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“Holding della neve” e centro recupero animali selvatici: solo annunci. Il presidente della provincia Albertella si assuma le responsabilità dei propri errori.

Le notizie di questi giorni confermano ancora una volta il bipolarismo del centrodestra del VCO: quando c’è da annunciare risultati, Regione e Governo sono amici e alleati; quando gli annunci si sgonfiano, diventano improvvisamente i responsabili di tutto.
È il caso della cosiddetta “holding della neve”, progetto di sinergia tra le stazioni alpine del VCO. Fin dall’inizio avevamo evidenziato quanto quel protocollo fosse fragile e quanto sapesse di campagna elettorale. Fummo accusati di remare contro posti di lavoro, sviluppo e grandi progettualità.
Oggi il presidente della provincia Albertella protesta perché l’accordo non sta producendo risultati. Prima gli annunci trionfalistici, poi la fuga dalle responsabilità. Lo stesso schema lo vediamo sulla rete viaria e ferroviaria, mentre famiglie, lavoratori, imprese e turisti continuano a pagare disagi enormi.
E poi c’è il CRAS, centro recupero animali selvatici. Un servizio mancante e fondamentale per il nostro territorio. Tenuto in piedi per molto tempo dal sacrificio del dott. Calligarich, da anni è attesa una nuova collocazione. Qui Albertella raccoglie direttamente l’eredità della Presidenza Lana: anni di promesse, annunci e soluzioni date per imminenti, senza arrivare al risultato.
Nel 2024 Lana annunciava di aver individuato l’area di Gravellona; ancora nel 2025 assicurava che mancavano gli ultimi passaggi autorizzativi. Nel 2026 siamo tornati a cercare un’area da capo. Lana ci aveva già abituati alle promesse non mantenute e fuga dalle responsabilità politiche.
Albertella, anziché rompere con quel metodo, sembra proseguirne perfettamente la tradizione: promettere quando conviene, scaricare altrove le responsabilità quando le promesse non vengono mantenute.
Ci piacerebbe discutere di tutto questo in Consiglio provinciale e non attraverso i giornali. Ma, visto che il Consiglio viene convocato quasi esclusivamente quando strettamente necessario, continueremo a utilizzare ordini del giorno, interpellanze e accessi agli atti per chiedere conto di ciò che viene promesso e di ciò che realmente viene fatto.
Da Lana ad Albertella, la destra del VCO quando chiede i voti si appella ai suoi rapporti privilegiati con la Regione e con il Governo; quando tradisce gli impegni assunti con gli elettori, dà la colpa ai propri rappresentanti regionali e nazionali.
Assumersi la responsabilità dei propri errori, come sempre, non rientra tra le loro scelte.

Comunicato stampa consiglieri gruppo Progetto VCO
Emanuele Vitale,
 Mimma Moscatiello, Giovanni Morandi, Paola Besana.

Nomina CDA Distretto Turistico: una spartizione tra Lega e Fratelli d’Italia.

“L’esito dell’assemblea del Distretto Turistico dei Laghi non è il frutto di una reale convergenza del territorio come comunicato nelle prime dichiarazioni pubbliche dal neo presidente (già presidente di lungo corso) Antonio Longodorni, ma l’imposizione di un accordo di potere siglato lontano dai nostri laghi e dalle nostre valli.”

Emanuele Vitale, Capogruppo in Provincia e Riccardo Brezza, Segretario Provinciale del Partito Democratico, denunciano con forza la deriva politica che ha trasformato un ente strategico per l’economia locale in terreno di conquista per i partiti.

L’imposizione della Regione

“La volontà del territorio, che avrebbe dovuto emergere da un sano e costruttivo percorso di mediazione tra i soci, almeno quelli più importanti per la determinazione delle strategie turistiche, è stata calpestata dalla Regione Piemonte. L’assessore Bongioanni, dopo aver fatto dietrofront rispetto alla sua predecessora Chiarelli bocciata da Cirio, aveva promesso un percorso condiviso per costruire una governance del Distretto forte e con una visione chiara.
Ma l’Assessore in assemblea, alla fine, non si è presentato. La Regione, rappresentata dal sottosegretario Alberto Preioni (Lega), ha utilizzato il proprio peso schiacciante all’interno della compagine sociale per ratificare decisioni già prese a tavolino tra i rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia, insieme al plenipotenziario sindaco e presidente Albertella. Nonostante si parli di un consenso del 90%, è evidente che tale numero è solo l’effetto ottico prodotto dal voto pesato dei grandi soci, a partire dal 39,71% in capo alla sola Regione che schiaccia il dibattito.
L’esempio più lampante delle distorsione numerica del meccanismo di voto sono stati i voti alla componente uscente Elena Poletti, prima tra i voti in quanto a teste presenti in assemblea ma che penalizzata però dal meccanismo elettorale, dimostrazione che i numeri tanto decantati dipendono non dal reale consenso sul territorio, ma dalle regole applicate e dalle imposizioni subite.

Siamo di fronte a una pura operazione di occupazione delle poltrone. Non ci stupisce più, visto che il metodo si replica e rafforza ad ogni votazione di società a capitale pubblico.
La “cinquina” di nomi che comporrà il nuovo CdA non risponde a una logica di rappresentanza delle aree che muovono i flussi turistici — come il Verbano, il Cusio o l’Ossola — ne ha tenuto conto delle sensibilità differenti, ma è il risultato di un manuale Cencelli applicato tra Lega e Fratelli d’Italia. È offensivo per l’intelligenza dei soci e degli operatori economici tentare di mascherare questa spartizione come una scelta tecnica o professionale. Preoccupa ancor più che su cinque rappresentanti solo uno è riferibile al Verbano, principale bacino turistico di tutto il distretto, Flavio Cattaneo, albergatore di Ghiffa.

Uno schiaffo alla professionalità

Lo stupore per la bocciatura in blocco dell’intero Consiglio di Amministrazione uscente è totale. Si è scelto di azzerare competenze e lavoro costante svolto negli anni solo per far spazio a logiche di schieramento, vendette personali nei confronti dei membri uscenti e più in generale un bisogno estremo di zittire il dibattito. Questo “clima soffocante” e il fastidio mostrato verso il confronto democratico dimostrano che per la nuova governance la democrazia territoriale è solo un intoppo burocratico da superare con la forza dei numeri azionari.

La ciliegina sulla torta è la nomina dei revisori, organo che dovrebbe essere di garanzia ma in cui la Regione, oltre ai revisori uscenti proposti da Albertella, ha inserito un proprio tecnico di fiducia, cuneese, come l’assessore regionale. Un pigliatutto che spegne ogni possibilità non solo di contribuire alla gestione e analisi dell’Ente, ma anche che segna una novità senza precedenti: l’assoluta volontà di non consentire le più basilari forme di pesi e contrappesi che garantiscono la buona salute di un consesso democratico.
Il Distretto Turistico non può essere una succursale della politica regionale di centrodestra. Come rappresentanti politici e istituzionali, non lasceremo che il patrimonio di professionalità dell’ente venga svenduto in nome di equilibri di coalizione. Vigilanza e trasparenza saranno le nostre parole d’ordine di fronte a una presidenza che nasce con un pesante peccato originale: l’essere figlia di un’imposizione e non di una condivisione.

LA TASSA ALBERTELLA SUI RIFIUTI: IL CONTO DELLE SCELTE DI VERBANIA LO PAGANO TUTTI I CITTADINI DEL VCO.

LA TASSA ALBERTELLA SUI RIFIUTI: IL CONTO DELLE SCELTE DI VERBANIA LO PAGANO TUTTI I CITTADINI DEL VCO. « Piani Economico Finanziari del Consorzio Rifiuti approvati con una partecipazione minima e un’interpretazione forzata dello Statuto. Manzini si dimetta, Nicolosi chiarisca il proprio parere»

È perlomeno imbarazzante la conduzione di Giandomenico Albertella come Presidente dell’Assemblea del Consorzio Rifiuti, che ha portato all’approvazione dei Piani Economico Finanziari sui quali verranno determinate le tariffe TARI del prossimo biennio con una partecipazione risicatissima dei Comuni consorziati.
Parliamo di una delle decisioni più importanti per i Comuni e per i cittadini del Verbano Cusio Ossola, destinata ad incidere direttamente sulla tassazione locale di famiglie e imprese. Eppure, all’Assemblea erano presenti pochissimi Sindaci e una quota di rappresentanza appena superiore a un terzo del totale. Erano assenti città fondamentali come Domodossola e Omegna, così come la stragrande maggioranza dei Comuni del Verbano Cusio Ossola. Un dato che dovrebbe far riflettere chi oggi guida il Consorzio sulla propria capacità di rappresentare e coinvolgere realmente il territorio.
Esiste anzitutto un evidente problema politico e democratico. Se una decisione che riguarda una delle imposte più sentite dai cittadini viene assunta con una partecipazione così limitata, è doveroso interrogarsi sulla capacità del Consorzio di coinvolgere realmente i Comuni del territorio e costruire decisioni condivise.
A ciò si aggiungono rilevanti criticità procedurali. I dati dei Piani Economico Finanziari sono stati messi a disposizione dei componenti dell’Assemblea soltanto poche ore prima della seduta, nonostante lo Statuto preveda che la documentazione venga depositata contestualmente alla convocazione, avvenuta sette giorni prima. Inoltre, lo stesso Statuto attribuisce al Consiglio di Amministrazione il compito di predisporre la proposta dei PEF da sottoporre all’Assemblea, circostanza che non risulta essersi verificata.
Particolarmente controversa è stata poi la questione relativa al numero legale necessario per procedere all’approvazione. Lo Statuto prevede infatti che in seconda convocazione sia sufficiente la presenza di un terzo degli aventi diritto per la generalità degli argomenti, ma richiede una partecipazione qualificata per alcune materie specifiche richiamate dall’articolo 6, tra le quali figurano proprio i Piani Finanziari.
Di fronte a questa previsione statutaria, il Segretario del Consorzio ha sostenuto che il richiamo all’articolo 6 sarebbe frutto di un errore materiale e che il riferimento corretto dovrebbe essere l’articolo 7. Un’interpretazione che ha consentito di procedere ugualmente all’approvazione dei PEF e che merita un chiarimento pubblico e formale.
Nel corso della seduta il rappresentante del Comune di Omegna, Gianni Desanti, intervenuto all’assemblea per segnalare il dissenso rispetto a tale modalità, ha evidenziato puntualmente tutte queste criticità e ha avanzato una proposta di semplice buon senso: rinviare di una sola settimana la discussione dei PEF, consentendo ai Comuni di esaminare adeguatamente la documentazione e di partecipare ad una decisione così importante senza compromettere in alcun modo i successivi termini di approvazione.
Una richiesta ragionevole, respinta con il voto determinante di Verbania e Cannobio.
È qui che emerge il vero nodo politico della vicenda. Per rispondere alle esigenze amministrative del Comune di Verbania si è scelto di procedere comunque, imponendo di fatto a tutti gli altri Comuni del VCO una decisione destinata a produrre effetti diretti sulla Tari di cittadini e imprese.
La responsabilità politica di quanto accaduto ricade sul Presidente del Consorzio, Manzini, che avrebbe dovuto garantire imparzialità, rispetto delle regole e tutela delle prerogative di tutti i Comuni aderenti. Per queste ragioni ne chiediamo formalmente le dimissioni.
Contestualmente chiediamo al Segretario Nicolosi di fornire un chiarimento pubblico e formale sulle motivazioni giuridiche che lo hanno portato ad avallare un’interpretazione dello Statuto che si è rivelata decisiva per consentire l’approvazione dei PEF.
Noi chiediamo semplicemente trasparenza, rispetto delle regole e la possibilità per tutti i Comuni di conoscere e valutare atti così rilevanti prima di assumerne le conseguenze davanti ai propri cittadini. Dall’altra parte abbiamo assistito a documenti trasmessi all’ultimo momento, ad una richiesta di rinvio ragionevole respinta senza alcuna reale motivazione e ad una lettura dello Statuto funzionale ad arrivare comunque ad un voto.
Questo è il metodo che contestiamo. Un metodo che antepone le esigenze di Verbania al coinvolgimento dell’intero territorio e che finisce per scaricare sui cittadini del Verbano Cusio Ossola le conseguenze di decisioni assunte da una minoranza dei Comuni.
Per quanto ci riguarda continueremo a chiedere chiarezza, correttezza istituzionale e pieno rispetto delle autonomie comunali. Perché sulle tariffe che pagano cittadini e imprese non servono forzature, ma condivisione, trasparenza e rispetto delle regole.

Comunicato Stampa
Progetto VCO
Emanuele Vitale (capogruppo)
Mimma Moscatiello (vicecapogruppo)
Paola Besana

Giovanni Morandi

Consiglio Provinciale, Progetto VCO lascia l’aula: “negato il confronto”.

Consiglio Provinciale, Progetto VCO lascia l’aula: “negato il confronto”.  Il Presidente Albertella governa da solo!

Il gruppo consiliare Progetto VCO ha abbandonato la seduta del Consiglio Provinciale del 14 aprile, prendendo atto del cambio di metodo imposto dalla Presidenza Albertella.
A quattro mesi dall’ultimo — e unico — Consiglio Provinciale svolto, quello di insediamento del Presidente, l’assemblea è stata nuovamente convocata senza inserire all’ordine del giorno tre atti presentati dalla minoranza, tutti dedicati a questioni concrete e urgenti per il Verbano Cusio Ossola.
Il primo riguardava le criticità della linea ferroviaria Domodossola-Milano, con continui disservizi e pesanti ricadute su pendolari, studenti, lavoratori e turismo. Il secondo chiedeva conto dello stato di attuazione del tavolo sulla viabilità del VCO su A26 e SS33, con richiesta di riduzione del pedaggio per i residenti del VCO. Il terzo concerneva lo stallo dell’Auditorium del Liceo Gobetti di Omegna, struttura completata ma ancora non pienamente fruibile dalla comunità.
A questi temi si aggiungeva inoltre un ordine del giorno su Macugnaga e sulla strategia turistica del VCO, fermo da mesi senza discussione.
Il mancato confronto è stato giustificato con un tecnicismo formale relativo alla qualificazione iniziale degli atti. Una scelta che, secondo Progetto VCO, conferma la volontà politica di impedire il dibattito consiliare e ridurre il ruolo del Consiglio a semplice passaggio burocratico.
“Siamo amareggiati e francamente stanchi di una gestione che considera il confronto una perdita di tempo. Si utilizzano i cavilli quando conviene, mentre i problemi reali del territorio restano senza risposta”, dichiarano i consiglieri del gruppo.
“È evidente un cambio di metodo nella guida della Provincia. Il Consiglio viene convocato raramente, le proposte della minoranza vengono bloccate e il Presidente accentra sulla propria persona l’azione amministrativa, presentando decisioni e strategie già confezionate senza un reale coinvolgimento dell’aula e dei territori”.
“Noi crediamo invece in un ente che condivida le scelte su turismo, viabilità, ferrovie, scuole e sviluppo del VCO. Continueremo a batterci perché il Consiglio Provinciale torni a essere luogo di confronto vero e non la ratifica di decisioni prese altrove”.

Il gruppo consiliare Progetto VCO

Disastro linea ferroviaria Domodossola / Milano. Gusmeroli chiede incontri. Basta parole, servono fatti! 

Disastro linea ferroviaria Domodossola / Milano. Gusmeroli chiede incontri ma è un deputato leghista  che governa con ministro dei trasporti Salvini. Basta parole, servono fatti!  Il VCO non sia escluso da un eventuale confronto.

Alberto Gusmeroli, sindaco di Arona, a seguito delle nostre segnalazioni e sollecitato dai tanti cittadini che sui social commentavano la giornata nera di domenica del trasporto ferroviario ha chiesto incontro urgente a RFI, Trenitalia e Trenord. Lungi da polemizzare con un amministratore che chiede un incontro per chiarimenti ai responsabili dei disservizi, ma il punto è che i chiarimenti non servono più. Ora servono risposte e fatti.
Non è assolutamente possibile immaginare un incontro che si svolga ad Arona e che escluda il VCO. Sarebbe l’ennesimo e inefficace tentativo di analizzare il problema dal punto di vista locale.
Se la Lega di cui Gusmeroli è rappresentante in Parlamento, e il suo leader Salvini è Ministro dei Trasporti, intende davvero risolvere il problema va coinvolto il Ministero e vanno intraprese azioni forti e decise che impongano a RFI, Trenitalia e Trenord l’organizzazione di servizi sostituitivi all’altezza, cronoprogramma chiaro degli interventi e soprattutto politica tariffaria da qui al 2028 nettamente favorevole ai viaggiatori.
Lo stesso discorso, non mi stanco di ribadirlo, vale per gli infiniti cantieri della A26 con Autostrade per l’Italia. Governano sui territori, nelle Province, nelle Regioni e a Roma.. facciano qualcosa.

Emanuele Vitale
Capogruppo consigliare Progetto VCO
Segreteria PD VCO

RINUNCIA ALL’ACQUISIZIONE DI COMAZZI DI VCO TRASPORTI: PERSA OCCASIONE STORICA. COLPA DELL’IMMOBILISMO DI ALBERTELLA.

iL VCO, CON LA RINUNCIA ALLA TRATTATIVA PER L’ACQUISIZIONE DI COMAZZI DA PARTE DI VCO TRASPORTI,  PERDE UN’OCCASIONE STORICA. COLPA DELL’IMMOBILISMO DI ALBERTELLA.

La rinuncia alla trattativa per l’acquisizione delle Autolinee Comazzi da parte di VCO Trasporti rappresenta un’occasione mancata per l’intero sistema territoriale del Verbano Cusio Ossola. Un’operazione strategica, già votata positivamente dall’assemblea dei Comuni nel dicembre 2023, che avrebbe potuto rafforzare la presenza pubblica in un settore cruciale come quello dei trasporti e costruire un polo pubblico più competitivo in vista del rinnovo delle concessioni regionali.

Dopo mesi di incertezze e tentennamenti, la proprietà Comazzi ha scelto di interrompere la trattativa e rivolgersi ad altri interlocutori privati. La conseguenza sarà la nascita di un grande soggetto privato operativo tra VCO e Novarese, mentre il sistema pubblico locale rimane debole e frammentato.

Il presidente di VCO Trasporti, Emanuele Terzoli, ha dichiarato di aver ottenuto la disponibilità di due istituti bancari a concedere un prestito da 12 milioni di euro: i margini per concludere l’operazione c’erano. È mancata però la volontà politica, in particolare da parte del Comune di Verbania – socio di maggioranza – e del suo sindaco Giandomenico Albertella, che sin dall’inizio ha mostrato scetticismo e distacco verso un progetto di respiro provinciale.

“I trasporti pubblici non sono solo un servizio: sono un’infrastruttura sociale e ambientale strategica per un territorio fragile e articolato come il nostro” – dichiara Riccardo Brezza, Segretario Provinciale del PD VCO. “Abbiamo perso la possibilità di rafforzare il presidio pubblico e di costruire una visione integrata tra le tre aree del VCO – Verbano, Cusio e Ossola – proprio per mancanza di coraggio e visione sistemica da parte della politica locale. Il prezzo lo pagheranno i cittadini.”

Aggiunge Emanuele Vitale, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Provinciale: “Di fronte alla riorganizzazione in atto nel sistema delle concessioni, restare fermi equivale a retrocedere. L’idea di un polo pubblico forte, capace di competere e di migliorare i servizi nei piccoli Comuni, nei territori montani e nei collegamenti con i poli sanitari, era un’opportunità da cogliere. Non averlo fatto segna un passo indietro per l’intera provincia.”

Mentre il privato si consolida e guarda al futuro, il pubblico resta a guardare. È il momento di aprire una riflessione seria su come costruire un sistema di trasporto locale integrato, sostenibile e accessibile, che tenga insieme le aree interne e i centri urbani. La politica non può più permettersi di restare alla finestra.

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