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Crisi nel settore giovanile del Verbania Calcio. Basta silenzio!

VERBANIA CALCIO, NON È PIÙ TEMPO DI SILENZI. SERVE UN TAVOLO PER SALVARE IL SETTORE GIOVANILE. Brezza e Molinari: “Un duro colpo per la città. Sindaco e Assessore allo sport convochino subito la Società e si superi il muro contro muro”.

Le notizie che stanno emergendo sul futuro del settore giovanile del Verbania Calcio rappresentano un duro colpo per la nostra città, per decine di ragazzi, per le loro famiglie e per tutti coloro che negli anni hanno investito tempo, passione e sacrifici nella crescita del movimento calcistico giovanile verbanese.
È evidente che eventuali responsabilità, laddove accertate, possano riguardare anche la società sportiva. Tuttavia, ciò che oggi appare incomprensibile e inaccettabile è il silenzio dell’Amministrazione comunale di fronte a una crisi che rischia di portare alla sostanziale scomparsa dell’intero settore giovanile del Verbania Calcio.
Nelle scorse settimane avevamo posto domande precise al Sindaco Albertella e all’Assessore allo Sport Zucco. Domande che meritavano risposte pubbliche, nell’interesse della città. Risposte che non sono arrivate.
Nel frattempo la situazione è precipitata: molti ragazzi stanno scegliendo altre società sportive, famiglie e tecnici vivono nell’incertezza e il rischio di una dispersione definitiva di questo patrimonio sportivo ed educativo è ormai concreto.
Non possiamo fare a meno di osservare che dall’insediamento di questa Amministrazione il rapporto con il Verbania Calcio è stato caratterizzato soprattutto da rigidità, contrapposizioni e complicazioni che, al netto delle responsabilità di ciascuno, non hanno certo contribuito a costruire soluzioni. Oggi ne vediamo purtroppo gli effetti.
Lo sport giovanile non può essere terreno di scontro permanente. Quando sono coinvolti ragazzi e famiglie, il compito delle istituzioni è favorire il dialogo, non assistere passivamente al deteriorarsi della situazione.
Per questo chiediamo al Sindaco e all’Assessore allo Sport di convocare immediatamente un confronto con la società, le famiglie e tutti i soggetti interessati. È il momento di abbandonare il muro contro muro e di ricercare ogni possibile soluzione per salvaguardare il futuro del calcio giovanile cittadino.
Prevalga il bene di Verbania. Prevalga il bene dei ragazzi.

Riccardo Brezza
Capogruppo PD in Consiglio Comunale

Giacomo Molinari
Segretario PD Verbania

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1° Comunicato stampa 9 giugno 2026

Crisi nel settore giovanile del Verbania Calcio? A rischio l’iscrizione di alcune squadre per la prossima stagione? Sarebbe un fatto grave, che chiamerebbe direttamente in causa le responsabilità dell’Amministrazione Comunale. Non lasciamo soli ragazzi e famiglie.

Apprendiamo con forte preoccupazione, da alcune famiglie coinvolte, che sarebbe in atto una profonda crisi del settore giovanile del Verbania Calcio, con la concreta possibilità, a partire dalla prossima stagione, della cancellazione di intere squadre e di un traumatico ridimensionamento dell’attività dedicata ai più giovani. Abbiamo ricevuto segnalazioni che lamentano la mancanza di programmazione per la prossima stagione, con famiglie disorientate e ragazzi, tecnici e dirigenti lasciati nell’incertezza.
Una situazione che, se confermata, sarebbe gravissima perché significherebbe interrompere percorsi sportivi, educativi e umani costruiti negli anni da decine di giovani e dalle loro famiglie.
Famiglie e ragazzi che hanno investito tempo, energie e risorse economiche nel Verbania Calcio e che oggi meritano risposte chiare.
Per questo riteniamo che il punto centrale non sia individuare colpe all’interno della società sportiva, ma comprendere quale ruolo abbia svolto l’Amministrazione comunale davanti a una crisi che, da quanto apprendiamo, era nota da tempo.
Se davvero il settore giovanile del Verbania Calcio dovesse subire un ridimensionamento così pesante, sarebbe inevitabile chiamare in causa le responsabilità politiche del Sindaco Albertella e dell’Assessora allo Sport Zucco, che in due anni non sono stati in grado di costruire le condizioni per una composizione delle criticità esistenti e per garantire un futuro stabile a una delle principali realtà sportive cittadine.
Per questo chiediamo con forza che il Sindaco Albertella e l’Assessora Zucco rispondano alle seguenti domande: – Sono a conoscenza di questa situazione e da quando?
– Quali interlocuzioni hanno avuto negli ultimi mesi con la società?
– Quali iniziative concrete hanno assunto per evitare che si arrivasse a questo punto?
– Perché la città e le famiglie non sono mai state informate delle difficoltà esistenti?
– Quali provvedimenti urgenti intendono adottare per garantire continuità al settore giovanile?
C’è poi un tema strutturale che non possiamo ignorare.
La precedente Amministrazione di centrosinistra aveva scelto di investire nello sport giovanile, realizzando il campo in sintetico di Suna e programmando un analogo intervento a Possaccio.
Quell’investimento avrebbe consentito di dotare il Verbania Calcio di infrastrutture moderne e adeguate alla crescita del settore giovanile. L’Amministrazione Albertella ha invece deciso di non proseguire lungo quella strada, rinunciando a completare un progetto strategico per il futuro dello sport cittadino.
Una scelta che ha indebolito progressivamente le condizioni necessarie allo sviluppo del settore giovanile e che oggi presenta un conto pesantissimo.
Lo sport giovanile non è un optional. È una palestra di vita, un presidio educativo e sociale, un investimento sulla crescita delle nuove generazioni. Per questo non accetteremo scaricabarile o giustificazioni tardive.
Se il settore giovanile del Verbania Calcio è davvero arrivato a un passo dal ridimensionamento, la responsabilità politica è innanzitutto di chi aveva il compito di governare, prevenire e intervenire.
Il Sindaco Albertella e l’Assessora Zucco dicano chiaramente alla città cosa hanno fatto in questi due anni per evitare che si arrivasse a questo punto.
I ragazzi, le famiglie e tutta la comunità sportiva verbanese meritano risposte concrete. E le meritano subito.

Partito Democratico
Circolo Verbania

LA TASSA ALBERTELLA SUI RIFIUTI: IL CONTO DELLE SCELTE DI VERBANIA LO PAGANO TUTTI I CITTADINI DEL VCO.

LA TASSA ALBERTELLA SUI RIFIUTI: IL CONTO DELLE SCELTE DI VERBANIA LO PAGANO TUTTI I CITTADINI DEL VCO. « Piani Economico Finanziari del Consorzio Rifiuti approvati con una partecipazione minima e un’interpretazione forzata dello Statuto. Manzini si dimetta, Nicolosi chiarisca il proprio parere»

È perlomeno imbarazzante la conduzione di Giandomenico Albertella come Presidente dell’Assemblea del Consorzio Rifiuti, che ha portato all’approvazione dei Piani Economico Finanziari sui quali verranno determinate le tariffe TARI del prossimo biennio con una partecipazione risicatissima dei Comuni consorziati.
Parliamo di una delle decisioni più importanti per i Comuni e per i cittadini del Verbano Cusio Ossola, destinata ad incidere direttamente sulla tassazione locale di famiglie e imprese. Eppure, all’Assemblea erano presenti pochissimi Sindaci e una quota di rappresentanza appena superiore a un terzo del totale. Erano assenti città fondamentali come Domodossola e Omegna, così come la stragrande maggioranza dei Comuni del Verbano Cusio Ossola. Un dato che dovrebbe far riflettere chi oggi guida il Consorzio sulla propria capacità di rappresentare e coinvolgere realmente il territorio.
Esiste anzitutto un evidente problema politico e democratico. Se una decisione che riguarda una delle imposte più sentite dai cittadini viene assunta con una partecipazione così limitata, è doveroso interrogarsi sulla capacità del Consorzio di coinvolgere realmente i Comuni del territorio e costruire decisioni condivise.
A ciò si aggiungono rilevanti criticità procedurali. I dati dei Piani Economico Finanziari sono stati messi a disposizione dei componenti dell’Assemblea soltanto poche ore prima della seduta, nonostante lo Statuto preveda che la documentazione venga depositata contestualmente alla convocazione, avvenuta sette giorni prima. Inoltre, lo stesso Statuto attribuisce al Consiglio di Amministrazione il compito di predisporre la proposta dei PEF da sottoporre all’Assemblea, circostanza che non risulta essersi verificata.
Particolarmente controversa è stata poi la questione relativa al numero legale necessario per procedere all’approvazione. Lo Statuto prevede infatti che in seconda convocazione sia sufficiente la presenza di un terzo degli aventi diritto per la generalità degli argomenti, ma richiede una partecipazione qualificata per alcune materie specifiche richiamate dall’articolo 6, tra le quali figurano proprio i Piani Finanziari.
Di fronte a questa previsione statutaria, il Segretario del Consorzio ha sostenuto che il richiamo all’articolo 6 sarebbe frutto di un errore materiale e che il riferimento corretto dovrebbe essere l’articolo 7. Un’interpretazione che ha consentito di procedere ugualmente all’approvazione dei PEF e che merita un chiarimento pubblico e formale.
Nel corso della seduta il rappresentante del Comune di Omegna, Gianni Desanti, intervenuto all’assemblea per segnalare il dissenso rispetto a tale modalità, ha evidenziato puntualmente tutte queste criticità e ha avanzato una proposta di semplice buon senso: rinviare di una sola settimana la discussione dei PEF, consentendo ai Comuni di esaminare adeguatamente la documentazione e di partecipare ad una decisione così importante senza compromettere in alcun modo i successivi termini di approvazione.
Una richiesta ragionevole, respinta con il voto determinante di Verbania e Cannobio.
È qui che emerge il vero nodo politico della vicenda. Per rispondere alle esigenze amministrative del Comune di Verbania si è scelto di procedere comunque, imponendo di fatto a tutti gli altri Comuni del VCO una decisione destinata a produrre effetti diretti sulla Tari di cittadini e imprese.
La responsabilità politica di quanto accaduto ricade sul Presidente del Consorzio, Manzini, che avrebbe dovuto garantire imparzialità, rispetto delle regole e tutela delle prerogative di tutti i Comuni aderenti. Per queste ragioni ne chiediamo formalmente le dimissioni.
Contestualmente chiediamo al Segretario Nicolosi di fornire un chiarimento pubblico e formale sulle motivazioni giuridiche che lo hanno portato ad avallare un’interpretazione dello Statuto che si è rivelata decisiva per consentire l’approvazione dei PEF.
Noi chiediamo semplicemente trasparenza, rispetto delle regole e la possibilità per tutti i Comuni di conoscere e valutare atti così rilevanti prima di assumerne le conseguenze davanti ai propri cittadini. Dall’altra parte abbiamo assistito a documenti trasmessi all’ultimo momento, ad una richiesta di rinvio ragionevole respinta senza alcuna reale motivazione e ad una lettura dello Statuto funzionale ad arrivare comunque ad un voto.
Questo è il metodo che contestiamo. Un metodo che antepone le esigenze di Verbania al coinvolgimento dell’intero territorio e che finisce per scaricare sui cittadini del Verbano Cusio Ossola le conseguenze di decisioni assunte da una minoranza dei Comuni.
Per quanto ci riguarda continueremo a chiedere chiarezza, correttezza istituzionale e pieno rispetto delle autonomie comunali. Perché sulle tariffe che pagano cittadini e imprese non servono forzature, ma condivisione, trasparenza e rispetto delle regole.

Comunicato Stampa
Progetto VCO
Emanuele Vitale (capogruppo)
Mimma Moscatiello (vicecapogruppo)
Paola Besana

Giovanni Morandi

Consiglio Provinciale, Progetto VCO lascia l’aula: “negato il confronto”.

Consiglio Provinciale, Progetto VCO lascia l’aula: “negato il confronto”.  Il Presidente Albertella governa da solo!

Il gruppo consiliare Progetto VCO ha abbandonato la seduta del Consiglio Provinciale del 14 aprile, prendendo atto del cambio di metodo imposto dalla Presidenza Albertella.
A quattro mesi dall’ultimo — e unico — Consiglio Provinciale svolto, quello di insediamento del Presidente, l’assemblea è stata nuovamente convocata senza inserire all’ordine del giorno tre atti presentati dalla minoranza, tutti dedicati a questioni concrete e urgenti per il Verbano Cusio Ossola.
Il primo riguardava le criticità della linea ferroviaria Domodossola-Milano, con continui disservizi e pesanti ricadute su pendolari, studenti, lavoratori e turismo. Il secondo chiedeva conto dello stato di attuazione del tavolo sulla viabilità del VCO su A26 e SS33, con richiesta di riduzione del pedaggio per i residenti del VCO. Il terzo concerneva lo stallo dell’Auditorium del Liceo Gobetti di Omegna, struttura completata ma ancora non pienamente fruibile dalla comunità.
A questi temi si aggiungeva inoltre un ordine del giorno su Macugnaga e sulla strategia turistica del VCO, fermo da mesi senza discussione.
Il mancato confronto è stato giustificato con un tecnicismo formale relativo alla qualificazione iniziale degli atti. Una scelta che, secondo Progetto VCO, conferma la volontà politica di impedire il dibattito consiliare e ridurre il ruolo del Consiglio a semplice passaggio burocratico.
“Siamo amareggiati e francamente stanchi di una gestione che considera il confronto una perdita di tempo. Si utilizzano i cavilli quando conviene, mentre i problemi reali del territorio restano senza risposta”, dichiarano i consiglieri del gruppo.
“È evidente un cambio di metodo nella guida della Provincia. Il Consiglio viene convocato raramente, le proposte della minoranza vengono bloccate e il Presidente accentra sulla propria persona l’azione amministrativa, presentando decisioni e strategie già confezionate senza un reale coinvolgimento dell’aula e dei territori”.
“Noi crediamo invece in un ente che condivida le scelte su turismo, viabilità, ferrovie, scuole e sviluppo del VCO. Continueremo a batterci perché il Consiglio Provinciale torni a essere luogo di confronto vero e non la ratifica di decisioni prese altrove”.

Il gruppo consiliare Progetto VCO

Sanità, maggioranza Albertella in frantumi. In consiglio comunale cinque consiglieri di maggioranza hanno votato insieme all’opposizione.

Sanità, maggioranza Albertella in frantumi: il Sindaco chiarisca se ha ancora i numeri per governare. In consiglio comunale cinque consiglieri di maggioranza hanno votato insieme all’opposizione.

Quanto accaduto ieri sera in Consiglio comunale rappresenta un fatto politico di estrema rilevanza, che non può essere derubricato a semplice incidente di percorso. Sulla richiesta di inversione dell’ordine del giorno per discutere un tema centrale e urgente come il futuro della sanità del nostro territorio, la maggioranza che sostiene il sindaco Albertella si è clamorosamente spaccata: cinque consiglieri di maggioranza hanno votato insieme all’opposizione, manifestando in modo evidente una frattura politica ormai conclamata su un tema così delicato.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è stata la decisione di un sesto consigliere di maggioranza che, dopo aver inizialmente espresso una posizione difforme, ha cambiato voto in seguito a quello che a tutti è apparso come un richiamo diretto del Sindaco.
Un episodio che restituisce l’immagine di una maggioranza confusa, sotto pressione e priva di una guida politica autorevole. Parliamo di sanità, non di un tema secondario. Parliamo del diritto alla cura, del futuro dei servizi, della tenuta del nostro sistema territoriale.
E proprio su questo terreno si consuma una scena che ha assunto tratti paradossali, al limite del ridicolo.
Questa vicenda certifica una situazione di stallo politico evidente. Il sindaco appare incapace di tenere insieme la propria maggioranza proprio nel momento in cui sarebbe necessario il massimo della coesione e della responsabilità istituzionale.
Per queste ragioni chiediamo al sindaco Albertella di fare immediata chiarezza: esiste ancora una maggioranza in grado di governare?
Esistono ancora i numeri e, soprattutto, l’autorevolezza politica per affrontare le scelte decisive che attendono la nostra comunità?
Di fronte a quanto accaduto, non sono più sufficienti silenzi o minimizzazioni. Serve una risposta chiara, pubblica e definitiva.

Riccardo Brezza Capogruppo PD Verbania
Simone Martoccia Capogruppo Verbania si Prende Cura
Giacomo Molinari Segretario PD Verbania

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Il finto civico Albertella si candida per la destra a Presidente della Provincia. Un eventuale doppio incarico per chi aveva promesso di “dedicarsi solo alla propria città”!

Quando, più di un anno fa, mi sono candidato a Sindaco di Verbania, avevo chiare due cose sopra tutte le altre: il grande carico di lavoro che quell’impegno avrebbe comportato e la certezza assoluta che avrei dedicato il cento per cento di me stesso, del mio tempo e delle mie energie alla mia comunità.
Lo ritenevo giusto, e non concepisco altro modo di servire una causa nobile come quella di amministrare la propria città.
La notizia — attesa da tempo ma ora ufficiale — che il Sindaco di Verbania, Albertella, intenda candidarsi anche alla Presidenza della Provincia mi lascia sinceramente basito.
Pur nel pieno rispetto della legittimità di questa scelta, mi chiedo come possa pensare di svolgere entrambi gli incarichi con la necessaria qualità e serietà: quello di Sindaco di una città complessa come Verbania e, insieme, il delicato ruolo di Presidente della Provincia.
Non è un caso che, da quando è in vigore la Legge Delrio, nel VCO nessun Sindaco delle tre città maggiori — Verbania, Domodossola e Omegna — abbia mai pensato di candidarsi contemporaneamente alla guida della Provincia.
Servire Verbania è una cosa seria.
Non può essere ridotto a una logica di potere o di spartizione territoriale.
Chi sceglie di guidare la propria città deve mettere questo impegno sopra ogni altro, riconoscendo la sacralità civile che deriva da un incarico tanto importante.
Evidentemente, per Albertella, fare il Sindaco di Verbania rappresentava solo un tassello dentro un disegno partitico di controllo della destra locale.
Noi lo avevamo capito da tempo; speriamo che ora sia chiaro a tutti.
I cittadini di Verbania sapranno giudicare, e quando ne avranno l’occasione faranno capire chi ha davvero a cuore la città e chi, invece, l’ha solo usata come mezzo per altri fini.
Riccardo Brezza
Segretario Provinciale PD
Consigliere Comunale Verbania

 

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GRAVE E INACCETTABILE IL POST DEL SINDACO DI VERBANIA SULLO SCIOPERO DEI LAVORATORI DELL’IGIENE AMBIENTALE.

GRAVE E INACCETTABILE IL POST DEL SINDACO di Verbania SULLO SCIOPERO DEI LAVORATORI DELL’IGIENE AMBIENTALE. Chi ha scelto di scioperare (per migliorare il contratto di lavoro) ha difeso anche i diritti di chi è rimasto in servizio.

Verbania, 17 ottobre 2025 – Incredibile quanto accaduto oggi a Verbania. Mentre Fp CGIL, Fit CISL, UIL Trasporti e Fiadel hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore nel settore dell’igiene ambientale per chiedere il rinnovo del contratto collettivo, salari più giusti, maggiore sicurezza sul lavoro e il pieno riconoscimento della dignità professionale, il Sindaco di Verbania, Albertella, ha scelto di pubblicare un post di ringraziamento “a chi garantisce il servizio nonostante lo sciopero”.

Un messaggio che, pur mascherato da comunicazione istituzionale, trasmette un contenuto politico profondamente divisivo e inaccettabile, perché contrappone i lavoratori tra “buoni” e “cattivi” e riduce un diritto costituzionale a un fastidio da aggirare.

Il ruolo di un’amministrazione comunale – e ancor più di un Sindaco – dovrebbe essere quello di ascoltare e mediare, non di schierarsi contro chi esercita un diritto tutelato dalla Costituzione e regolato dalla legge 146/1990, che garantisce la continuità dei servizi essenziali senza negare la libertà sindacale.

Chi oggi ha lavorato lo ha fatto con senso di responsabilità; ma chi ha scelto di scioperare ha difeso anche i diritti di tutti, inclusi quelli di chi è rimasto in servizio.
Un’amministrazione davvero vicina ai cittadini dovrebbe ricordarlo, invece di alimentare contrapposizioni e svilire il valore del lavoro.

Il diritto di sciopero è democrazia. Il rispetto dei lavoratori è il primo segno di una città giusta.

Riccardo Brezza
Segretario PD VCO

Giacomo Molinari
Segretario Circolo Pd Verbania

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