Non si possono difendere i servizi sanitari nel VCO e a Torino a votare a favore dei tagli. Ci vuole coerenza

Non ho firmato l’ordine del giorno predisposto dai tre colleghi di maggioranza eletti nel VCO perchè credo fermamente che la politica debba muoversi in ambiti di chiarezza.
Quello che rischia di accadere nella nostra ASL non è cosa diversa da quanto sta accadendo in tutte le asl del Piemonte e trova come causa fondamentale la politica sanitaria della Regione. Una politica che in questi tre anni ha visto grandi dichiarazioni da parte del Presidente Cota e dei tre assessori che si sono succeduti alla sanità, ma che in concreto sta determinando solo tagli indiscriminati ai servizi, grazie al blocco del turn over che non ha colpito solo il personale amministrativo, ma medici ed infermieri.
Questa è la ragione per la quale i servizi stanno andando in crisi. Allora ai colleghi dico: “Come potete continuare ad accettare a Torino questa politica sanitaria, votando sistematicamente tutti i provvedimenti a partire dal piano socio – sanitario, e poi dire che vi fate carico della difesa puntuale dei servizi nel nostro territorio?
Ma vi è una altra assurda situazione che è stata provocata anche essa dall’assessorato regionale alla sanità. Nel percorso di stabilizzazione del COC di Omegna era stato definito che la gestione del Pronto soccorso di Omegna sarebbe stata a carico dei privati con un sollievo per le casse delle asl. Sapete da chi è stata bocciata tale scelta che era nell’interesse pubblico? Dall’assessorato regionale alla Sanità.
Allora chiedo coerenza. Se si vuole sventare la chiusura di un DEA c’è solo una strada per la quale mi batterò fino in fondo: quella di ottenere velocemente le deroghe dalla Regione Piemonte per potere garantire il personale necessario a svolgere i servizi.
Attenzione che in questi giorni in Regione, nel segreto più totale, si sta definendo il nuovo piano di rientro per la sanità; di certo si sa che la Giunta regionale pensa di ottenere risparmi sul personale per 50.000.000 di euro. Ciò vuol dire solo che i servizi soffriranno sempre di più.

UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

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