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Quale salute? Quale sicurezza?

Giovedì 19 marzo 2009, alle ore 21, presso il Centro d’Incontro S. Anna a Verbania Pallanza
si terra’ l’incontro-dibattito sul “decreto sicurezza”

Partecipano alla serata:
Don Renato Sacco, Pax Christi
Dott. Roberto Inzaghi, medico di base
Avv. Fabio Fazio, resp. giustizia PD Novara

Promuovono l’incontro:
Associazione 21 marzo – Associazione ManiTese, Verbania
Associazione Nonsoloaiuto – Associazione Sottosopra
Tante voci Caritas Verbano – Caritas Vicariale – Emergency
Gruppo Abele di Verbania – Partito Democratico – Pax Christi

Ecco il testo del loro messaggio:
"Siamo cittadini del Verbano, diversi per idee, estrazione culturale, fede religiosa e orientamento politico, ma accomunati dalle stesse preoccupazioni di fronte al “decreto sicurezza” che il Governo si accinge a varare. Veniamo dal mondo dell’associazionismo, dall’impegno civile e religioso, dalla militanza politica: abbiamo condiviso alcune riflessioni e vogliamo renderle pubbliche, aprendo un dibattito con tutte le persone interessate al bene comune. Crediamo che, in un momento così difficile per tutti, lanciare messaggi forti nel tentativo di diffondere un senso di sicurezza, anche in vista delle prossime elezioni, sia la risposta sbagliata ai bisogni dei cittadini. Ha scritto bene Famiglia Cristiana: “Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica…” I valori più autentici del popolo italiano, così ben espressi nella nostra Costituzione, ci sembrano calpestati da una politica demagogica e populista, che cavalcando la paura rinuncia allo stato di diritto. Il “decreto sicurezza” ci spaventa ed aumenta, paradossalmente, le nostre insicurezze! Cittadini (ex poliziotti, militari in pensione…!?) che si organizzano in associazioni paramilitari (le ronde); medici invitati a denunciare le persone irregolari o clandestine (col rischio che questi ultimi, non rivolgendosi più alle strutture sanitarie, diffondano epidemie); permessi di soggiorno a punti e costosissimi (col rischio di aumentare i clandestini). Ma come possiamo sentirci più sicuri, quando ogni elementare principio di rispetto dei diritti fondamentali di ogni individuo viene calpestato “per legge”? Quando la nostra Repubblica “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” (Art. 32 della Costituzione Italiana), come è possibile che un governo, per decreto, stabilisca il contrario? Vogliamo capire. Vogliamo condividere le nostre preoccupazioni.

Verbania: chiarezza sulle Circoscrizioni

In merito alle poco serie accuse dell’onorevole Zacchera sul tema delle circoscrizioni mi preme fare alcune precisazioni. Adesso tutti si professano difensori dei Consigli Circoscrizionali, ma mi chiedo dov’erano fino a qualche mese fa. Si dice che l’Amministrazione Comunale “ha ucciso” le circoscrizioni ma mi chiedo cosa abbia fatto il nostro parlamentare “principe” per difenderle, se non fare una semplice interrogazione alla Camera dei Deputati che, a tutt’oggi, non ha ancora ricevuto una risposta dal governo che lui sostiene (alla faccia delle amicizie e degli accordi verbali di cui, ogni giorno, millanta sulle colonne dei giornali). Ma torniamo alle cose serie e non alla mera polemica politica che non mi si addice. Personalmente penso che le circoscrizioni siano un riferimento importante per i cittadini. Un luogo dove si possono esporre i problemi spiccioli che giornalmente si incontrano nella nostra città. Quindi è doveroso che ci si impegni tutti, DAVVERO, perchéquesti organismi vengano mantenuti. È circa un anno che faccio delle proposte su come può essere continuata la positiva esperienza dei consigli circoscrizionale.La norma della legge finanziaria 2008 non vieta ai comuni di dotarsi di organismi di decentramento. Semplicemente non è più possibile eleggerle con un’elezione organizzata da ministero e prefettura. Lo statuto della nostra città prevede la suddivisione della città in circoscrizioni e nulla vieta all’Amministrazione di continuare su questa strada. In questo caso il problema non è più se farle o non farle (o peggio ancora, come sostiene qualcuno “che nome dargli” per non chiamarle circoscrizioni e quindi “gabbare” la legge), ma come nominarne i componenti. Il sottoscritto ha più volte detto pubblicamente che il Partito Democratico vuole che i consigli circoscrizionali siano espressione dei cittadini quindi eletti direttamente dalla gente. Pensiamo che l’Amministrazione possa autonomamente organizzare delle elezioni a livello comunale in modo da eleggere tali organismi (dato che abbiamo la facoltà di organizzare referendum cittadini – vi ricordate quelli su acetati e l’ospedale? – non vedo perchénon si possano organizzare elezioni per eleggere i Consigli Circoscrizionali). Elezioni dove, magari, i Consiglieri Comunali sono chiamati a presiedere gratuitamente alle operazioni dei seggi. Certo queste elezioni non avranno la stessa investitura di quelle organizzate dal ministero, ma dato che a livello centrale nessuno di quelli che aveva il “potere” – soprattutto quelli che, spesso solo a parole, si professano difensori del decentramento e del federalismo – si è speso per cambiare le cose, almeno permetteranno ai cittadini di indicare le persone di cui si ha fiducia. Inoltre, abbiamo proposto di: • suddividere maggiormente il nostro territorio in modo da caratterizzare più proficuamente l’impegno dei cittadini e la loro partecipazione (ad esempio i problemi di Fondotoce non sono gli stessi di Cavandone). • Mantenere in carica gli attuali consigli circoscrizionali fino alla nuova elezione dei componenti che, non potendo essere, per legge, contestuale alle elezioni comunali, potrebbe essere prevista per il prossimo autunno. Queste proposte sono sul tavolo da diverso tempo. Purtroppo qualcuno invece che usare il tempo per risolvere i problemi ha preferito usarlo per starnazzare e dare colpe. A questo punto è giunta l’ora in cui le maschere cadano davvero e i cittadini di Verbania sappiano davvero chi difende la Città e i suoi organismi e chi, per recuperare consenso, “gioca” con il torbido della demagogia.
Gian Maria Giani Capogruppo PD città di Verbania

Acqua e bollette: le proposte del PD di Crevoladossola

image Gestione servizio Idrico- Bollette – Servizio depurazione.
La questione è indubbiamente complessa e vorremo ricordare che il nostro circolo ha evidenziato fin dallo scorso anno una serie di problematiche, che in parte sembravano essere state accolte ma in gran parte erano comunque ancora oggetto di discussione. Sintetizzando riteniamo che esistano tre grosse tematiche:
1. La questione della depurazione per gli utenti non allacciati alla rete fognaria, non per inadempienza, ma per problemi tecnici.
2. Il problema della qualità del servizio e del rapporto con gli utenti.
3. Le prospettive aperte dalla legge 133/2008 e la possibile privatizzazione.
Per quanto riguarda la questione della depurazione per gli utenti non allacciati alla fognatura ricordiamo che abbiamo sollevato la questione fin dallo scorso anno, ritenendo scorretto che si facesse pagare un servizio a chi di questo servizio non usufruiva. Rispetto ai recenti sviluppi, è evidente che di fronte ad una sentenza della corte costituzionale che stabilisce l’illegittimità di una tariffa comunque incassata per tutto il 2007 e parte del 2008, per cui le autorità competenti auspicano un chiarimento normativo, un intervento come quello di annullare di fatto la sentenza della corte costitzionale è l’equivalente di un fallo a gamba tesa che azzera le legittime richieste dei consumatori. Tra l’altro si continua nella discutibile pratica di intervenire in modo legislativo per azzerare delle sentenze.
Sulla qualità del servizio ricordiamo che abbiamo più volte segnalato diversi problemi e abbiamo chiesto di intervenire per risolvere le situazioni in adempienza alla carta dei servizi che prevede requisiti minimi di qualità che in diversi casi riteniamo non siano rispettati.

Si era detto che l’obbiettivo della società era pervenire ad una fatturazione quadrimestrale o al limite semestrale mentre siamo di fronte ad una bolletta che è ancora calcolata su dieci mesi.

Si era anche parlato di garantire una maggiore informazione verso gli utenti. Nell’ultima bolletta viene allegato un modulo di richiesta di informazioni certamente di non facile compilazione e da parte del gestore locale Idrablu non si mette a disposizione quasi nulla, ne un sito ne un numero verde, per dare maggiore informazione agli utenti e anche la questione degli allacci multipli è ancora da approfondire e risolvere.

Tra l’altro ricordiamo l’elemento di novità portato in campo dalla legge 133 del 2008 che introducendo l’obbligo alla procedura di “evidenza pubblica” rischia di rimettere in discussione tutto il sistema attuale prima ancora che queste problematiche vengano risolte.

Le nostre proposte sono:

Chiediamo l’impegno dei parlamentari locali affinché l’emendamento sull’obbligo della tariffa di depurazione non venga ratificato dalla camera e si eviti cosi la sua definitiva conversione in legge.

Crediamo che questa vicenda sia comunque complessa e vada affrontata in un modo organico: la legge attuale andrebbe rivista in quanto non tiene conto delle particolari morfologie ed urbanizzazioni di zone di montagna come la nostra e pertanto risulta penalizzante per i cittadini.

Chiediamo che il confronto fra le autorità competenti non si ferma al problema depurazione ma sia esteso anche alla ricerca di soluzioni alle lamentele riguardo le criticità gestionali rispetto alla qualità del servizio; con l’ovvio scopo del miglioramento del servizio e se possibile dell’abbattimento dei costi superflui.

Miglioramento del sistema di informazioni agli utenti con un numero verde, uno sportello a Domodossola con personale addestrato che possa aiutare gli utenti ed un miglioramento dei servizi internet offerti.

La valutazione della possibilità di realizzare bollette su un periodo di tempo inferiore all’attuale per limitarne gli importi e/o la possibilità di pagamenti rateali.

Sabato l’assemblea nazionale del PD

Con le dimissioni di Veltroni si apre una difficile fase per il Partito Democratico.
Il coordinamento nazionale del PD ha convocato a Roma i segretari provinciali e poi ha deciso di dare corso agli adempimenti statutari e, quindi, convocare per sabato l’assemblea costituente, che eleggerà un nuovo segretario, oppure aprirà il percorso congressuale, come previsto dallo statuto.

Le firme della Lega contro il centro islamico: discriminanti e intolleranti.

image La raccolta firme contro l’apertura del Centro di cultura Italo Araba è un’iniziativa che promuove discriminazione e intolleranza, che ostacola l’integrazione e limita la possibilità ad una parte di cittadini regolari di esercitare diritti fondamentali assicurati dalla nostra Costituzione.
Quello che più si disapprova è il chiaro intento di strumentalizzare a fini elettorali, delle ragioni anche comprensibili, di alcuni residenti di C.so Sempione, per porre al giudizio dell’intera città una fondamentale questione d’integrazione, con intenti palesemente discriminatori basati sul presunto diritto di una comunità di scegliersi i gruppi di nuova appartenenza con cui avviare il processo d’integrazione, secondo una logica escludente a seconda dei casi .
Le affermazioni  gravi e inopportune di alcuni noti esponenti locali di Lega e PDL riportate dagli organi di stampa in questi giorni, sono figlie di quella subcultura citata anche dall’ex Ministro dell’Interno Beppe Pisanu (esponente di spicco della PDL) " che fa guardare tutto nell’ottica della sicurezza, e con gli occhiali appannati della paura". Da quello che si è visto e sentito sembra che la Lega nelle prossime elezioni comunali detterà la linea da seguire anche alla PDL locale se esponenti del calibro di Ivan Guarducci (ex Presidente della Provincia) dopo cinque anni di silenzio, ha fatto sentire la sua voce su una questione che sembra essere in cima alle sue priorità di candidato sindaco ( sue le parole “ I centri islamici per noi possono essere addirittura considerati centri anti-integrazione. Lì si educano i figli alla differenza. Noi non vogliamo un’enclave nel nostro territorio”).

Invitiamo i cittadini a non farsi fregare un’altra volta perché se questo è il tema sul quale Lega e PDL vorranno impostare la prossima campagna elettorale in città, sappiano fin d’ora che nessuna amministrazione  potrà chiudere o spostare nessun centro islamico regolarmente autorizzato e condotto nel rispetto della civile convivenza . Ad Omegna la Lega governa da due anni ma si è dimenticata, fortunatamente, di promuovere iniziative contro il Centro islamico, che era stato il tema cardine insieme alla sicurezza dei cittadini dello scontro delle amministrative, perché non ce né alcun motivo. Da noi qualche motivo in più ce l’ha: cercare di vincere le elezioni dividendo i cittadini e non accettando di essere tacciata di razzismo ( come ha scritto il giornalista Giovanni Maria Bellu : "Non c’è in Italia un politico che accetti la definizione di razzista. Nemmeno l’ europarlamentare leghista Mario Borghezio che disinfettava i vagoni dei treni degli immigrati. Nemmeno Umberto Bossi che li chiama Bingo bongo. Non esiste in tutto il paese un solo razzista dichiarato" ).

La nostra Amministrazione ha il semplice ed unico compito di agire rispettando e facendo rispettare la legge, prima fra tutte la Costituzione, ed è quello che faremo ora e sempre fino al termine del nostro mandato, per assicurare a tutti i cittadini residenti di godere dei diritti fondamentali, tra cui quello di poter professare liberamente la propria fede.

La nostra Amministrazione accoglie integralmente  il forte appello che viene dal Capo dello Stato "a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perché si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione a rischio di xenofobia, di razzismo, di violenza" ed invitiamo tutte le forze politiche ad accogliere questo monito.

La nostra campagna elettorale si fonderà solo su proposte concrete a garanzia e miglioramento della vita di tutti i cittadini residenti, nessuno escluso.

Crediamo che in questo particolare momento economico e sociale la prima responsabilità di chi governa, a qualsiasi livello, sia di lavorare per assicurare il massimo grado di coesione sociale e tolleranza, per sfruttare tutte le opportunità positive che il fenomeno dell’immigrazione porta con sé.
Irresponsabile e pericoloso è l’atteggiamento di chi rincorre il voto degli elettori stimolandone le paure più immotivate con il rischio di trovarsi come dice Pisanu "come l’apprendista stregone che non riesce a dominare i fantasmi da lui stesso evocati".

Noi per rispetto e senso di responsabilità verso gli abitanti di Gravellona Toce non lo faremo mai !

Documento dell’l’Amministrazione Comunale di Gravellona Toce