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Crisi economica: risposte locali e nazionali

Per affrontare la crisi bisogna aiutare le imprese con crediti a lungo termine e chiedere all’amministrazione pubblica di trovare le forme per saldare i pagamenti in maniera veloce. Togliere due punti Irpef a chi ha stipendi sopra i 120 mila euro per aiutare le famiglie bisognose.

La crisi economica che si sta allargando sempre più anche sul nostro territorio con gravi effetti sull’occupazione. La chiusura di aziende importanti come Ondulati Verbano, sofferenze con cassa integrazione come Acetati, piccolissime imprese di due, tre dipendenti che chiudono senza quasi che si sappia niente, il problema del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per Tubor hanno bisogno di risposte anche a Verbania. Le ricadute sociali locali della crisi sono da tempo all’attenzione dell’Amministrazione Comunale che ha destinato altre risorse agli interventi di emergenza: 400.000 euro solo nelle ultime settimane. Ma la crisi ha bisogno di risposte anche e soprattutto dal Governo nazionale. Da questo punto di vista ci rivolgiamo ai parlamentari locali .Il Pd di Verbania fa proprie le proposte fatte da Franceschini a livello nazionale per sostenere le piccole e medie imprese e le rilancia sul territorio. “Innanzitutto – spiega il coordinamento cittadino del PD – vogliamo operare per aumentare il credito alle imprese e trasformare la scadenza da breve a lungo termine con una garanzia pubblica. In secondo luogo vogliamo che si accelerino i tempi dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese: ci sono circa 50 miliardi di euro che spettano loro per i lavori già fatti e potrebbero costituire ossigeno prezioso per la loro sopravvivenza. Se gli enti pubblici non sono in grado di pagare, possono tentare altre strade. Per esempio, certificando la fattura emessa e favorire il pagamento da parte delle banche. Se non lo fanno le banche si può ricorrere alla Cassa depositi e prestiti che può anticipare le risorse e scontare le fatture certificate”. Il Pd di Verbania insiste, inoltre, per un contributo “una tantum”, pari a due punti Irpef, sui redditi superiori a 120 mila euro, a partire dagli stipendi dei parlamentari, per costituire un fondo a favore delle persone che hanno maggiormente bisogno.
Comunicato Stampa Circolo PD di Verbania, 30 marzo 2009.

Quale sviluppo per il v.c.o.? se ne discute ad Omegna mercoledì25 marzo

image Mercoledi 25 marzo alle ore 21:oo ad Omegna presso il salone del circolo Ferraris, il circolo del partito democratico di Omegna assieme al gruppo consigliare organizza un incontro pubblico sul tema: “Quale sviluppo per il v.c.o.? Energia: polo formativo e polo dell’innovazione.
Presiede
Alberto Buzio, capogruppo consigliare pd omegna
Relatori Daniele Fuselli e Franco Dellavalle.
Conclusione di Marco Travaglini, consigliere regione piemonte
Saranno presenti gli amministratori provinciali Ganni Desanti, Giancarlo Zoppi, Nadia Gallarotti, Pietro Mazzola, Maria Adelaide Mellano, Ezio Barbetta dell comunita’ montana cusio mottarone, Enrico Borghi uncem nazionale, Francesco Pesce Coordinatore del circolo partito democratico di Omegna.

Fallita la strumentalizzazione della Sanità di Domodossola da parte dei consiglieri del PDL

image Riportiamo il testo del comunicato stampa del Circolo PD di Domodossola sul tema sanità.
l’azione dei consiglieri Pizzi e Falciola, che hanno richiesto un’ ispezione dei Nas sulla base di una serie di foto che avrebbero evidenziato problemi di sicurezza all’ ospedale di Domodossola, è stato un atto di irresponsabilità.
Al termine del sopralluogo, gli Organi di Controllo non hanno preso alcun provvedimento e ciò – oltre ogni ragionevole dubbio- dimostra l’ assenza di irregolarità o problemi particolari: se fossero emersi, la chiusura immediata delle sale operatorie sarebbe stato un atto dovuto.
Anche gli organi provinciali del centro-destra si sono dissociati da tale manovra, con lo staff PdL schierato in conferenza stampa a “mettere una pezza” a questo atto inconsulto.
Il rischio corso è stato quello che –pur in assenza di provvedimenti dei Nas- l’ ASL avrebbe potuto chiudere le sale operatorie in attesa del verbale.
La conseguenza sarebbe stata, per gli ossolani, lo spostamento degli interventi operatori all’ Ospedale di Borgomanero, stante l’ attuale indisponibilità del Castelli di Verbania. Conclusioni
Alla luce dei fatti sopra descritti, sorgono spontanee alcune domande:
1.Come mai foto “anonime” del mese di ottobre escono a distanza di sei mesi e consiglieri “esperti” non avvertono questa anomalia, non si fanno domande né compiono proprie verifiche, ma caricano a testa bassa?
2. C’ è qualche legame temporale (e politico) tra questa “uscita” ed il siluramento dell’ “Unità di Crisi” e del suo leader dott. Mingo?
Forse, bisognava dimostrare che, in passato, qualcuno nascondeva qualcosa: la “vendetta” continua?
E’ vero che la campagna elettorale è già iniziata, ma usare la Sanità in questo modo spregiudicato è segno di irresponsabile leggerezza.
Se ci fossero segnali di irregolarità e/o di pericolo per la sicurezza dei malati che si rivolgono al San Biagio, noi, come Circolo PD di Domodossola, non avremmo remore ad intervenire, al di fuori di qualunque logica di schieramento: la Sanità ed il nostro Ospedale sono troppo importanti!
Per la campagna elettorale, richiamiamo il centro-destra domese a rispettare i veri interessi dei nostri concittadini ed evitare di “giocare” con materia così delicata come la salute.

La Segreteria delPD-Circolo di Domodossola

Quale salute? Quale sicurezza?

Giovedì 19 marzo 2009, alle ore 21, presso il Centro d’Incontro S. Anna a Verbania Pallanza
si terra’ l’incontro-dibattito sul “decreto sicurezza”

Partecipano alla serata:
Don Renato Sacco, Pax Christi
Dott. Roberto Inzaghi, medico di base
Avv. Fabio Fazio, resp. giustizia PD Novara

Promuovono l’incontro:
Associazione 21 marzo – Associazione ManiTese, Verbania
Associazione Nonsoloaiuto – Associazione Sottosopra
Tante voci Caritas Verbano – Caritas Vicariale – Emergency
Gruppo Abele di Verbania – Partito Democratico – Pax Christi

Ecco il testo del loro messaggio:
"Siamo cittadini del Verbano, diversi per idee, estrazione culturale, fede religiosa e orientamento politico, ma accomunati dalle stesse preoccupazioni di fronte al “decreto sicurezza” che il Governo si accinge a varare. Veniamo dal mondo dell’associazionismo, dall’impegno civile e religioso, dalla militanza politica: abbiamo condiviso alcune riflessioni e vogliamo renderle pubbliche, aprendo un dibattito con tutte le persone interessate al bene comune. Crediamo che, in un momento così difficile per tutti, lanciare messaggi forti nel tentativo di diffondere un senso di sicurezza, anche in vista delle prossime elezioni, sia la risposta sbagliata ai bisogni dei cittadini. Ha scritto bene Famiglia Cristiana: “Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica…” I valori più autentici del popolo italiano, così ben espressi nella nostra Costituzione, ci sembrano calpestati da una politica demagogica e populista, che cavalcando la paura rinuncia allo stato di diritto. Il “decreto sicurezza” ci spaventa ed aumenta, paradossalmente, le nostre insicurezze! Cittadini (ex poliziotti, militari in pensione…!?) che si organizzano in associazioni paramilitari (le ronde); medici invitati a denunciare le persone irregolari o clandestine (col rischio che questi ultimi, non rivolgendosi più alle strutture sanitarie, diffondano epidemie); permessi di soggiorno a punti e costosissimi (col rischio di aumentare i clandestini). Ma come possiamo sentirci più sicuri, quando ogni elementare principio di rispetto dei diritti fondamentali di ogni individuo viene calpestato “per legge”? Quando la nostra Repubblica “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” (Art. 32 della Costituzione Italiana), come è possibile che un governo, per decreto, stabilisca il contrario? Vogliamo capire. Vogliamo condividere le nostre preoccupazioni.

Verbania: chiarezza sulle Circoscrizioni

In merito alle poco serie accuse dell’onorevole Zacchera sul tema delle circoscrizioni mi preme fare alcune precisazioni. Adesso tutti si professano difensori dei Consigli Circoscrizionali, ma mi chiedo dov’erano fino a qualche mese fa. Si dice che l’Amministrazione Comunale “ha ucciso” le circoscrizioni ma mi chiedo cosa abbia fatto il nostro parlamentare “principe” per difenderle, se non fare una semplice interrogazione alla Camera dei Deputati che, a tutt’oggi, non ha ancora ricevuto una risposta dal governo che lui sostiene (alla faccia delle amicizie e degli accordi verbali di cui, ogni giorno, millanta sulle colonne dei giornali). Ma torniamo alle cose serie e non alla mera polemica politica che non mi si addice. Personalmente penso che le circoscrizioni siano un riferimento importante per i cittadini. Un luogo dove si possono esporre i problemi spiccioli che giornalmente si incontrano nella nostra città. Quindi è doveroso che ci si impegni tutti, DAVVERO, perchéquesti organismi vengano mantenuti. È circa un anno che faccio delle proposte su come può essere continuata la positiva esperienza dei consigli circoscrizionale.La norma della legge finanziaria 2008 non vieta ai comuni di dotarsi di organismi di decentramento. Semplicemente non è più possibile eleggerle con un’elezione organizzata da ministero e prefettura. Lo statuto della nostra città prevede la suddivisione della città in circoscrizioni e nulla vieta all’Amministrazione di continuare su questa strada. In questo caso il problema non è più se farle o non farle (o peggio ancora, come sostiene qualcuno “che nome dargli” per non chiamarle circoscrizioni e quindi “gabbare” la legge), ma come nominarne i componenti. Il sottoscritto ha più volte detto pubblicamente che il Partito Democratico vuole che i consigli circoscrizionali siano espressione dei cittadini quindi eletti direttamente dalla gente. Pensiamo che l’Amministrazione possa autonomamente organizzare delle elezioni a livello comunale in modo da eleggere tali organismi (dato che abbiamo la facoltà di organizzare referendum cittadini – vi ricordate quelli su acetati e l’ospedale? – non vedo perchénon si possano organizzare elezioni per eleggere i Consigli Circoscrizionali). Elezioni dove, magari, i Consiglieri Comunali sono chiamati a presiedere gratuitamente alle operazioni dei seggi. Certo queste elezioni non avranno la stessa investitura di quelle organizzate dal ministero, ma dato che a livello centrale nessuno di quelli che aveva il “potere” – soprattutto quelli che, spesso solo a parole, si professano difensori del decentramento e del federalismo – si è speso per cambiare le cose, almeno permetteranno ai cittadini di indicare le persone di cui si ha fiducia. Inoltre, abbiamo proposto di: • suddividere maggiormente il nostro territorio in modo da caratterizzare più proficuamente l’impegno dei cittadini e la loro partecipazione (ad esempio i problemi di Fondotoce non sono gli stessi di Cavandone). • Mantenere in carica gli attuali consigli circoscrizionali fino alla nuova elezione dei componenti che, non potendo essere, per legge, contestuale alle elezioni comunali, potrebbe essere prevista per il prossimo autunno. Queste proposte sono sul tavolo da diverso tempo. Purtroppo qualcuno invece che usare il tempo per risolvere i problemi ha preferito usarlo per starnazzare e dare colpe. A questo punto è giunta l’ora in cui le maschere cadano davvero e i cittadini di Verbania sappiano davvero chi difende la Città e i suoi organismi e chi, per recuperare consenso, “gioca” con il torbido della demagogia.
Gian Maria Giani Capogruppo PD città di Verbania