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Massimo Nobili e gli acari

«Sono allergico agli acari, non potevo lavorare in un ufficio con la moquette». Il presidente della Provincia Massimo Nobili ha risposto così in consiglio provinciale alla consigliera del Pd Liliana Graziobelli che ha chiesto il perché della decisione di cambiare la pavimentazione del suo studio al Tecnoparco. «Una decisione presa per motivi di salute, che è costata 4000 euro. Più o meno la stessa cifra è stata spesa per acquistare nuove sedie e mobili» ha detto Nobili. (cioè 8 mila euro..)
(testuale dalla Stampa del 20 luglio 2010) .

Lunedìin consiglio provinciale in discussione proposte del PD su personale, catasto e scuola!

image – La prima interpellanza riguarda il delicato tema di un’assunzione, che a parere nostro, solleva molti dubbi e perplessità.
Infatti, di recente l’Amministrazione provinciale ha pubblicato due bandi ai quali hanno partecipato decine e decine di giovani diplomati e laureati con la speranza di affacciarsi al mercato del lavoro.
La Provincia ha scelto di procedere ad un’assunzione attingendo non dalla graduatoria dei giovani che vi hanno partecipato, ma seguendo un’altra strada, che a noi non appare giustificata, ovvero di un trasferimento di un dipendente dall’ufficio delle Entrate alla Provincia stessa.
Oltre al fatto che questa persona non risulta in possesso di particolari competenze che giustifichino tale scelta, egli ha già un lavoro, elemento questo che non dovrebbe avvantaggiarlo ma semmai porlo quanto meno in una posizione di attesa rispetto a chi è in cerca di prima occupazione.
Per questo chiediamo alla Presidenza della provincia di sapere le motivazioni di questa scelta. La seconda interpellanza si riferisce ad una scelta del governo centrale che con un disegno di legge costringe all’accatastamento anche i ruderi di montagna, con una spesa in più per i cittadini (dai 300 ai 600 euro!) oltre che di spreco di tempo per la conseguente burocrazia.
Insomma un’altra gabella che va a colpire i territori marginali e di montagna che aggiunge burocrazia e va in una direzione diametralmente opposta alla necessità di agevolare gli accorpamenti fondiari in montagna.
Per questo chiediamo alla giunta di saper quali atti intendono intraprendere per impedire che questo articolo, così penalizzante per il nostro territorio e i suoi cittadini, venga convertito in legge.

l’ordine del giorno riguarda il taglio annunciato, dall’ufficio scolastico provinciale, del tempo pieno in oltre 18 scuole del VCO.
Nell’ordine del giorno si chiede alla Provincia se corrispondono a realtà tali affermazioni che se confermate rimarcano, in tutta la sua gravità, che nel VCO il taglio al tempo prolungato nelle scuole, al di la di tutte le rassicurazioni arrivate in questi mesi dal Governo nazionale, è un problema serio e pesante e che incide in maniera negativa sulle spalle di molte famiglie.
Se approvato l’odg impegna il Presidente della Provincia ad attivarsi in tutte le sedi per evitare che questo taglio avvenga e chiede di relazionare al prossimo consiglio provinciale dei risultati ottenuti.

PD Ufficio Stampa
Di seguito il testo completo

Al . Presidente del Consiglio Provinciale
Sig. Rino Porini
Al . Presidente della Provincia
del Verbano Cusio Ossola
Sig. Massimo Nobili

Oggetto: Interpellanza

Di recente l’Amministrazione provinciale ha pubblicato due bandi, ha svolto le relative selezioni e approvato le graduatorie finali per selezionare degli impiegati, da inquadrare in categoria C e D, per sostituzioni a tempo determinato di personale di ruolo che per vari motivi (ad esempio la maternità) si assenta per lungo periodo dal lavoro.
A tale selezione hanno partecipato decine e decine di giovani diplomati e laureati, che è facile credere siano stati spinti a prender parte alle prove concorsuali anche dalla difficile congiuntura vissuta dal Verbano Cusio Ossola e dalla difficoltà, per un neodiplomato o un neolaureato, di affacciarsi proficuamente sul mercato del lavoro, tanto da far apparire “appetibile” anche un’occupazione a tempo determinato come quella prevista nei due bandi citati.
La regolare conclusione delle procedure selettive, terminata con l’elaborazione delle due graduatorie, ha di sicuro ingenerato delle legittime aspettative nei concorrenti che hanno dimostrato sufficiente perizia per essere inseriti in graduatoria, soprattutto coloro i quali si trovano nei primi posti nella lista degli idonei all’assunzione.
Ad oggi risulta però che tali graduatorie siano “ferme”, con l’aggravante che, invece di procedere almeno ad un’assunzione attingendo dalla graduatoria per i posti di categoria D, con Delibera di Giunta n. 161 in data 28 giugno 2010, si sia preferito seguire una diversa strada che non appare giustificata.
Entrando nello specifico della citata delibera, risulta infatti che per sostituire una dipendete in maternità del II° Settore – Politiche del Lavoro, Formazione e Pari Opportunità – invece di attingere alla graduatoria di categoria D si è dato seguito alla domanda di comando presso l’Amministrazione Provinciale di un dipendente dell’Agenzia delle Entrate.
Quest’ultimo non risulta in possesso di particolari competenze che giustifichino né l’attivazione dell’istituto del comando ne, soprattutto, l’inserimento nel II° Settore in via preminente rispetto alle persone inserite nella graduatoria di categoria D; risulta invece già in possesso di un posto di ruolo presso l’Agenzia delle Entrate, elemento questo che non dovrebbe avvantaggiarlo ma semmai porlo quanto meno in una posizione di attesa rispetto a chi è in cerca di prima occupazione.
E più in generale, con la DGP 161/2010, oltre a dare priorità al comando sopra citato si limita la validità delle ricordate graduatorie all’anno 2010, riferendole così ai soli posti a tempo determinato che si prevede di coprire in corso di esercizio
Tutto ciò premesso e considerato

SI INTERROGA LA S.V.

per sapere le motivazioni che hanno portato a dare priorità immediata al comando del dipendente dell’Agenzia delle Entrate, come previsto dalla DGP 161/2010, rispetto alla chiamata delle persone iscritte nella graduatoria finale delle procedure selettive citate in premessa;
per sapere inoltre le motivazioni che hanno portato a limitare all’anno 2010 la validità delle ricordate graduatorie, mortificando così le aspettative di giovani diplomati e laureati che hanno considerato la partecipazione ai concorsi come un valido strumento per cercare uno sbocco occupazionale in questi tempi di crisi;
per sapere se – pur ammettendo che all’Amministrazione Pubblica che bandisce un concorso poi non segue un obbligo giuridico all’assunzione – non si ritenga sussistere comunque un “obbligo morale” a dare seguito alle attese di chi si è preparato per affrontare al meglio le prove selettive nella prospettiva di ottenere un posto di lavoro.

Per il Partito Democratico
Lilliana Graziobelli
Consigliere provinciale

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Al presidente del Consiglio Provinciale
Al Presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola

OGGETTO: INTERPELLANZA
Premesso che l’articolo 19 comma 14 del Decreto Legge del 31 maggio 2010 n° 78, in merito alla conformità dei dati catastali di fabbricati oggetto di atto notarile, ha sancito, a partire dal 1° luglio 2010, l’obbligatorietà di denunciare al Catasto Fabbricati tutti i fabbricati rurali oggetto di compravendita, permuta, donazione, divisione, cessione di quote, costituzione di servitù ecc.
Sottolineato che tutti significa anche i ruderi o quei fabbricati ancora in piedi, numerosissimi in ogni comune della nostra Provincia, ubicati in aree marginali boscate, non raggiungibili da strade e difficilmente recuperabili anche in futuro ma oggetto, in particolare, di atti di divisione ereditaria”.
Ferma restando l’esenzione da imposte e da dichiarazione al Catasto Urbano precisata dall’Agenzia del Territorio, dopo l’invio dei numerosi avvisi di accertamento degli scorsi mesi, in questo caso l’obbligatorietà risulta invece inevitabile ogni qual volta ruderi o vecchie stalle in luoghi remoti saranno oggetto di atto notarile.
Ne consegue che, volendo procedere comunque all’atto in questione, il proprietario o i proprietari dovranno farsi carico, oltre che delle spese notarili già cospicue, di spese tecniche aggiuntive orientativamente tra i 300 (per i ruderi) ed i 600 euro (per stalle e casere ancora in piedi) in più per ogni fabbricato oggetto dell’atto notarile in questione.
Considerato che questa è di fatto un’altra gabella che va a colpire i territori marginali e di montagna che aggiunge burocrazia e va in una direzione diametralmente opposta alla necessità di agevolare gli accorpamenti fondiari in montagna,
SI INTERPELLA LA S.V.
per saper quali atti Lei e la Sua Giunta intendono intraprendere per impedire che questo articolo, così penalizzante per il nostro territorio e i suoi cittadini, venga convertito in legge.
I consiglieri provinciali
Lilliana Graziobelli
Stefano Costa

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Al presidente del Consiglio Provinciale
Al Presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola
OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO

Premesso che nei giorni scorsi sulla stampa locale (La Stampa) è comparso un articolo in cui, virgolettato, compariva la seguente dichiarazione del dirigente dell’ufficio provinciale scolastico “questa di Domodossola non è la sola scuola a cui sono state negate le 40 ore. Nella stessa situazione ci sono nel Vco altre 18 scuole. Il tempo pieno poteva essere accolto compatibilmente con le risorse disponibili”.
Se corrsipondono a reltà tali affermazioini appare evidente, in tutta la sua gravità, che nel VCO il taglio al tempo prolungato nelle scuole, al di la di tutte le rassicurazioni arrivate in questi mesi dal Governo nazionale, è un problema serio e pesante e che incide in maniera negativa sulle spalle di molte famiglie.
Ciò premesso il Consiglio Provinciale
chiede
al Presidente della Provincia di attivarsi per sapere quali sono le 18 scuole del VCO in cui è stato tagliato il tempio pieno e quanti sono gli alunni coinvolti.
Impegna
IL Presidente della Provincia ad attivarsi in tutte le sedi per evitare che questo taglio avvenga e chiede di relazionare al prossimo consiglio provinciale dei risultati ottenuti
Il consigliere provinciale
Lilliana Graziobelli

Regionali: accolto in parte il ricorso, si va verso il riconteggio

image All’una di questa notte, dopo 6 ore di camera di consiglio, il TAR della Regione Piemonte si è pronunciato in merito ai ricorsi presentati contro alcune liste a sostegno di Roberto Cota. In particolare  le liste per le quali è stato parzialmente accolto il ricorso sono "Consumatori" e "Al Centro con Scanderebech".
Il riconteggio parziale riguarderà quindi i voti di queste due liste che hanno appoggiato l’elezione di Cota.  Respinto, invece, il ricorso nei confronti della lista "Verdi Verdi". Per quanto riguarda infine il ricorso sulle presunte irregolarità della lista "Pensionati per Cota" il tribunale ha sospeso il giudizio per dare modo ai ricorrenti di presentare querela per falso, per la quale avranno 60 giorni di tempo. La nuova udienza del Tar è fissata per il 7 ottobre. "Dal dispositivo si riconosce la solidità degli impianti dei ricorsi". È stato il primo  commento della ex presidente del Piemonte Mercedes Bresso. "Andare al riconteggio – ha detto – mi pare una decisione equilibrata, i cui effetti li vedremo nei termini stabiliti dai giudici". Per l’Avvocato Luca Procacci, legale del Presidente Cota  nella decisione del TAR c’é "un aspetto positivo: È stato portato al centro dell’attenzione il tema dei voti assegnati al presidente. Dalle nostre verifiche – dice l’avvocato –  abbiamo già visto che Cota non ha vinto grazie ai voti di lista, ma ha vinto per i voti dati direttamente a lui. Per questo confidiamo che il riconteggio confermerà la nostra tesi". (dal sito di televco)

Emendamento PD: le attività produttive in montagna pagheranno meno Irap dal 2011.

image Durante la discussione odierna in terza Commissione Consigliare, sul disegno di legge regionale recante “interventi urgenti per lo sviluppo delle attività produttive”, è stato approvato un emendamento presentato da Aldo Reschigna, Presidente del gruppo consigliare PD in Regione Piemonte.
l’emendamento prevede che dal 1 gennaio 2011 tutte le attività economiche operanti esclusivamente in comuni montani ad alta marginalità avranno una diminuzione di un punto percentuale (1%) dell’Irap, la tassa regionale sulle attività produttive.
l’approvazione di questo emendamento in commissione è un’importante opportunità per il VCO – afferma il consigliere Aldo Reschigna – poichè finalmente si introduce nella legislazione piemontese una norma che determina differenze nell’applicazione delle imposte regionali, a favore di chi svolge attività economica in zone svantaggiate come quelle montane.Mi aspetto che lo stesso voto favorevole arrivi al più dall’aula.
L’ambito di applicazione riguarderà i negozi di montagna, le attività artigianali, agricole e tutto ciò che è vita economica.
PD Ufficio Stampa

Dimissioni di Rosso: le dichiarazioni di Aldo Reschigna

Clicca qui per vedere il servizio televisivo sul caso.
“Le dimissioni di rosso da vicepresidente sono il segno di un serio problema politico nel centrodestra – afferma in una dichiarazione  il capogruppo regionale PD Aldo Reschigna – e rappresentano solo una ritardata soluzione all’incompatibilità di cui era soggetto.
Non si è mai verificato nella storia del Piemonte, e credo in quella nazionale, che a meno di tre mesi dalla nomina un vicepresidente della Giunta regionale opti per il seggio alla Camera, abbandonando la carica regionale appena assegnatagli. E’ sempre successo il contrario.
Le dimissioni del vicepresidente Rosso sono evidentemente il segno di un serio problema politico nella maggioranza, dell’alto livello di tensione cui sono giunti i rapporti tra Lega nord e Pdl.
Il presidente Cota chiarisca la situazione della maggioranza".
Ufficio Stampa Gruppo Consiliare Partito Democratico
 

Ricorsi: lo “smemorato” Marinello.

image “Brutta storia quella dei ricorsi”. Ha titolato così un suo intervento nei giorni scorsi sulla stampa locale Michele Marinello, ex sindaco di Domodossola ed attuale consigliere regionale. A seguire una filippica sullo scippo della volontà del popolo, contro “la vergogna dei ricorsi” ecc.
Il riferimento è al ricorso, presentato da alcune forze del centro sinistra, contro presunte gravi irregolarità nella presentazione di alcune liste che appoggiavano il presidente Cota alle ultime elezioni regionali.
Come al solito gli esponenti della Lega Nord (e del centro destra) hanno la memoria corta.
Marinello non si ricorda che a Domodossola nel 1996 quando il centro destra (di cui faceva parte anche l’ex sindaco) non aveva gradito la vittoria elettorale di stretta misura del sindaco Cattrini, aveva presentato ricorso formale che, solo dopo due anni di carte bollate, ricorso al TAR, avvocati, si era risolto a favore dell’amministrazione comunale Cattrini?
Marinello non si ricorda la vittoria di Prodi nel 2006, con gli attacchi per il voto “truccato” ( a dire del centro destra) e i conseguenti ricorsi ed appelli? Marinello non ricorda che il “precedente pericoloso”, che a suo dire sarebbe questo ricorso delle regionali Piemontesi, c’è già stato con il centro destra nel 2000, dopo le elezioni regionali in Molise da loro perse, che presentò ricorso proprio sulla presentazione delle liste (e si tornò a votare)?
Adesso gridano allo scandalo, allo scippo della volontà popolare, ma in questi precedenti casi a lor signori è parso normale, invece, avviare dei ricorsi, senza tenere conto della volontà degli elettori.
l’ex sindaco Marinello ritiene inopportuno il ricorso in atto sebbene in questo caso non c’è in discussione il rifiuto di accettare la vittoria di Cota, ma la contestazione di regole e leggi (eventualmente) infrante che non possono valere solo per alcuni e per altri no.
Ricordiamo a Marinello che la volontà popolare non può superare le leggi e la costituzione vigente. Basta citare l’articolo 1 della costituzione: “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
E se la legge sulla presentazione delle liste è farraginosa la cambino. Governano a Roma, in regione Piemonte e in provincia del VCO e sembrano invece un partito d’opposizione, sembra che a Roma e nelle poltrone dei ministri ci sian altri e non Bossi, Maroni o Calderoli (basta che la nuova legge non la facciano fare a Berlusconi, lui consentirebbe solo la presentazione delle sue di liste – ci sia consentita la battuta -).
Vorrei suggerire all’ex sindaco Marinello che, in questa situazione, sarebbe più dignitoso aspettare con pazienza l’operato della giustizia che per quanto ci riguarda farà il suo dovere, qualunque sia il risultato di questo ricorso.
Non credo che Marinello e la Lega potranno vantare altrettanta tranquillità nell’accogliere un eventuale giudizio per loro negativo.

Lilliana Graziobelli
Segretario PD VCO

PD Ufficio Stampa