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Albertella incapace di ottenere qualsiasi risultato per questo territorio.

Le affermazioni del Presidente e Sindaco Albertella contro le istituzioni regionali colpevoli, a suo dire, di essere lontane dalle esigenze di questo territorio sono davvero il sintomo di un cortocircuito politico e istituzionale grande come una casa.
Albertella si conferma da un lato campione nel collezionare cariche e nel fare accordi con i partiti della destra quando si tratta di posti di potere per sé o per i suoi sostenitori, mentre dall’altro totalmente incapace di ottenere qualsiasi risultato per questo territorio e per la Città di Verbania.
Il doppio incarico di Sindaco e Presidente si sta trasformando in un freno per il territorio del VCO e i risultati non arrivano né per la Provincia né per la Città.
Appare oggi lunare che il Sindaco si lamenti delle scarse attenzioni quando al governo di Regione Piemonte ci sono le stesse persone con cui ha fatto accordi e con le quali ha fatto passerelle elettorali su tutto il territorio, che a questo punto erano destituite di ogni fondamento e senza alcuna ricaduta per la nostra provincia.
Dalla sanità ai trasporti, dalle crisi di impresa fino alla piu recente strategia per il sistema neve, l’amministrazione Albertella si sta rivelando un fallimento su tutti i fronti.
Il Sindaco prenda atto del suo isolamento e provi a governare da uomo libero lasciando perdere gli accordi di potere che lo hanno condotto dove è ora.
Verbania è il VCO hanno bisogno di una classe dirigente capace di far sentire la propria voce e di ottenere risultati, pare evidente che Albertella non sia in grado di difendere gli interessi di questo territorio o che non sia nelle condizioni di poterlo fare.

Riccardo Brezza
Segretario PD VCO

“Holding della neve” e centro recupero animali selvatici: solo annunci. Il presidente della provincia Albertella si assuma le responsabilità dei propri errori.

Le notizie di questi giorni confermano ancora una volta il bipolarismo del centrodestra del VCO: quando c’è da annunciare risultati, Regione e Governo sono amici e alleati; quando gli annunci si sgonfiano, diventano improvvisamente i responsabili di tutto.
È il caso della cosiddetta “holding della neve”, progetto di sinergia tra le stazioni alpine del VCO. Fin dall’inizio avevamo evidenziato quanto quel protocollo fosse fragile e quanto sapesse di campagna elettorale. Fummo accusati di remare contro posti di lavoro, sviluppo e grandi progettualità.
Oggi il presidente della provincia Albertella protesta perché l’accordo non sta producendo risultati. Prima gli annunci trionfalistici, poi la fuga dalle responsabilità. Lo stesso schema lo vediamo sulla rete viaria e ferroviaria, mentre famiglie, lavoratori, imprese e turisti continuano a pagare disagi enormi.
E poi c’è il CRAS, centro recupero animali selvatici. Un servizio mancante e fondamentale per il nostro territorio. Tenuto in piedi per molto tempo dal sacrificio del dott. Calligarich, da anni è attesa una nuova collocazione. Qui Albertella raccoglie direttamente l’eredità della Presidenza Lana: anni di promesse, annunci e soluzioni date per imminenti, senza arrivare al risultato.
Nel 2024 Lana annunciava di aver individuato l’area di Gravellona; ancora nel 2025 assicurava che mancavano gli ultimi passaggi autorizzativi. Nel 2026 siamo tornati a cercare un’area da capo. Lana ci aveva già abituati alle promesse non mantenute e fuga dalle responsabilità politiche.
Albertella, anziché rompere con quel metodo, sembra proseguirne perfettamente la tradizione: promettere quando conviene, scaricare altrove le responsabilità quando le promesse non vengono mantenute.
Ci piacerebbe discutere di tutto questo in Consiglio provinciale e non attraverso i giornali. Ma, visto che il Consiglio viene convocato quasi esclusivamente quando strettamente necessario, continueremo a utilizzare ordini del giorno, interpellanze e accessi agli atti per chiedere conto di ciò che viene promesso e di ciò che realmente viene fatto.
Da Lana ad Albertella, la destra del VCO quando chiede i voti si appella ai suoi rapporti privilegiati con la Regione e con il Governo; quando tradisce gli impegni assunti con gli elettori, dà la colpa ai propri rappresentanti regionali e nazionali.
Assumersi la responsabilità dei propri errori, come sempre, non rientra tra le loro scelte.

Comunicato stampa consiglieri gruppo Progetto VCO
Emanuele Vitale,
 Mimma Moscatiello, Giovanni Morandi, Paola Besana.

LA TASSA ALBERTELLA SUI RIFIUTI: IL CONTO DELLE SCELTE DI VERBANIA LO PAGANO TUTTI I CITTADINI DEL VCO.

LA TASSA ALBERTELLA SUI RIFIUTI: IL CONTO DELLE SCELTE DI VERBANIA LO PAGANO TUTTI I CITTADINI DEL VCO. « Piani Economico Finanziari del Consorzio Rifiuti approvati con una partecipazione minima e un’interpretazione forzata dello Statuto. Manzini si dimetta, Nicolosi chiarisca il proprio parere»

È perlomeno imbarazzante la conduzione di Giandomenico Albertella come Presidente dell’Assemblea del Consorzio Rifiuti, che ha portato all’approvazione dei Piani Economico Finanziari sui quali verranno determinate le tariffe TARI del prossimo biennio con una partecipazione risicatissima dei Comuni consorziati.
Parliamo di una delle decisioni più importanti per i Comuni e per i cittadini del Verbano Cusio Ossola, destinata ad incidere direttamente sulla tassazione locale di famiglie e imprese. Eppure, all’Assemblea erano presenti pochissimi Sindaci e una quota di rappresentanza appena superiore a un terzo del totale. Erano assenti città fondamentali come Domodossola e Omegna, così come la stragrande maggioranza dei Comuni del Verbano Cusio Ossola. Un dato che dovrebbe far riflettere chi oggi guida il Consorzio sulla propria capacità di rappresentare e coinvolgere realmente il territorio.
Esiste anzitutto un evidente problema politico e democratico. Se una decisione che riguarda una delle imposte più sentite dai cittadini viene assunta con una partecipazione così limitata, è doveroso interrogarsi sulla capacità del Consorzio di coinvolgere realmente i Comuni del territorio e costruire decisioni condivise.
A ciò si aggiungono rilevanti criticità procedurali. I dati dei Piani Economico Finanziari sono stati messi a disposizione dei componenti dell’Assemblea soltanto poche ore prima della seduta, nonostante lo Statuto preveda che la documentazione venga depositata contestualmente alla convocazione, avvenuta sette giorni prima. Inoltre, lo stesso Statuto attribuisce al Consiglio di Amministrazione il compito di predisporre la proposta dei PEF da sottoporre all’Assemblea, circostanza che non risulta essersi verificata.
Particolarmente controversa è stata poi la questione relativa al numero legale necessario per procedere all’approvazione. Lo Statuto prevede infatti che in seconda convocazione sia sufficiente la presenza di un terzo degli aventi diritto per la generalità degli argomenti, ma richiede una partecipazione qualificata per alcune materie specifiche richiamate dall’articolo 6, tra le quali figurano proprio i Piani Finanziari.
Di fronte a questa previsione statutaria, il Segretario del Consorzio ha sostenuto che il richiamo all’articolo 6 sarebbe frutto di un errore materiale e che il riferimento corretto dovrebbe essere l’articolo 7. Un’interpretazione che ha consentito di procedere ugualmente all’approvazione dei PEF e che merita un chiarimento pubblico e formale.
Nel corso della seduta il rappresentante del Comune di Omegna, Gianni Desanti, intervenuto all’assemblea per segnalare il dissenso rispetto a tale modalità, ha evidenziato puntualmente tutte queste criticità e ha avanzato una proposta di semplice buon senso: rinviare di una sola settimana la discussione dei PEF, consentendo ai Comuni di esaminare adeguatamente la documentazione e di partecipare ad una decisione così importante senza compromettere in alcun modo i successivi termini di approvazione.
Una richiesta ragionevole, respinta con il voto determinante di Verbania e Cannobio.
È qui che emerge il vero nodo politico della vicenda. Per rispondere alle esigenze amministrative del Comune di Verbania si è scelto di procedere comunque, imponendo di fatto a tutti gli altri Comuni del VCO una decisione destinata a produrre effetti diretti sulla Tari di cittadini e imprese.
La responsabilità politica di quanto accaduto ricade sul Presidente del Consorzio, Manzini, che avrebbe dovuto garantire imparzialità, rispetto delle regole e tutela delle prerogative di tutti i Comuni aderenti. Per queste ragioni ne chiediamo formalmente le dimissioni.
Contestualmente chiediamo al Segretario Nicolosi di fornire un chiarimento pubblico e formale sulle motivazioni giuridiche che lo hanno portato ad avallare un’interpretazione dello Statuto che si è rivelata decisiva per consentire l’approvazione dei PEF.
Noi chiediamo semplicemente trasparenza, rispetto delle regole e la possibilità per tutti i Comuni di conoscere e valutare atti così rilevanti prima di assumerne le conseguenze davanti ai propri cittadini. Dall’altra parte abbiamo assistito a documenti trasmessi all’ultimo momento, ad una richiesta di rinvio ragionevole respinta senza alcuna reale motivazione e ad una lettura dello Statuto funzionale ad arrivare comunque ad un voto.
Questo è il metodo che contestiamo. Un metodo che antepone le esigenze di Verbania al coinvolgimento dell’intero territorio e che finisce per scaricare sui cittadini del Verbano Cusio Ossola le conseguenze di decisioni assunte da una minoranza dei Comuni.
Per quanto ci riguarda continueremo a chiedere chiarezza, correttezza istituzionale e pieno rispetto delle autonomie comunali. Perché sulle tariffe che pagano cittadini e imprese non servono forzature, ma condivisione, trasparenza e rispetto delle regole.

Comunicato Stampa
Progetto VCO
Emanuele Vitale (capogruppo)
Mimma Moscatiello (vicecapogruppo)
Paola Besana

Giovanni Morandi

Consiglio Provinciale, Progetto VCO lascia l’aula: “negato il confronto”.

Consiglio Provinciale, Progetto VCO lascia l’aula: “negato il confronto”.  Il Presidente Albertella governa da solo!

Il gruppo consiliare Progetto VCO ha abbandonato la seduta del Consiglio Provinciale del 14 aprile, prendendo atto del cambio di metodo imposto dalla Presidenza Albertella.
A quattro mesi dall’ultimo — e unico — Consiglio Provinciale svolto, quello di insediamento del Presidente, l’assemblea è stata nuovamente convocata senza inserire all’ordine del giorno tre atti presentati dalla minoranza, tutti dedicati a questioni concrete e urgenti per il Verbano Cusio Ossola.
Il primo riguardava le criticità della linea ferroviaria Domodossola-Milano, con continui disservizi e pesanti ricadute su pendolari, studenti, lavoratori e turismo. Il secondo chiedeva conto dello stato di attuazione del tavolo sulla viabilità del VCO su A26 e SS33, con richiesta di riduzione del pedaggio per i residenti del VCO. Il terzo concerneva lo stallo dell’Auditorium del Liceo Gobetti di Omegna, struttura completata ma ancora non pienamente fruibile dalla comunità.
A questi temi si aggiungeva inoltre un ordine del giorno su Macugnaga e sulla strategia turistica del VCO, fermo da mesi senza discussione.
Il mancato confronto è stato giustificato con un tecnicismo formale relativo alla qualificazione iniziale degli atti. Una scelta che, secondo Progetto VCO, conferma la volontà politica di impedire il dibattito consiliare e ridurre il ruolo del Consiglio a semplice passaggio burocratico.
“Siamo amareggiati e francamente stanchi di una gestione che considera il confronto una perdita di tempo. Si utilizzano i cavilli quando conviene, mentre i problemi reali del territorio restano senza risposta”, dichiarano i consiglieri del gruppo.
“È evidente un cambio di metodo nella guida della Provincia. Il Consiglio viene convocato raramente, le proposte della minoranza vengono bloccate e il Presidente accentra sulla propria persona l’azione amministrativa, presentando decisioni e strategie già confezionate senza un reale coinvolgimento dell’aula e dei territori”.
“Noi crediamo invece in un ente che condivida le scelte su turismo, viabilità, ferrovie, scuole e sviluppo del VCO. Continueremo a batterci perché il Consiglio Provinciale torni a essere luogo di confronto vero e non la ratifica di decisioni prese altrove”.

Il gruppo consiliare Progetto VCO

Tagliati dalla regione Piemonte 2 milioni di canoni idrici alla Provincia del VCO

🟢 Nel bilancio 2025-27, approvato giovedì 5 dal Consiglio provinciale, mancano all’appello 2 milioni di canoni idrici.
Il 70% quantificato in 7,5 milioni dalla Regione Piemonte non corrispondono ai conti degli uffici della Provincia secondo i quali la cifra spettante al Vco sarebbe tra i 9 e i 10.
Le richieste inoltrate a Torino, finora, sono rimaste senza risposta.
«Per quattro anni – ha aggiunto Emanuele Vitale, capogruppo di minoranza – avete raccontato che i canoni erano stati assegnati in via definitiva al Vco, non pro tempore come aveva fatto Reschigna (vicepresidente di Chiamparino, ndr). E’ stato anche un modo di compensare il territorio per la mancata concessione di un assessorato a Preioni. Ora che la Lega è debole tutto torna in discussione».
E’ intervenuto Gianni Morandi (Progetto Vco) «la legge non è stata emendata, è indicativo che il presidente (Alessandro Lana, ndr) abbia annunciato l’intenzione di ricorrere al Tar».
Le richieste inoltrate a Torino, finora, sono rimaste senza risposta. Un silenzio che alimenta il sospetto, bipartisan di maggioranza e minoranza, che una parte sia stata tagliata su pressione del capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Riva Vercellotti, accusato nelle scorse settimane dalla Lega di voler dirottare pare dei canoni idrici del Vco alla Valsesia.Da Il-Corriere-di-Novara https://www.facebook.com/…/Il-Corriere-

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Centro destra e i Canoni Idrici: sono al Governo e fanno comunicati contro le loro scelte!

🟢 Centro destra e i Canoni Idrici: il gioco delle tre carte non funziona più! Sono al Governo e fanno comunicati contro le loro scelte!

La notizia di giornata di possibili tagli ai canoni idrici, dopo anni di campagna elettorale permanente sull’argomento, si è imposta oggi a suon di botta e risposta tra esponenti di destra della stessa maggioranza di Governo.
Loro giocano a fare la commedia, ma a pagarne le conseguenze saranno le tasche dei cittadini. Regione, Provincia e Governo nazionale hanno uno stesso colore e una stessa maggioranza: si assumano le responsabilità delle loro scelte e spieghino ai cittadini i loro tagli, diano soluzioni anziché chiacchiere.
Appare paradossale questa battaglia di comunicati, a ciel sereno, in casa centro destra. Le tre carte: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, si sovrappongono, si spostano, si attaccano… ma alla fine il risultato è lo stesso: imbrogliare gli elettori.
Le uscite del presidente della provincia Lana che si dice “pronto alla mobilitazione preventiva”, del sottosegretario Preioni che dichiara non ci sia niente di vero e del segretario provinciale della Lega Montani che annuncia un ennesimo referendum sul passaggio in Lombardia, sono a dir poco incredibili.
Sono tutti esponenti del centro destra: ci dicano cosa sta succedendo! Facciano il loro dovere istituzionale, spesso dimenticato in favore di tagli di nastri, pranzi e cene in cui farsi fotografare e grandi annunci.
La sensazione è che sia una grande opera di distrazione di massa. Oggi si mettono in discussione i canoni idrici, ieri era la tassa aggiuntiva sui frontalieri, domani cosa sarà? Al termine di tutte queste proposte ci diranno che hanno fatto il possibile per difendere il VCO e dovremo digerire nuove mancate promesse. Come l’abolizione del bollo gratuito sulle auto ibride e i minori trasferimenti dello Stato per messa in sicurezza e progettazioni.
Il Governo e la Regione fanno cassa, la Provincia fa finta di non esserci: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che governano si assumano le responsabilità delle scelte, le risolvano anziché litigare pubblicamente per scaricarsi le colpe.
Ci muoveremo con tutti gli strumenti possibili per vigilare e difendere la Provincia.
Emanuele Vitale
Capogruppo Progetto VCO – Consiglio Provinciale

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