È stata ufficializzata nei giorni scorsi, in una conferenza stampa, la scelta della assemblea provinciale del partito democratico del Vco di indicare, all’unanimità, i candidati alle elezioni regionali che sono i consiglieri uscenti Aldo Reschigna e Marco Travaglini. Candidati insieme per questo territorio nel collegio unico.
(Potete vedere il video della notizia di VCO SAT cliccando qui).
“Sono onorato del fatto che il partito democratico abbia chiesto la ri candidatura – dice Aldo Reschigna – Affrontiamo questa esperienza con molto entusiasmo e convinzione. Abbiamo alle spalle cinque anni di lavoro importante, una forte presenza del Vco nelle politiche regionali ma anche una forte presenza di Mercedes Bresso e di molta parte della giunta regionale all’interno del Vco. Vogliamo anche cercare di rappresentare quello che è stato il senso di questi 5 anni di lavoro che sono stati 5 anni dedicati ad affrontare i problemi del territorio e a risolverne concretamente qualcuno. Ma sono stati anche 5 anni che ho cercato di vivere profondamente immerso nella comunità del Vco, una comunità che fatica ma che fa anche festa”.
E nel presentare i candidati, il segretario provinciale del partito democratico del Vco, Liliana Graziobelli, ha detto “punteranno molto sulla concretezza” e questo vuol dire tre temi fondamentali: viabilità, sanità, montagna.
“E anche una cosa in più – ha aggiunto Marco Travaglini – che noi non scenderemo sul terreno delle polemiche, vogliamo costruire una campagna elettorale parlando dei problemi del Vco, cercando di dare una risposta alla comunità del Vco. C’è ancora molto da fare, questa è una provincia che ha molti problemi che vanno affrontati con estrema determinazione. Se penso a tutte le politiche montane, questa è una legislatura – quella che sta per concludersi – che sarà ricordata proprio per una grande attenzione ai temi della montagna, del territorio, alle infrastrutture, ai servizi sociali. Per questo noi ripartiamo da dove stiamo terminando”. (dal sito di Tele VCO)
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ACQUA. DESTRA E LEGA VOTANO L’AUMENTO: +12% RETROATTIVO
Sugli aumenti e le conseguenti polemiche sul tema acqua riportiamo due interventi di Claudio Zanotti e Gianni Desanti del PD del VCO.
Ci sono notizie che non costituiscono assolutamente una sorpresa, ma mettono malinconia. Una di queste è l’aumento delle tariffa dell’acqua in tutti i Comuni delle province di Novara e Verbano Cusio Ossola. l’aumento è del 12% e si applicherà retroattivamente sulle bollette del 2009, ormai finito. l’aumento è stato deliberato lo scorso 16 dicembre dalla Conferenza dell’ATO, i cui principali soggetti (le due Province, i Comuni di Novara e Verbania, le tre Comunità Montane del Vco) sono amministrate da Pdl e Lega Nord. Aumento scandaloso?
No. Con l’aumento l’acqua nel 2009 viene pagata mediamente 1,081 € al metro cubo: un euro per mille litri di acqua potabile, con cui pagare captazione, acquedotti, pozzi, depuratori, fognature, gestione ordinaria, investimenti. A Verbania, la tariffa sale a 1,15 euro/mc. Il ricavo delle bollette emesse per gli utenti delle due province è di circa 50 milioni di €/anno e garantirà sia l’equilibrio della gestione sia investimenti in vent’anni per oltre 400 milioni di euro. Tutto ciò – beninteso! – se la gestione resterà in mano alla società pubblica prevalente (Acqua Novara Vco spa); se invece passerà la privatizzazione approvata il mese scorso in Parlamento dal governo Berlusconi, lo scenario cambierà radicalmente. In peggio. Ciò che scandalizza (o, più modestamente, mette malinconia) è il grazioso giro di valzer fatto da Pdl e Lega Nord. Ve li ricordate? Per tutto il 2008 e poi in campagna elettorale: “nessun aumento di tariffa!”; “vogliamo un ATO per il solo VCO!”; “basta carrozzoni mangiasoldi”. Vinte le elezioni e accomodatisi nei posti di comando dei cosiddetti “carrozzoni” (Presidenza dell’Ato, Consigli di Amministrazione delle Società di Gestione), che cosa hanno scoperto? Che i “carrozzoni” non esistono, ma si tratta di aziende operative che svolgono servizi fondamentali; che l’Ato unica tra Novara e Vco è una “mano santa” per la nostra provincia, che con un terzo degli abitanti riceve la metà degli investimenti; che l’aumento delle tariffe è graduale, ragionevole e finalizzato a fare importanti investimenti (pensate al raddoppio in corso del depuratore di Verbania o all’impianto di potabilizzazione dell’acqua del lago di Mergozzo). Il grande lavoro fatto tra 2005 e 2007 dal Centrosinistra, allora al governo nelle due province, al Comune di Verbania e in diverse Comunità Montane, si è mostrato così solido e convincente che Destra e Lega, dopo averlo per anni demonizzato, lo hanno felicemente ereditato. Aumento tariffario compreso. Tutto bene, allora? Forse, se non ci fosse una mina vagante. Ed è quella inserita nella delibera dell’Ato per le tariffe del 2010. Si prevede per l’anno prossimo non più l’avvicinamento graduale alla tariffa unica d’Ambito, ma la differenziazione delle tariffe a seconda delle singole zone “omogenee” di Vco e del Novarese. Qui si nasconde un rischio gravissimo per il Vco, che farà invece la felicità del Novarese: nella nostra provincia il gettito tariffario sarà decisamente basso, perché abbiamo un terzo degli abitanti della provincia di Novara. Ma i costi di investimento, di manutenzione e di gestione sono molto, molto più alti che nel Novarese, perché abbiamo acquedotti, fognature e depuratori che servono molta montagna (tanti chilometri, pochi utenti e pochi ricavi). Senza i soldi delle bollette del Novarese (tanti utenti, molta pianura, pochi costi e alti ricavi) le nostre zone “omogenee” si troveranno a pagare bollette molto più alte per assicurare gestione, investimenti e manutenzioni decisamente più onerose che nella pianura novarese. Speriamo che qualche amministratore del Vco lo capisca.
Claudio Zanotti
SULL’ACQUA È BENE DARE INFORMAZIONI PRECISE E CORRETTE
Una colonna della tabella, pubblicata venerdì scorso su “La Stampa” unitamente all’articolo che parla degli aumenti del costo dell’acqua, definita “scenario precedente” è totalmente inventata salvo che per la prima riga dove c’è il valore “medio” di 1,097 Euro al mc per l’intero ATO. Questo valore medio viene arbitrariamente declinato per i vari gestori locali ma non mi riulta sia mai stato deliberato in precedenza, al massimo è una proiezione arbitraria di uno scenario solo immaginato; evidentemente lo si fa per giustificare un minore aumento rispetto al piano d’ambito originario. Ci tengo a rilevare che il piano d’ambito ha sempre previsto solo valori medi, mentre quelli articolati per Comuni e aree di gestione vanno decisi anno per anno. Viene totalmente dimenticato, anche nell’articolo, che il piano d’ambito prevede una tariffa “unitaria” entro il 2011 con unificazione contestuale delle gestioni. Sarebbe stato logico immaginare che progressivamente si arrivasse a questo; la recente deliberazione di cui il centro destra è totalmente responsabile va in tutt’altra direzione. Le tariffe, invece che avvicinarsi, si differenziano sempre più a favore (guarda caso) della città di Novara gestita da SIN&VE. Era possibile e doveroso stabilire aumenti più equi a prescindere dai costi di gestione delle singole gestioni poiché è del tutto evidente che “oggettivamente” è più semplice e meno oneroso gestire tanti utenti concentrati in una grande città, piuttosto che pochi utenti dispersi in una rete corrispondente ad un territorio ampio e poco popolato. Se si ipotizza di arrivare a due gestioni separate tra nord e sud dell’ATO si determinerebbe, come da noi sempre sostenuto, un vero disastro con costi molto elevati nel VCO e costi più bassi nel novarese, alla faccia del criterio della compensazione degli squilibri tra tante piccole aree che era (al momento ancora è…) il pilastro principale della normativa nazionale e regionale. Se poi il tutto si inserirà nella forzosa “privatizzazione” dell’acqua sarà ancora peggio. Invito gli ex pasdaran del centro destra a riflettere, ma soprattutto chiedo ai cittadini di contrastare un disegno complessivo assolutamente sbagliato e di gran lunga penalizzante rispetto a quello che demagogicamente era stato criticato negli anni scorsi,
Gianni Desanti
Frontalieri: l’assessore regionale Migliasso risponde.
Pubblichiamo la risposta all’Interrogazione regionale del 20 ottobre scorso presentata dai Consiglieri Travaglini e Reschigna del Partito Democratico inerente ai “tagli ai fondi dei frontalieri”. Risposta dell’Assessore al Lavoro e al Welfare, Angela Migliasso.
"Come Assessorato al Lavoro e Welfare conosciamo l’importanza che hanno questi ristorni per le amministrazioni locali del VCO: 59 Comuni su 77 sono interessati all’Accordo Italo-Svizzero del 1974.
Grazie a questi introiti è stato possibile per le varie Amministrazioni del VCO eseguire opere che, altrimenti, non si sarebbero potute realizzare e favorire la permanenza dei cittadini in aree di montagna minacciate dallo spopolamento. Un esempio è dato dalla Comunità Montana Valle Cannobina, dove circa il 60% della popolazione attiva è occupata in Ticino: qui sono stati eseguiti interventi per migliorare i collegamenti stradali, a tutela dell’ambiente e di carattere sociale. Un esempio concreto è stata l’inaugurazione recente del Centro Logistico di Cannobio (sede di varie Associazioni di Volontariato della Valle Cannobina), in parte finanziato con i fondi ristornati dalla Svizzera.
Vista l’importanza che hanno queste somme sui bilanci di gran parte dei Comuni del VCO, è nostra intenzione contattare il Cancelliere di Stato della Repubblica ed i Cantoni del Ticino e del Vallese, anche in considerazione della dichiarazione d’intenti siglata tra la nostra Regione ed i Cantoni stessi, per sapere se le Amministrazioni Ticinese e Vallesana si stanno muovendo con il Governo federale per una revisione dell’accordo oppure no.
Verificheremo inoltre l’opportunità di organizzare un incontro, a Torino, tra il Presidente della Regione ed i due Cantoni, e chiederemo al Ministero degli Esteri di informarci con la massima sollecitudine se arriveranno proposte da parte della Confederazione per arrivare ad una revisione dell’Accordo.
Sappiamo, inoltre, che lo scudo fiscale rischia di penalizzare non solo le Amministrazioni locali del Verbano-Cusio-Ossola, ma soprattutto i lavoratori frontalieri, che corrono il rischio di essere annoverati tra coloro che esportano o detengono illegalmente capitali in Svizzera, mentre con le loro rimesse e i ristorni fiscali, come si è detto, contribuiscono piuttosto ad aumentare la ricchezza nazionale, in particolare del loro territorio di origine.
Sarà, quindi, necessario intervenire presso il Governo centrale perché sia fatta al più presto chiarezza circa l’esenzione dei frontalieri dallo scudo fiscale, così come è stato fatto per i cittadini di Campione d’Italia e per coloro che lavorano negli Organismi comunitari. "
LA CENTRALINA DI MONITORAGGIO SULLA STRADA DELL’ALPE VEGLIA RESTA AL SUO POSTO.
La centralina di monitoraggio posizionata dalla Protezione Civile regionale sulla strada dell’Alpe Veglia rimarrà in loco per altre due settimane.
Questo è l’impegno preso, su nostra sollecitazione, dall’assessore regionale alla montagna ed alla protezione civile, Luigi Ricca. Una scelta che consentirà la transitabilità della strada che collega Ponte Campo a Veglia fino al termine della stagione turistica che, di norma, coincide con la prima metà del mese di ottobre.
Faccio notare che lo scorso anno la centralina era stata smontata molto prima, ai primi di settembre. La rapida mobilitazione delle istituzioni locali è stata senz’altro utile, dimostrando attenzione ad un problema tanto dibattuto quanto importante. Mi permetto di considerare fuori luogo, invece, le polemiche esasperate nei confronti della Regione che ha assicurato impegno e risorse senza le quali non si sarebbe potuto garantire la modifica dell’ordinanza che vietava la transitabilità anche ai pedoni, condannando l’Alpe Veglia e le sue attività economiche ad un’altra stagione di gravi disagi e pesanti perdite.
La Regione ha fatto seriamente la sua parte e questo fatto va risconosciuto con onestà. Sono convinto che la collaborazione ed il reciproco rispetto siano condizioni indispensabili per individuare e sostenere scelte impegnative come quella di garantire l’accesso e la fruibilità di una delle più belle ed importanti conche alpine delle Alpi occidentali.
UNA DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE PD MARCO TRAVAGLINI
PER UNA VOLTA GUARDIAMO AGLI INTERESSI DEL VCO.
Nei giorni scorsi si è svolto l’incontro tra la Presidente della regione Piemonte Mercedes Presso ed il Presidente della Provincia del VCo con lo scopo di definire alcuni punti di grande interesse per il VCO.
Nei giorni immediatamente precedenti parlando di bonus benzina il Vice Presidente della Provincia del VCo ha detto che senza la approvazione del Disegno di Legge della Giunta regionale concernente l’autonomia amministrativa del VCo la Provincia è senza risorsa e senza possibilità di intervenire.
E’ una considerazione importante perché anche se postuma mette in evidenza il grande lavoro svoto dalla Giunta di Paolo ravaioli che ha saputo costruire una intesa con la Presidente Bresso difficile ma di grande utilità per il VCO.
E’bene precisare che tale lavoro non aveva e non ha come obiettivo quello della sopravvivenza dell’ente Provincia ma quanto quello di garantire che la Provincia possa occuparsi di viabilità in montagna , di sicurezza del territorio , di qualità dei servizi alle comunità di montagna e di sviluppo economico della nostra montagna. Dopo l’incontro tra Bresso e Nobili è partita la solita stucchevole polemica con accuse di torino centrismo e quant’altro , polemica che ha visto soprattutto come protagonista il coordinatore provinciale del PDl Valerio cattaneo.
Non voglio entrare in questa polemica quanto piuttosto svolgere alcune brevi considerazioni.
Se la approvazione della legge per il VCo è per il VCO importante sarebbe bene che per una volta ci muovessimo tutti con una voce sola a tutela delle aspettative della nostra terra e non si pensasse all’utilità elettorale che una polemica politica può determinare.
Il tema non è quello del Torino-Centrismo , che non esiste messo in questi termini , quanto della possibilità per la nostra piccola Provincia di riuscire a superare gli atteggiamenti che i rappresentanti politici di centro sinistra e di centro destra appartenenti a Province più grandi manifestano.
In questo sta il valore della Intesa tra Bresso e Ravaioli e cioè nell’avere posto il VCo al posto che gli spetta e cioè in una condizione di specificità.
Per raggiungere l’obiettivo della approvazione della legge oggi però occorre che il VCo con una sola voce parli con forza.
E’ questo il senso della proposta che tutto il Consiglio Provinciale e tutti i Sindaci del VCo chiedano un incontro a Torino con tutti i Presidenti dei Gruppi Regionali per chiedere l’approvazione della legge .
E voglio essere chiaro su un punto chi oggi chiede che vuole qualcosa in più ha solo come obiettivo quello di non fare approvare niente per poi accusare qualcun altro.
Ecco perché in questo contesto il “ fate voi” della risposta di Valerio Cattaneo non è accettabile perché ripropone vecchi schemi politici e fa corre vecchi rischi al nostro territorio.
Occorre riuscire a superare per una volta gli interessi di parte e mettere al centro delle nostre attenzioni gli interessi collettivi e comuni al territorio.
Aldo Reschigna, coordinatore PD VCO
Il nuovo sito dell’Alpe Quaggione
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Portiamo a conoscenza dei cittadini del VCO della nascita del sito internet della cooperativa alpe quaggione (cliccate qui per vederlo) www.alpequaggione.it.
La cooperativa Alpe Quaggione è nata nei primi anni ’80, in ossequio alla storia e alla cultura sociale degli uomini e delle donne che costrurirono in maniera volontaria la baita Ale Quaggione. La cooperativa è la proprietaria della Baita che attualmente ospita il ristorante. In realtà le baite costruite furono due: nei primi anni ’50 la baita più piccola e nel finire degli anni ‘60 quella “nuova” che ospita ora il ristorante (rimodernata dalla cooperativa sul finire degli anni’90).
Un lavoro di decine di volontari per dare un “tetto” e un luogo per socializzare, divertirsi, stare assieme, discutere, bere e mangiare con “testa”, in un luogo di montagna incantevole come l’Alpe Quaggione.
Un grazie, dunque, a tutte quelle persone che nel corso degli anni hanno lavorato volontariamente per regalare questo spazio alla collettività. Uno spazio aperto (manche il sito) a tutti, soci e non. Vi aspettiamo!
Il consigio direttivo ed i soci dell’Alpe Quaggione