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No all’aumento dei parcheggi a pagamento all’Ospedale San Biagio. Cosa sfugge a questa Amministrazione?

Il comunicato stampa di NURSID VCO, che lamenta la messa a pagamento di quanto restava della zona “bianca” nell’area del parcheggio antistante l’ospedale San Biagio a Domodossola, solleva l’ennesima perplessità sulla telenovela, ormai in onda da mesi, riguardante l’intera riorganizzazione dei parcheggi.

I cittadini – e noi con loro – non riescono a capire quale sia la logica nell’azione dell’Amministrazione Comunale, non solo per la cancellazione di zone “bianche” come in questo caso, ma per l’adozione di soluzioni che lasciano dubbi come le numerazioni a vernice e le placche a rilievo in corrispondenza dei parcheggi “blu”.

Vista da fuori sembrerebbe che questa Amministrazioni abbia rinunciato a guidare il progetto, delegando il tutto in mano alla Società privata che gestirà il servizio (e se a decidere è la società che gestisce ovviamente l’aumento delle aree blu è certo).

A noi sembra che il caso sollevato da NURSID VCO mostri come all’ Amministrazione Pizzi stia sfuggendo un fatto chiaro: la pandemia ha cambiato molte cose, tra le quali la sensibilità che si deve avere verso tutto ciò che circonda la Sanità.

Compreso il mantenere parcheggi “bianchi” per il personale e per i pazienti del San Biagio.

Segreteria e Gruppo Consiliare
Partito Democratico Domodossola

Foto ossolanews.it

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Casa della Salute a Domodossola: necessaria ed opportuna. Presentata un’interpellanza del Partito Democratico in Consiglio Comunale

La situazione pandemica ha ampiamente dimostrando che i territori che hanno centrato la propria organizzazione Sanitaria solo sulla dimensione Ospedaliera, stanno peggio nel fronteggiare l’emergenze rispetto ai territori che hanno mantenuto un maggiore equilibrio tra le diverse funzione, tra ospedale e servizi territoriali, poste a salvaguardia della salute.
Nella nostra Città, pur in presenza di un significativo numero di medici di Medicina generale disponibili a svolgere la propria attività in forma associata, finora non è stato possibile realizzare alcuna forma di “Medicina di Gruppo”, similmente a quanto realizzato con la “CASA della SALUTE” di Crevoladossola.
Ciò è avvenuto principalmente per la mancanza di una adeguata struttura in grado di accogliere unitariamente, oltre agli studi medici, anche tutte quelle funzioni ambulatoriali di base e socio-assistenziali che Piano Nazionale e Legge Regionale prevedono.
Sarebbero indubbi i vantaggi di una Casa della Salute per i cittadini di Domodossola: disponibilità continuativa – da ore 8.00 a ore 20.00 per cinque giorni/settimana- di un medico sempre presente, supportato da ambulatorio infermieristico, in grado di svolgere sia attività diagnostica strumentale semplice che di tipo più complesso, con ambulatori in connessione alla rete della terapia del dolore e cure palliative.Tutto ciò indipendentemente dal San Biagio, comprese le pratiche burocratiche connesse alle cure.
Sono previsti ingenti finanziamenti, sia dall’Europa che dalla Regione, per la Medicina Territoriale, ma la nostra Città rischia di venirne esclusa, con particolare riferimento alle attrezzature di diagnostica da assegnare ai medici di Medicina Generale ed al supporto di personale di studio.
Il Partito Democratico, con questa interpellanza presentata al Consiglio Comunale di Domodossola cerca di rendere l’Amministrazione Comunale – finora focalizzata sulla Sanità intesa solo come Ospedale – più presente sul versante della sanità territoriale, sollecitandola a collaborare con l’ASL VCO e i medici di base in questa direzione.
Noi siamo convinti che realizzare una Casa della Salute a Domodossola costituirebbe un grande arricchimento per la Città, darebbe ai cittadini il vantaggio di servizi molto più accessibili e pronti, cosa che la pandemia ci ha indicato come esigenza inderogabile.

Per questo nell’interpellanza si chiede alla fine:
· se non ritiene opportuno convocare quei medici di Medicina Generale operanti in Città che già si sono resi disponibili a costituirsi in forma associata per una casa della Salute a Domodossola.
· Se non ritiene opportuno, con la collaborazione dei detti medici e di quanti altri si volessero aggiungere, definire le caratteristiche necessarie alla ipotizzata Casa della Salute in Domodossola ed individuarne il sito più adatto alla localizzazione.
· Se non ritiene opportuno successivamente attivare  le pratiche per la sollecita realizzazione di un Progetto Preliminare da allegare ad una altrettanto sollecita domanda da inoltrare ai Responsabili ASL così come all’Assessorato Regionale competente.
· Se non ritiene, contestualmente alle azioni di cui sopra, procedere alla ricognizione di tutte le possibili fonti di finanziamento ed, in tutti i casi, provvedere ad un adeguato intervento sul Bilancio Comunale finalizzato alla realizzazione della Casa della salute.
· Se non ritiene, infine, di fare partecipi i Consiglieri Comunali alle diverse fasi di confronto e costruzione che conducono alla realizzazione della Casa della Salute in Domodossola.

Segreteria e gruppo Consiliare
Partito Democratico Domodossola

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Nino Leopardi eletto Segretario del circolo PD di Domodossola

La “FORMA PARTITO” è uno strumento necessario.

L’assemblea degli iscritti di sabato 30 gennaio scorso, svoltasi in modalità on line, mi ha eletto Segretario del Circolo del Partito Democratico di Domodossola.

Rinnovo il ringraziamento ai democratici per la fiducia riservatami; alla Segretaria provinciale Alice De Ambrogi, al Segretario regionale Paolo Furia ed all’on. Borghi la gratitudine per i loro significativi interventi che sono segno di conforto e supporto all’azione che attende me e tutto il Circolo.

In questo tempo di antipolitica, di partiti “liquidi” e personalistici, permango convinto della necessità della “Forma Partito” quale strumento di elaborazione di idee e di costruzione di Progetti per la Comunità.

Sono consapevole che nella Società dell’oggi le mode che vanno per la maggiore sono altre. Io non intendo certo chiudere alle forme e ai modi con i quali le nuove generazioni si rapportano tra loro, alle forme e ai modi con i quali esse affrontano, tutti i giorni, i problemi del vivere, alle istanze, che con forza e spesso in modo drammatico, esse pongono.

La mia storia personale mi orienta alla massima apertura ed ascolto verso la realtà problematica dell’oggi, ma mi è ben chiaro il limite che mi è connaturato, sia per l’anagrafe, sia perché l’arco delle mie stagioni politiche ha già percorso quanto era dovuto.

Assumo l’incarico di Segretario di Circolo nella fiducia che vi sarà il tempo necessario a costruire un nuovo Gruppo Dirigente del Circolo, nella consapevolezza che ciò avverrà per il bene del nostro Territorio.

E’ certo che le mie azioni si manifesteranno nel rispetto delle forme democratiche, utilizzando, valorizzando e salvaguardando la “Forma Partito” quale baluardo di democrazia.
Nino Leopardi.

Domodossola, 01.02.2021.

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il sindaco Pizzi vuole vendere la Farmacia Comunale e privatizzare i servizi del Cimitero. Nel merito non risponde, scappa e butta fango.

Stiamo ai fatti: il sindaco Pizzi vuole vendere la Farmacia Comunale e privatizzare i servizi del Cimitero. Nel merito non risponde, scappa e butta fango.

La stizzita risposta del sindaco di Domodossola Lucio Pizzi alle nostre osservazioni sulla vendita della Farmacia Comunale e sulla privatizzazione dei servizi del Cimitero voluta dalla sua Amministrazione, evocando la macchina del fango e parlando a vanvera di “pali non piantati” (che ci azzecca?), evidenzia la volontà di scappare a gambe levate dal problema e dal merito da noi sollevato.
La questione è chiara: il sindaco Pizzi vuole vendere la Farmacia Comunale e privatizzare i servizi del Cimitero. La prima domanda da porsi è: cosa ha fatto in questi cinque anni l’Amministrazione per facilitare il funzionamento della Farmacia e per risolvere il problema dei servizi cimiteriali?
E la seconda domanda a cui non può girarci in giro è: “cui prodest”? Chi se ne avvantaggia?
Per noi non sono certo i cittadini di Domo ad avvantaggiarsi, certamente non la Comunità nel suo insieme che dalla vendita della Farmacia Comunale e dalla privatizzazione dei servizi del Cimitero avrà solo da perderci (anche economicamente).
Pizzi dimostri il contrario.

Gruppo Consiliare e Segreteria Partito Democratico Domodossola

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Domodossola: vendere la Farmacia Comunale e privatizzare i servizi del Cimitero: due clamorosi errori di fine mandato del Sindaco Pizzi.

Le preoccupazioni della pandemia rischiano di nascondere agli occhi dei cittadini due sciagurate iniziative che l’Amministrazione comunale di Domodossola sta mettendo in piedi nell’ultimo scorcio di mandato.
La prima è l’ipotesi di vendita della Farmacia Comunale, per la quale il sindaco Lucio Pizzi ha già dato un incarico da ottomila (!) euro ad un legale milanese, che sarebbe giustificata secondo il Sindaco, da tre bilanci negativi.
Il Presidente della Farmacia Pasquali ha già dato ampi chiarimenti sulle iniziative che, realisticamente, sono in grado di riportare l’Azienda in attivo tramite una significativa riduzione dei costi. Inoltre, la nomina di una nuova direttrice, motivata, giovane e di provenienza interna alla farmacia, non potrà che portare energie fresche e nuove idee per l’ulteriore rilancio delle attività con il supporto di tutto il personale.
Vale la pena ricordare che l’Azienda pluriservizi “Farmacia Comunale” è costituita dal negozio farmacia, che comunque non limita la propria attività alla mera vendita di farmaci ma eroga, a beneficio della comunità, servizi quali la consegna a domicilio di medicinali e presidi sanitari (così prezioso in tempo di pandemia) e dall’attività di supporto per una serie di attività sociali – tra cui Università della Terza Età e il trasporto alunni – che dalle entrate del negozio sono sostenute.
Una volta venduto il negozio – che, comunque, tornerà in utile a seguito delle iniziative già avviate – con quali soldi e con quali forze lavoro si sosterranno le attività sociali ora collegate? Ma, soprattutto, cosa ha in mente di fare il sindaco Pizzi con i soldi incassati dalla vendita del negozio farmacia? Comprare dai soliti noti altri cubi di pietra nera?
Se l’Amministrazione Cattrini del centro sinistra lasciò bilanci attivi, non dovrebbe essere così difficile tornare ad un sano equilibrio economico.   
A ciò si aggiunge la proposta di privatizzare i servizi del Cimitero: viene da dire che i morti si rivolteranno nelle tombe. Al di là del giudizio, è certo che il tutto – magari non subito, ma certamente su tempi più lunghi – si risolverebbe in un aumento delle tariffe a carico dei cittadini.
L’idea di fondo che sta alla base di queste due iniziative – vendere la Farmacia e privatizzare i servizi del Cimitero- è che il Pubblico non sa amministrare e quindi è meglio consegnarlo ai Privati. In subordine viene la considerazione che, quando la gestione pubblica presenta qualche complicazione, me ne devo disfare.
Noi del Partito Democratico siamo ancora convinti che amministrare la Città vuol dire anche salvaguardare le ricchezze ereditate dalla saggezza di chi è venuto prima di noi, come nel caso della Farmacia Comunale, ed impegnarsi per far funzionare e mantenere il giusto costo dei servizi essenziali, come è quello del Cimitero, senza ricorrere a sciagurate scorciatoie.

La Segreteria ed il Gruppo Consiliare del Partito Democratico Domodossola

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No ad un nuovo Presidente del Consiglio Comunale di Domodossola: avanti con il facente funzioni.

“Prendiamo atto della scelta di dimettersi da parte del Presidente del Consiglio Comunale Carlo Valentini; non indaghiamo oltre sulle beghe interne alla Lega anche se le motivazioni dell’accaduto andrebbero spiegate alla Città e ai Consiglieri ” affermano i consiglieri comunali del Pd Domodossola Davide Bolognini e Rosario Mauro.
Ora ci preme andare oltre in un periodo difficile come questo, con la pandemia che ha ripreso a galoppare, la crisi economica ed i problemi legati alla movida locale ai quali siamo interessati a dare una mano, se interpellati – proseguono i consiglieri democratici Bolognini e Mauro  -. Per questo motivo pensiamo che non sia il caso di pensare a fare un toto nomine del nuovo Presidente del Consiglio a pochi mesi dalle elezioni e proponiamo di NON procedere con l’elezione di un nuovo Presidente ma di proseguire (come previsto dallo Statuto comunale) con la semplice sostituzione con il consigliere anziano che, se non ricordiamo male, sia Simone Racco della Lista Pizzi.
Senza nessuna nuova elezione.
Questo garantirebbe immediata operatività (torneremo a fare i Consigli in presenza come negli altri Comuni?) e anche un risparmio per le casse comunali, cosa che non è certo da disdegnare in questo periodo. Ci auguriamo che tutto il Consiglio Comunale sia d’accordo con la nostra propostaAspettiamo fiduciosi.

Gruppo Consiliare PD Domodossola