Lavoro, primarie e rinnovamento: le proposte dal VCO per cambiare il Pd nazionale

Pubblichiamo il breve documento approvato dall’Assemblea provinciale degli iscritti al Pd del VCO.
Documento discusso nell’assemblea di valutazione del voto amministrativo (Potete scaricare cliccando qua le slide con i dati dell’analisi del voto in Piemonte e ad Omegna).
Un documento che richiede a gran voce alcune scelte forti del Pd nazionale.
Il documento è stato inviato alla segreteria nazionale e regionale del PD.

Ordine del giorno
L’Italia “rossa” resiste, e semmai riallarga i suoi confini nelle zone in cui li aveva ridotti da anni. Ha ragione Bersani a rivendicare il risultato. Ma al leader del Pd non può sfuggire che il suo partito al momento vive e vegeta soprattutto grazie ai collassi dell’avversario. Non può sfuggirgli che il “grande partito dei progressisti italiani” oggi arriva a stento al 25%. Non può sfuggirgli che, nonostante le ultime “riconquiste” di schieramento, le insegne che svettano sui municipi di Milano o di Genova, di Napoli, di Cagliari o di Palermo non sono le nostre. Sfiancati da un quasi ventennio di Forza Italia, gli elettori ora chiedono con forza un’”altra Italia”. Il Pd è ormai il primo partito della nazione. Tocca alla sinistra riformista riscrivere il progetto. Elaborare i contenuti e individuare il “contenitore” che possa raccogliere l’istanza di rinnovamento sempre più urgente nel Paese. Non ci si può sedere a braccia conserte in attesa del proprio turno.
Massimo Giannini,  su Repubblica
Se la credibilità di una leadership politica si rivela nel percepire e nell’accompagnare i mutamenti e i bisogni della società, per Bersani e il Pd questo è il momento di dimostrare che il Pd è all’altezza delle vittorie e impara sul serio dalle sconfitte. Dopo Parma, il motto “rinnovarsi o morire” non è una critica alla segreteria ma una proposta concreta.
Debora Serracchiani,

Alcuni contenuti per rinnovarsi li abbiamo proposti più volte in questi ultimi mesi e li ribadiamo:
– tre proposte forti su lavoro, welfare e ambiente,
– costruire le alleanze non basandosi su foto del passato ma su un’immagine per il futuro,
– facce nuove alle prossime elezioni politiche e rigore (per garantire la democrazia interna) nell’applicazione dei principi dello statuto sulla ricandidabilità e sui mandati,
– primarie per la scelta dei candidati parlamentari del PD,
– no ad un Pd che promuove una lista “civica” a livello nazionale, perché il riformismo è  una responsabilità che il partito non deve delegare, pena il fallimento dello stesso progetto politico del Pd nato appena 5 anni fa,
– riforma elettorale.
– scegliere la futura premiership con la votazione degli elettori ed iscritti del Pd. Il Partito Democratico che si prepara all’appuntamento politico del 2013 non è più lo stesso del 2009.
Avremmo anche vinto questa tornata elettorale  «senza se e senza ma» come dice Bersani, ma questo non basta.
Ci aspettiamo una forte mobilitazione delle nostre strutture nazionali per arrivare ad un momento elaborativo e decisionale sulle questioni aperte.

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