplificazione delle procedure di autentica delle firme.
Tutto questo per rendere tale un meccanismo di democrazia partecipativa e non farlo essere una sorta di plebiscito pro o contro il governante o l’odiato di turno, come per alcuni sono gli attuali quesiti. Questo anche per portare su un binario di certezza del diritto ciò che oggi è molto provvisorio, diventando buono o cattivo in base alle tifoserie e alla loro popolarità. La tradizione italiana, negli ultimi anni, conferma un tentativo di svilire l’istituto referendario per impedire al popolo di pronunciarsi su questioni fondamentali.
È assurdo dover constatare come nella nostra Repubblica, nata grazie agli esiti di un referendum, spesso partiti politici e livelli istituzionali si siano pronunciati per il “non voto”; è lecito avere opinioni diverse ma non trovo giusto il tentativo di banalizzare temi delicati facendo sì che la gente li avverta come “inutili”, favorendo per questo il non raggiungimento del quorum. Tutti dobbiamo esprimere la nostra idea attraverso il voto, come ha sottolineato pure il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il momento delicato di sfiducia nei confronti della democrazia rappresentativa dovrebbe, a mio avviso, trovare un riscontro più che positivo proprio attraverso gli strumenti di democrazia diretta per dare un forte segnale anche alle istituzioni. Non avrebbe senso lamentarsi se prima noi ci disinteressiamo e non imponiamo col nostro voto la nostra scelta!
Mariano Cattrini, sindaco di Domodossola
Marzio Bartolucci, sindaco di Villadossola
Massimo Zoppi, sindaco di Baveno
Claudio Pizzi, sindaco di Casale Corte Cerro
Enrico Borghi, sindaco di Vogogna
Gian Mauro Bertoia, sindaci di Piedumelra
Claudio Sonzogni, sindaco di Vanzone con san carlo
Fausto Braito, sindaco di Premia
Giuseppe Colombo, sindaco di Viganella
Mariuccia Beccari, sindaco di Pieve Vergonte
Luigi Antonietti, sindaco di Formazza
Roberto Suman, sindaco di Ghiffa
Luigi Milani, sindaco di Falmenta
Pierangelo Adorna, sindaco di Villette
Bruna Papa, vicesindaco di Formazza
Silvia Marchionini, sindaco di Cossogno
Flavia Filippi, sindaco di Belgirate
Aldo Reschigna, consigliere regionale

E anche:

Giuseppe Grieco, consigliere provinciale

Lilliana Graziobelli, consigliere provinciale

Francesco Pesce, consigliere provinciale

Stefano Costa, consigliere provinciale

Silvia Magistrini, consigliere provinciale

Diego Brignoli, consigliere provinciale

Giorgio Ferroni, assessore di Crevoladossola

Irene Vesci, assessore di Crevoladossola

Moreno Minacci, assessore di Villadossola

Carlo Squizzi, assessore di Villadossola

Maria Grazia Medali, vicesindaco di Pieve Vergonte

Robertino Pozzetta, consigliere di Montescheno

Franco Borsotti, consigliere di Antrona

Claudio Zanotti, consigliere di Verbania

Angelo Rolla, consigliere di Verbania,

Alberto Buzio, consigliere di Omegna