Ricorsi: lo “smemorato” Marinello.

image “Brutta storia quella dei ricorsi”. Ha titolato così un suo intervento nei giorni scorsi sulla stampa locale Michele Marinello, ex sindaco di Domodossola ed attuale consigliere regionale. A seguire una filippica sullo scippo della volontà del popolo, contro “la vergogna dei ricorsi” ecc.
Il riferimento è al ricorso, presentato da alcune forze del centro sinistra, contro presunte gravi irregolarità nella presentazione di alcune liste che appoggiavano il presidente Cota alle ultime elezioni regionali.
Come al solito gli esponenti della Lega Nord (e del centro destra) hanno la memoria corta.
Marinello non si ricorda che a Domodossola nel 1996 quando il centro destra (di cui faceva parte anche l’ex sindaco) non aveva gradito la vittoria elettorale di stretta misura del sindaco Cattrini, aveva presentato ricorso formale che, solo dopo due anni di carte bollate, ricorso al TAR, avvocati, si era risolto a favore dell’amministrazione comunale Cattrini?
Marinello non si ricorda la vittoria di Prodi nel 2006, con gli attacchi per il voto “truccato” ( a dire del centro destra) e i conseguenti ricorsi ed appelli? Marinello non ricorda che il “precedente pericoloso”, che a suo dire sarebbe questo ricorso delle regionali Piemontesi, c’è già stato con il centro destra nel 2000, dopo le elezioni regionali in Molise da loro perse, che presentò ricorso proprio sulla presentazione delle liste (e si tornò a votare)?
Adesso gridano allo scandalo, allo scippo della volontà popolare, ma in questi precedenti casi a lor signori è parso normale, invece, avviare dei ricorsi, senza tenere conto della volontà degli elettori.
l’ex sindaco Marinello ritiene inopportuno il ricorso in atto sebbene in questo caso non c’è in discussione il rifiuto di accettare la vittoria di Cota, ma la contestazione di regole e leggi (eventualmente) infrante che non possono valere solo per alcuni e per altri no.
Ricordiamo a Marinello che la volontà popolare non può superare le leggi e la costituzione vigente. Basta citare l’articolo 1 della costituzione: “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
E se la legge sulla presentazione delle liste è farraginosa la cambino. Governano a Roma, in regione Piemonte e in provincia del VCO e sembrano invece un partito d’opposizione, sembra che a Roma e nelle poltrone dei ministri ci sian altri e non Bossi, Maroni o Calderoli (basta che la nuova legge non la facciano fare a Berlusconi, lui consentirebbe solo la presentazione delle sue di liste – ci sia consentita la battuta -).
Vorrei suggerire all’ex sindaco Marinello che, in questa situazione, sarebbe più dignitoso aspettare con pazienza l’operato della giustizia che per quanto ci riguarda farà il suo dovere, qualunque sia il risultato di questo ricorso.
Non credo che Marinello e la Lega potranno vantare altrettanta tranquillità nell’accogliere un eventuale giudizio per loro negativo.

Lilliana Graziobelli
Segretario PD VCO

PD Ufficio Stampa

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