Si svolgerà Lunedì 26 gennaio 2009, alle ore 20.45 presso il Circolo sportivo Cambiaschese a Cambiasca un Incontro pubblico promosso dal Partito Democratico sul tema " La riforma delle Comunità Montane nel Verbano Cusio Ossola". (l’invito è scaricabile cliccando qui).
L’incontro servirà a fare il punto dopo l’approvazione della legge regionale che ha portato a tre il numero delle Comunità Montane nel VCO.
A presiede sarà Guido Boldini, coordinatore Circolo PD Cambiasca e Valle Intrasca.
Parteciperanno Aldo Reschigna consigliere Regione Piemonte, Roberto Suman Sindaco di Ghiffa, Luigi Milani Sindaco di Falmenta, Silvia Marchionini Sindaco di Cossogno.
Conclude Diego Caretti Assessore alla Montagna della Provincia del VCO.
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Emergenza neve: disservizi ai danni della montagna
Enrico Borghi punta il dito contro i grandi concessionari dei servizi pubblici "mirano al profitto e non all’erogazione del servizi ai cittadini, in montagna salta il sistema"
"Le copiose nevicate di queste ore dimostrano che gli unici baluardi sul territorio al servizio dei cittadini sono gli amministratori locali, mentre dai grandi enti e società concessionari di servizio pubblico arrivano solo disservizi e disattenzioni: così non va, e ci attrezzeremo di conseguenza".
Il presidente dell’Uncem Enrico Borghi prende posizione in merito alle vicende che in queste ore stanno contrassegnando la latitanza di Enel, Anas, Poste e Telecom Italia a fronte delle problematiche sorte con il maltempo che ha colpito soprattutto il Nord Italia. "Ci giungono segnalazioni dalle nostre delegazioni regionali – osserva Borghi – di migliaia di utenze private scollegate alla Telecom senza che nessuno provveda, di prolungate interruzioni nell’erogazione di energia elettrica a famiglie e imprese senza adeguate risposte da parte dell’Enel, per non parlare delle condizioni delle arterie stradali gestite dall’Anas per le quali le lettere di protesta dei sindaci si sprecano e il silenzio del concessionario stradale è assordante.
Se a ciò aggiungiamo le conseguenze per i disservizi delle Poste Italiane, frutto di chiusure unilaterali non concordate con le amministrazioni locali, il quadro dei disservizi ai danni della montagna si completa, e ancora una volta gli amministratori locali vengono lasciati da soli a garantire in un quadro finanziario difficilissimo lo sgombero della neve e la sicurezza delle arterie stradali in montagna."
"Appare evidente – conclude Borghi – che tutto ciò è il frutto di un atteggiamento da parte dei grandi concessionari di servizi pubblici mirante esclusivamente al profitto e non all’erogazione dei servizi a cittadini, famiglie e imprese.
Una logica inaccettabile, che ci spinge a valutare anche la possibilità di intraprendere azioni legali per consentire al territorio montano di essere risarcito dai danni derivati da un sistema che si sta rivelando evidentemente inadeguato".
Cosa ci dice lo studio sui cambiamenti climatici nella montagna piemontese
La Regione , recentemente, ha commissionato alla Società meteorologica subalpina uno studio sui cambiamenti climatici nella montagna piemontese e sull’impatto che essi hanno avuto ed avranno sul territorio montano.
La ricerca, realizzata con il coordinamento scientifico di Luca Mercalli, si sofferma sull’analisi dei dati su clima e atmosfera, neve e ghiacciai, ecosistemi terrestri e biodiversità, ma anche sull’acqua, l’agricoltura, l’economia e la salute umana nelle aree montane.
Parlarne ora che è nevicato abbondantemente e che ci si avvia ad una stagione invernale "regolare" può sembrare fuori luogo ma non bisogna mai scordare quanto sia indispensabile disporre di un quadro di riferimento e dati il più possibile attendibili sulle prospettive future. Da una parte è utile conoscere la prospettiva della copertura nevosa nei prossimi anni per ragionare sullo sviluppo turistico nelle stazioni invernali ma ci interessa ancor più capire l’impatto dei cambiamenti climatici sugli eventi eccezionali per programmare gli investimenti e gli interventi per la prevenzione dei rischi idrogeologici. I dati sulle temperature dal 1900 ad oggi indicano che il riscaldamento sulla regione alpina è stato maggiore di quello globale, con un aumento di 1.2 ° C. Sulle Alpi piemontesi l’aumento di temperatura è stato inoltre più sensibile in estate che in inverno. Per quanto riguarda invece le precipitazioni, in Piemonte negli ultimi novanta anni si è registrata nel complesso una moderata tendenza alla diminuzione delle piogge, ma i segnali sono piuttosto deboli e irregolari. Lo studio ipotizza che tra qualche decennio gli inverni rigidi scompariranno quasi del tutto ed aumenteranno considerevolmente le estati molto calde. Non è un caso che, dal 1850 al 2000, i ghiacciai alpini hanno perso la metà della loro superficie complessiva. Va notato che sulle nostre montagne, nel periodo 1990-2007, si è anche assistito ad un anticipo di circa quindici giorni della fusione primaverile rispetto al periodo 1961-1989. Sulle zone di bassa montagna (quote inferiori a 1500 metri) si prevede una diminuzione del 35% della durata dell’innevamento per ogni grado di aumento della temperatura. Le ondate di calore aumenteranno e saranno intense nei prossimi decenni; le valli montane del Piemonte potrebbero quindi beneficiare di una maggiore frequentazione estiva anche se, a dire il vero, si tratta di una ben magra consolazione.
Marco Travaglini, consigliere regionale PD
SEI AZIONI DI GOVERNO PER LA MONTAGNA
Dopo tanto clamore attorno alle comunità montane, soprattutto sul piano nazionale, ora sembra che stia calando nuovamente un sipario di silenzio sui problemi e le aspettative delle "terre alte". Eppure servirebbero delle scelte – soprattutto a livello nazionale – per promuovere almeno sei azioni. Eccole, in sintesi..
1) Sostegno all’agricoltura di montagna e alle pluriattività rurali. l’agricoltore montano svolge una funzione di carattere generale, perché la sua attività preserva l’ambiente e tutela la tenuta idrogeologica dei versanti. Esso deve perciò essere sostenuto sia con norme che ne agevolino la pluriattività aziendale sia con la sburocratizzazione di molte procedure connesse alla loro attività. In tale contesto idonee misure devono essere previste per le cooperative di produzione agricola e di lavoro agricolo-forestale che abbiano sede e che esercitino prevalentemente le loro attività nei comuni montani.2) Eliminazione dei vincoli burocratici per l’impiego delle risorse naturali montane. Troppo spesso imprese che intendono lavorare in montagna e sfruttarne in maniera sostenibile le sue risorse incappano in assurde trafile burocratiche che aumentano a dismisura costi e tempi per avviare imprese e investimenti. Occorre un disboscamento normativo e legislativo e la definizione di procedure e tempi certi e fissati per il rilascio delle autorizzazioni connesse con le attività produttive ed edilizie.
3) Incentivazione del turismo montano. Occorre semplificare i livelli amministrativi di promozione del turismo montano, destinare risorse a sostegno dell’ammodernamento delle strutture ricettive, dei rifugi e della sentieristica. Il Piemonte si sta muovendo bene con il piano strategico per il turismo montano ed una serie di leggi – a partire da quella della sicurezza sulle piste da sci ed a sostegno all’innevamento programmato – in grado di rafforzare l’offerta.
4) Valorizzazione del patrimonio forestale e dei terreni incolti a fini produttivi. Il nostro è un paese “ricco di boschi poveri” e per questo è costretto ad importare dall’estero il legname per la propria industria del legno. Occorre ribaltare il concetto, anzitutto impiegando al meglio i fondi già stanziati dal governo per il Piano Nazionale della Forestazione, e da qui avviare una fortissima valorizzazione del nostro patrimonio forestale anche ai fini dell’applicazione del protocollo di Kyoto, valorizzando al contempo i terreni montani incolti sottraendoli alla loro parcellizzazione per farli diventare produttivi sotto il profilo economico. La legge forestale che sta per essere varata in Piemonte va in questa direzione.
5) Protezione civile e dissesto idrogeologico. Occorre sostenere e potenziare le attività di protezione civile nel territorio montano, anche attraverso la formazione e la messa in rete del mondo del volontariato, e realizzare a livello statale un “piano straordinario di manutenzione ordinaria dei versanti montani” per prevenire le cause di dissesto idrogeologico che comportano danni e costi all’intera collettività nazionale.
6) Riforma del Fondo Nazionale per la Montagna. Le risorse finanziarie che lo Stato destina alla montagna – sempre più esigue – seguono un percorso centralista ormai inadeguato. Occorre riformare questo meccanismo, legando l’alimentazione del Fondo alle disponibilità fiscali derivanti dallo sfruttamento delle risorse montane e applicando criteri federalisti di ripartizione degli stanziamenti, introducendo criteri di premialità per le amministrazioni in grado di realizzare progetti innovativi, efficienti e di qualità.
Marco Travaglini, consigliere regionale PD
La riforma solo rimandata, non definitivamente bloccata.
Per l’assessore alla Pubblica Istruzione, Lilliana Graziobelli, non è giustificato il senso di scampato pericolo per gli effetti negativi della riforma Gelmini.
“Il ridimensionamento scolastico ed i tagli alle scuole di montagna – dice l’assessore – non sono definitivamente scongiurati, ma solo rinviati di un anno. Tra dodici mesi saremo punto e a capo. E in ogni caso, l’incertezza che questa riforma ha scatenato nella scuola pubblica la si percepisce già adesso”.
In Provincia è infatti arrivata una lettera, firmata dai dirigenti di undici istituti superiori del Verbano Cusio Ossola, in cui si chiede di “sospendere tutte le attività di orientamento per gli alunni di terza media verso la scuola superiore”. Motivo della richiesta “la fase di transizione che sta attraversando la scuola secondaria superiore nell’incertezza degli assetti che essa assumerà dall’anno scolastico 2009/10”.
l’assessore Graziobelli sospetta che il rinvio di un anno della parte più negativa della riforma scolastica sia solo un modo per lasciar calmare le acque e poi riproporre le misure più impopolari: “Nella primavera dell’anno prossimo ci sarà un’importante tornata elettorale amministrativa che coinvolgerà centinaia di province e comuni. I tagli alla scuola, messi momentaneamente nel cassetto grazie alla protesta di operatori, famiglie, studenti, parlamentari ed enti locali, potrebbero tornare alla ribalta a settembre, ad urne chiuse”.
Domani, mercoledì 12 novembre alle 12:00, l’assessore Graziobelli incontra i presidi delle scuole superiori del Verbano Cusio Ossola per fare il punto sull’attività di orientamento. Obiettivo dell’assessore giungere a un documento condiviso da spedire agli organi competenti per sollecitare indirizzi precisi.
Ufficio Stampa, Provincia del Verbano Cusio Ossola
Autonomia del VCO: un altro passo in avanti
E’ stato avviato oggi, in ottava commissione, l’iter del disegno di legge della giunta regionale per l’attribuzione di speciali forme di autonomia legislativa alla provincia del Vco, con una relazione della presidente della giunta regionale Mercedes Bresso, a conferma della particolare attenzione con cui la presidente della giunta regionale ha seguito e segue l’iter del disegno di legge. l’ottava commissione del consiglio regionale ha fissato le consultazioni sul disegno di legge e sulla proposta di legge presentata a suo tempo dai gruppi regionali di minoranza , sulla stessa materia, per il 24 novembre alle ore 15.30 presso il consiglio regionale.
Consultazioni a cui sono invitati non solo il mondo istituzionale del Vco (Provincia, Comunità Montane e comuni esclusi dalle CM), ma anche le associazioni economiche e sindacali del Vco. Le consultazioni saranno un occasione per approfondire e raccogliere indicazioni e suggerimenti da parte del tessuto economico e istituzionale del Vco al fine di far si che la legge, che sarà sottoposta all’esame del consiglio regionale, possa cogliere al meglio quei temi in grado di garantire non solo il rafforzamento di competenze in capo alla provincia, ma soprattutto che tutto ciò sia finalizzato allo sviluppo economico e alla gestione delle specificità territoriali.
Potete scaricare, cliccando qui, una copia del disegno di legge sull’autonomia, elaborato, lo ricordiamo, col determinante contributo del presidente dell’Amministrazione provinciale Paolo Ravaioli, in rapporto con i consiglieri regionali Aldo Reschigna e Marco Travaglini, che individua condizioni di autonomia per la nostra Provincia in ambito di agricoltura, caccia e pesca, turismo, montagna e foreste, demanio idrico, aree protette e, soprattutto, prevede il trasferimento definitivo dei proventi dei canoni idrici e del bonus benzina al Verbano Cusio Ossola.
Un deciso riconoscimento, su settori d’importanza vitale per la nostra zona, della peculiarità montana del Verbano Cusio Ossola, come per altro riconosciuta dall’art. 8 dello Statuto regionale.