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Note dall’ultimo consiglio comunale di Crevola

Crediamo opportuno evidenziare alcuni aspetti emersi nel dibattito dello scorso consiglio comunale di inizio dicembre.
Per prima cosa siamo abbastanza rammaricati delle risposte fornite alle interpellanze rispetto alla situazione della mensa di Villa Renzi e della Via Danda. Per la mensa ci aspettavamo qualcosa in più di un semplice resoconto dei fatti e qualche certezza  in più su tempi e sviluppi. Sulla Via Danda crediamo sia importante che l’amministrazione mostri maggiore sensibilità e attenzione verso le istanze dei cittadini che hanno partecipato numerosi alla seduta chiedendo un impegno.

Durante i numerosi punti dibattuti abbiamo prodotto una serie di osservazioni ma anche di proposte e proprio su queste vogliamo chiedere attenzione:

Gestione del servizio idrico – ATO: Esiste sicuramente, da parte di Idrablu, un problema di gestione e di garanzia della qualità del servizio, qualità che finora non è adeguata. Da questo punto di vista non è vero quanto spesso si afferma in consiglio riguardo al ruolo dell’amministrazione che ha sicuramente degli spazi di manovra per chiedere con forza un cambio di marcia, e se necessario di persone, all’interno del CdA.

Per quanto riguarda la questione sollevata dalla Lega rispetto alla possibilità di realizzare un ATO del VCO crediamo che con questi argomenti si stia combattendo, con un po’ di opportunismo a dire la verità, una battaglia di retroguardia. La vera questione è portata in campo dall’articolo 23 bis della legge 133 del 2008 con cui il governo in carica pone le basi per una privatizzazione dei servizi idrici. Questa norma infatti rafforza la possibilità di affidamento a soggetti privati della gestione del servizio idrico, introducendo l’obbligo alla procedura di “evidenza pubblica” dal dicembre 2010; inoltre viene ad essere sottoposta a condizioni molto restrittive la possibilità di affidamenti diretti a favore di società “in house”, cioè a capitale pubblico. Su questa questione fondamentale per le famiglie crediamo sia giusto chiedere una mobilitazione ampia e traversale per impedire che un bene essenziale sia privatizzato ed equiparato ad una merce qualsiasi.

Palazzetto dello sport: Vogliamo sottolineare come la scelta di realizzare questa struttura sia non attualmente condivisibile, in quanto riteniamo che nel comune di Crevoladossola esistano altre priorità; in particolare abbiamo sottolineato come in questo particolare momento potrebbe essere più utile investire nelle scuole per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Ricordiamo che uno dei punti più qualificanti del programma elettorale con cui ci siamo presentati agli elettori nel 2005 è stato la proposta di realizzare un asilo nido comunale. Questa proposta ci sembra ancora attuale e l’impegno degli 892 mila euro poteva essere indirizzato in questo senso.

Tra l’altro ricordiamo il Sindaco durante il dibattito ha replicato alle varie critiche di tutte le minoranze affermando che questa del palazzetto dello sport era una scelta condivisibile anche in quanto opera “comunitaria” ossia al servizio di tutti gli otto comuni dell’attuale comunità montana e finanziata in parte proprio con fondi comunitari. A nostro parere se così fosse servirebbe un intesa in cui gli altri comuni si impegnassero a partecipare ai costi di gestione.

 Scuole: Durante la discussione sull’OdG della legge Gelmini abbiamo evidenziato che riteniamo un errore limitarsi ad aspettare che la Regione sia costretta ad applicare la legge nazionale che prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni. Questa legge avrà sicuramente un forte impatto sul sistema scolastico comunale di Crevoladossola e sarebbe opportuno avere un piano per gestire al meglio la nuova situazione, a tale proposito abbiamo proposto in consiglio la realizzazione di una commissione di lavoro che comprenda gli attuali amministratori, ma anche rappresentanti degli insegnanti e dei genitori. Su questo aspettiamo una risposta.
Minoranza consigliare PD Crevoladossola

Chi è stato?

image Potete scaricare (cliccando qui) l’ultimo numero di PD informa a cura del circolo del PD di Crevoladossola.
Pubblichiamo, di seguito, l’editoriale di questo numero.
Chi è stato? Basterebbe rispondere a questa semplice domanda per far capire ai crevolesi come viene speso il denaro pubblico. Chi è stato negli ultimi otto anni ad impegnare il Comune di Crevoladossola in bizzarre operazioni immobiliari che di fatto non hanno prodotto alcun servizio per il cittadino? Chi è stato ad attrezzare e recuperare i locali al piano terreno della Villa Renzi per realizzare un showroom che di fatto al momento nessuno ha potuto utilizzare?
Chi, nel parco della stessa villa, ha realizzato ed arredato delle stanze con bagno da destinare ad un non chiaro cittadino /cittadina, anziano/ giovane, coniugato/single e la fantasia lascia spazio ad ulteriori possibili avventori, senza di fatto riuscire ad assegnarle? Chi ha distribuito da molti mesi una tessera per l’utilizzo della mensa la cui apertura è già stata rinviata una volta? (forse qui saremo a breve smentiti perchéinvestendo altro denaro i problemi che non hanno consentito l’apertura sembra stiano per risolversi…che sia la volta buona?!) Ed ancora chi ha deciso che Crevoladossola avesse necessità di un ufficio turistico in fase di realizzazione all’imbocco della salita per Crevola alta?
E vi assicuriamo vorremo fermarci qui.
Per noi le risorse economiche possono e devono esser spese meglio. Per noi una buona amministrazione deve come prima cosa occuparsi di risolvere i problemi che incidono tutti i giorni sulla vita dei suoi cittadini non facendo distinguo tra gli uni e gli altri. Recentemente si sente tanto parlare di scuola. Bene noi crediamo che anche questo comune debba ripensare in meglio al servizio scolastico offerto ai suoi cittadini più piccoli.
Altro tema gli anziani. Non è forse giunto il momento di realizzare qualcosa anche per loro? Conosciamo le associazioni che già operano per gli anziani, vorremo vedere il loro impegno crescere e valorizzarsi e perchéno, avvalersi delle giovani forze che animano questo comune e che operano nel volontariato…..ma tutto questo e molte altre possibilità si possono realizzare se l’amministrazione comunale cambia!
Si possono fare basta impegnare le proprie energie per soddisfare i bisogni reali dei cittadini non accedere a casuali finanziamenti pur di mostrare di avere realizzato … palazzi vuoti!!
Noi vogliamo costruire un comune diverso!!!

Il PD a Crevoladossola: orari apertura sede e interpellanza al Sindaco

Ricordiamo gli orari di apertura della nuova sede del Partito Democratico a Crevoladossola: lunedì e mercoledì dalle ore 17.30 alle ore 19.00 e il sabato dalle 10.00 alle ore 12.00 con i consiglieri comunali. Inoltre il coordinamento cittadino si riunisce il primo martedì del mese alle ore 21.
Segnaliamo anche due interrogazioni al Sindaco presentate dai consiglieri comunali del PD su due temi: servizio mensa di Villa Renzi e Acquedotto comunale di Oira. (Segue)All’attenzione del Sindaco
Oggetto: interpellanza servizio mensa Villa Renzi .
Con la presente siamo a chiedere che il Sindaco relazioni riguardo le prossima entrata in servizio della mensa delle Villa Renzi, che come voi ricorderete doveva entrare in servizio nel gennaio 2008.
La questione fu oggetto di dibatti in sede consigliare e in tale sede si era affermato che l’entrata in servizio dell’opera sarebbe stata posticipata a settembre.
Ora siamo arrivati al mese di ottobre e il servizio non è ancora attivo; tra l’altro ricordiamo che già nel 2007 il comune aveva avvisato i cittadini che a breve si sarebbe attivato il servizio per gli anziani sopra i 66 anni residenti nel comune e li si invitava a richiedere apposita tessera, queste persone andrebbero quanto meno informate sullo sviluppo della situazione.
Da recenti contatti con gli uffici abbiamo preso atto del fatto che la ditta vincitrice della gara si sarebbe ritirata unilateralmente del contratto e che l’amministrazione ha provveduto ad un affidamento ad una ditta diversa per un periodo di due anni. Anche su questo aspetto chiediamo di avere delle informazioni.
Tra l’altro rimarchiamo e suggeriamo (fremo restando le nostre critiche all’impostazione generale) che viste le recenti modifiche al bando che modificano l’età di accesso alla struttura residenziale sarebbe opportuno pensare anche alla modifica del regolamento di accesso alla mensa per allinearlo a quello della struttura residenziale onde evitare confusione fra gli utenti.

All’attenzione del Sindaco
Oggetto: interpellanza acquedotto comunale Oira.
Preso atto del fax indirizzato al Sindaco di Crevoladossola, protocollato con n 68520 il giorno 23 agosto 2008 a firma del responsabile ASL Dr. Malfa in cui si certificava che l’acqua erogata dall’acquedotto comunale risultava non potabile.
Preso inoltre atto che tale comunicazione chiedeva esplicitamente al Sindaco di provvedere ad aumentare l’erogazione del Cloro nell’impianto di potabilizzazione e di emanare un avviso pubblico per avvisare la popolazione della non potabilità dell’acqua.
Per prima cosa rimarchiamo la scarsa informazione fornita alla cittadinanza, pochi erano infatti a conoscenza dell’ordinanza che, visto il rischio per la salute dei cittadini, dovrebbe essere diffusa in modo più capillare ed evidente, anche usando i media locali.
In seconda battuta diventa doveroso notare come la questione della qualità della fornitura dell’acqua nelle frazioni alte sia da anni problematica e crediamo anche si opportuno sottolineare come i tanto pubblicizzati interventi degli anni passati, fra cui il famigerato acquedotto di valle, non hanno risolto il problema della qualità dell’approvvigionamento idrico.
Ribadiamo quindi come una volta di più si evidenzi anche in questo ambito il fallimento della politica portata avanti dalla vostra amministrazione in questi ultimi otto anni.
A tutt’oggi l’ordinanza non ci risulta sia stata ritirata e quindi è oltre un mese che i cittadini sono costretti ad utilizzare acqua che non risponde ai requisiti minimi di legge e questo nonostante i gravosi aumenti tariffari che tanto malcontento hanno giustamente generato.
Riteniamo questa situazione paradossale ed inaccettabile ed essendo vostra abitudine scaricare le responsabilità su idrablu e l’ato, cogliamo l’occasione per informarvi che da parte nostra intendiamo fare quello che sarebbe stato il vostro ruolo ossia chiederemo formalmente all’ATO di intervenire per risolvere la situazione in adempienza alla carta dei servizi che prevede requisiti minimi di qualità che in questo caso non sono stati evidentemente rispettati.
Questo è un atto concreto e possibile che, a quanto ci risulta, voi non avete mai messo in campo e di ciò non possiamo che rammaricarci chiedendo conto della situazione nel prossimo consiglio comunale.

Un direttore generale a Mergozzo: inutile e costoso!

image Riportiamo l’articolato intervento del coordinatore del circolo PD di Mergozzo Lorenzo Maffioli (e consigliere comunale) che contesta a nome del PD la scelta della maggioranza consigliare e del Sindaco Piralla di nominare, a sei mesi dalle elezioni, un direttore generale per il comune di Mergozzo.
"A cosa serve un direttore generale per un comune di 2000 abitanti? Non c’è nemmeno a Verbania o a Domodossola. In più ci costerà oltre 20.000 mila euro all’anno per una presenza di poche ore visto che il direttore generale lavorerà al 75% per il comune di Arona e il restante 25% nel nostro comune. È una scelta sbagliata: mi chiedo a cosa serva l’aumento delle tasse ai cittadini, fatto con l’irpef, se poi si spendono i soldi in questa maniera".
Di seguito il testo integrale dell’intervento in consiglio comunale di Maffioli La figura del direttore generale all’interno dell’Ente locale è istituzionalmente prevista dall’art.108 del Testo Unico degli Enti Locali. Trattasi di una nomina facoltativa prevista esclusivamente per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti. Il direttore generale viene nominato dal Sindaco, previa deliberazione della Giunta, ed è ad esso legato da rapporto fiduciario tanto che la norma chiaramente prevede che la durata del suo incarico non può eccedere quella del mandato del Sindaco stesso. Le competenze principali attribuite a tale figura, per certi versi analoga a quella del city manager, è di provvedere all’attuazione degli indirizzi e degli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’Ente, secondo le direttive impartite dal Sindaco, sovrintendere alla gestione dell’Ente perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza.
La ratio che il legislatore ha voluto perseguire introducendo nell’ordinamento degli Enti locali tale figura manageriale, è chiaramente avvertibile, oltre che dal carattere facoltativo, anche dalla soglia minima di abitanti prevista, 15.000, per poter nominare il direttore generale. Si è pertanto voluto dare la possibilità ai Sindaci degli enti locali di maggiori dimensioni e quindi, proporzionalmente, caratterizzati da maggiore complessità organizzativa e da problematiche più impegnative, di farsi affiancare da figure professionali caratterizzate da elevate competenze manageriali, evidentemente non presenti nella pianta organica dell’Ente, per la gestione della complessa macchina amministrativa per il tempo del mandato. Nel contempo si sono voluti escludere da tale possibilità gli enti medio-piccoli per una serie di ragioni facilmente comprensibili legati alla loro minore complessità dell’apparato amministrativo e delle relative problematicità, oltre, e forse soprattutto, al gravame che tale figura comporta per le casse comunali, come i numeri propostici nell’occasione di cui stiamo dibattendo ben dimostrano (oltre 90.000 euro). Si è pertanto voluto impedire il proliferare, nei piccoli Comuni, che sappiamo essere la maggioranza delle realtà italiane, di incarichi fiduciari che, oltre ad avere forti rilevanze sui bilanci comunali, proprio per il carattere meramente fiduciario, avrebbero potuto generare situazioni poco trasparenti, con lauti incarichi attribuiti più per amicizie e convenienze varie senza alcun beneficio per l’ente pubblico.
Con lungimiranza il legislatore ha previsto una possibilità di deroga alla soglia minima dei 15.000 abitanti, prevedendo la possibilità di nomina del direttore generale nel caso di stipula di convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i 15.000 abitanti. Sembrerebbe il caso proposto all’esame di questa Assemblea, tuttavia un’attenta lettura del dettato normativo dovrebbe farci riflettere in quanto è espressamente stabilito dalla legge che “… In tal caso il direttore generale dovrà provvedere anche alla gestione coordinata o unitaria dei servizi tra i comuni interessati”. La lettura complessiva del comma che qui ci interessa sembrerebbe consentire la nomina di un direttore generale, tramite convenzione tra più comuni, nel caso in cui tra di essi fossero in essere forme associative di gestione di particolari servizi secondo le forme ed i criteri previsti dallo stesso Testo Unico: Convenzione, Consorzio, Unione. In tale accezione si capisce perché il legislatore ha concesso la possibilità di nomina del direttore anche a comuni di piccole dimensioni in quanto questi, affidando in forma associata tra loro la gestione di uno o più servizi, potrebbero, proprio per le loro ridotte dimensioni, essere sprovvisti all’interno delle loro singole piante organiche di figure professionalmente qualificate per tali gestioni sovra comunali e quindi, solo in tale evenienza, potrebbe concretizzarsi l’ipotesi di nomina del direttore generale in convenzione tra di loro al fine di garantire a tale associazionismo il rispetto dei criteri di efficienza, efficacia e, non dimentichiamolo, economicità del servizio.
Ora non risulta che tra il Comune di Arona e quello di Mergozzo siano in essere, ovvero siano ipotizzabili per il futuro, forme di gestione coordinata o unitaria di servizi, il che non sorprende trattandosi di due Enti appartenenti a Province diverse, con problematiche sicuramente diverse, distanti peraltro anche dal punto di vista chilometrico oltre che retti da giunte di orientamento politico apparentemente poco omogeneo. Tutto questo fa sorgere apparenti dubbi di legittimità circa l’assunzione di un atto che appare esclusivamente un sotterfugio per consentire al Comune di Arona, che non raggiunge la popolazione necessaria, di dotarsi del tanto agognato direttore generale. Non si capirebbe altrimenti per quale motivo il Comune di Mergozzo, che ribadiamo con Arona non ha mai avuto a che fare, sia stato individuato da Arona, dopo “un’ampia indagine sul territorio” quale “ente funzionalmente più consono alla stipula della convenzione”, formule di rito in perfetto stile “burocratichese” ma che nulla hanno a che fare con quei principi di trasparenza e di motivazione degli atti che devono caratterizzare la gestione amministrativa e che, al contrario, danno adito non solo a dubbi di legittimità ma anche sospetti in merito alla moralità di un modo di far politica che questo gruppo consiliare non condivide assolutamente.
Un altro aspetto ci appare alquanto discutibile ed è legato alla durata della convenzione. Come precedentemente si è avuto modo di dire, la figura del direttore generale si basa su uno stretto rapporto fiduciario con il Sindaco tanto che la durata dell’incarico non può eccedere quella del mandato del Sindaco. Ora la bozza di convenzione riporta una durata sino all’anno 2010 e più precisamente il 120° giorno successivo all’elezione del Sindaco del Comune capofila. Peccato che per il Comune di Mergozzo si prospettano per la prossima primavera le elezioni amministrative; ora nelle beneaugurata ipotesi di cambio di amministrazione, il nuovo Sindaco si troverebbe ad avere alle proprie dipendenze, ovvero a carico delle casse comunali, un direttore generale non scelto da lui, venendo meno pertanto quel rapporto fiduciario che sta alla base del sistema. Esiste, è vero, la possibilità di recedere dalla convenzione ma i tempi previsti “decorrenza dal 1° gennaio dell’anno successivo con preavviso di almeno mesi sei da comunicarsi a mezzo raccomandata A.R. agli altri comuni”, fanno apparire chiaro che, nella migliore delle ipotesi, per l’intero anno 2009 il Comune di Mergozzo avrà a busta paga questo “indispensabile” direttore generale e che i Mergozzesi tutti dovranno contribuirvi per oltre 20.000,00 euro.
Tanto varrebbe allora, e qui formalmente lo proponiamo a Questa Assemblea, modificare il testo convenzionale da sottoporre a votazione inserendo all’art.3. la seguente dicitura “la convenzione, per ognuno dei Comuni associati, avrà scadenza il 60° giorno successivo all’elezione dei nuovi Sindaci, fatto salva la possibilità di rinnovo prevista dal successivo articolo 4”. In questo modo si salvaguarderebbe il principio del rapporto fiduciario sindaco-direttore generale nonché la possibilità di recedere, in tempi brevi, qualora la nuova amministrazione non volesse più usufruire del servizio di direzione generale senza dovercene invece accollare l’onere, nella migliore delle ipotesi, per tutto il 2009. Ribadiamo comunque la contrarietà di questo gruppo consigliare alla proposta nel suo complesso ma riteniamo perlomeno che questa piccola modifica al testo propostoci possa meglio garantire gli interessi di questo Comune.
Ma allora qual è il senso di un operazione di questo tipo a pochi mesi ormai dalla scadenza naturale della legislatura. Avrebbe potuto avere un senso, condivisibile o meno, ad inizio mandato, ma ora. Pochi mesi fa abbiano assistito ad un aumento dell’addizionale comunale di oltre 60.000 euro, soldi nostri dei mergozzesi tutti, cui la minoranza tutta si è opposta. A giustificazione di ciò qualche consigliere di maggioranza allora aveva definito tale manovra come un necessario sacrificio chiesto ai mergozzesi per consentire la realizzazione del nuovo plesso scolastico, ora improvvisamente scopriamo che oltre 20.000 euro all’anno andranno impegnati per pagare il direttore generale. E non veniteci a parlare di risparmi, di minore spesa nella gestione della segreteria da investire nella direzione generale anche perché se si possono raggiungere risparmi sulla spesa corrente non ne vediamo la necessità di vanificarli immediatamente. E si perché va aggiunto che la figura del direttore generale non può sostituire quella del segretario comunale, prevista per legge. Pertanto ci troveremo con un segretario, che tanto o poco andrà retribuito, ed un direttore sulla cui retribuzione si è detto, tra l’altro bisognerà trovare anche un segretario disponibile ad avere la “balia” del direttore generale con tutte le competenze ad esso attribuite da questa convenzione.
In un contesto storico in cui tra crisi finanziarie, ipotesi di federalismo fiscale, tagli dei trasferimenti dello stato, diminuzione del gettito ICI, ipotesi di blocco del turn-over, le pubbliche amministrazioni faticano a garantire le stabilità dei bilanci, in cui l’indirizzo politico è chiaramente orientato ad un contenimento della spesa corrente, il Comune di Mergozzo, i cui bilanci non ci sembrano poi così floridi, ha la brillante idea di istituire il direttore generale. Non c’è che dire: Geniale! . Ma vi siete mai chiesti come mai, per restare nel solo nostro ambito territoriale, il Comune di Verbania, Città Capoluogo, Domodossola od Omega, i maggiori Comuni del V.C.O., pur disponendo i paramentri di popolazione necessari, non hanno istituito la figura del direttore generale, perché il Comune di Arona non ha avanzato tale proposta di convenzione con realtà territoriali contermini, alcune delle quali anche di particolare rilevanza (Borgomanero, Castelletto, Borgoticino, Meina solo per fare qualche esempio). Perché allora proprio Mergozzo, così diverso e così distante: a proposito al direttore generale non ci toccherà mica pagare anche le spese di trasferimento Arona – Mergozzo, ci raccomandiamo di non fare mancare niente al “povero” direttore generale. Ma è possibile che pensiamo di essere proprio così furbi?
l’ipotesi più plausibile cui l’amministrazione potrebbe aggrapparsi per giustificare tale scelta è legata alla supposta necessità di dover supplire, con una figura di alto profilo professionale ed acquisita esperienza, ad una carenza di professionalità riscontrata e non acquisibile all’interno della pianta organica dell’Ente o con altre forme di collaborazione.
Va rilevato però che nell’organizzazione interna dell’Ente esistono le figure dei responsabili del servizio che, nel caso concreto di Mergozzo, in forza di legge, corrispondono al Sindaco ed agli Assessori, ovvero l’organo politico coincide con quello gestionale. Ora il termine responsabile del servizio indica quella figura incaricata di sovrintendere ed organizzare le aree di competenza garantendo il buon andamento degli uffici e dei servizi e la realizzazione dell’indirizzo politico, ovvero del programma elettorale. Non vorremmo che accortisi dell’incapacità di gestire gli incarichi assunti, finalmente dopo solo 4 anni e mezzo di amministrazione, i responsabili dei servizi, ovvero la Giunta, peraltro recentemente pesantemente rimaneggiata, abbia voluto garantire, almeno per quel poco che manca alla fine del mandato, un minimo di capacità gestionale per cercare di colmare quel vuoto di progettualità, idee, organizzazione che è drammaticamente sotto lo sguardo di tutti, a meno di non volerci fermare alla superficialità delle cose, alle numerose manifestazioni, giochi pirotecnici, eventi promozionali, cene e cenette varie che, tra l’altro, dati di bilancio alla mano, hanno comportato una maggiore spesa, rispetto alle previsioni, di oltre 32.000 euro. Ma forse, e questa è la nostra opinione, amministrare ed amministrare bene è sicuramente qualcosa d’altro è non fermarsi all’apparenza delle cose, alle bandiere o bandierine che fanno bella mostra di sé ma che, se accostate a quanto promesso e non realizzato, mettono veramente tanta tristezza. E allora, visti i pessimi risultati sin qui ottenuti da questi brillanti amministratori, affidiamoci alle mani esperte del direttore generale, forse gli riuscirà il miracolo, nel caso contrario garantiremo, magari ad un amico, un buon posto di lavoro per un anno, contribuendo, in un periodo difficile, alla crescita del tasso di occupazione. Complimenti !
C’è poi un ultimo punto su cui, al di là delle schermaglie politiche, invitiamo tutti i consiglieri comunali a riflettere profondamente e che attiene alla moralità della politica. Sono giunte insistenti voci da Arona, voci confermate anche dagli organi di informazioni (TV locali, stampa), circa l’individuazione della figura del direttore generale, come se le procedure di nomina, previste dall’art.8 della convenzione su cui testé ci esprimeremo (“idonea pubblicizzazione con obbligatoria acquisizione agli atti dei curriculum dei candidati”), fossero date per espletate ed i giochi ormai fatti, il nome lo conosciamo ormai tutti inutile nasconderlo. Non esprimiamo giudizi sulla professionalità della persona, ma forti dubbi non tanto sulla legittimità quanto sull’opportunità dell’intera operazione così come si va prospettando e su cui vorremmo che rifletteste senza vincoli di appartenenza a schieramenti diversi. Non vorremmo essere, noi poveri consiglieri della piccola Mergozzo, delle semplici pedine inserite in un gioco torbido che si disputa esclusivamente sulla piazza di Arona: l’assessore a bilancio e personale del Comune di Arona che diventa, col nostro indispensabile contributo, direttore generale assumendone oneri ed onori, vedi alla voce stipendio, tanto che da esponenti dell’opposizione aronese la vicenda è stata dipinta come “una macchina per dare degli stipendi che incidono sulle tasche dei cittadini”. Si potrebbe obiettare che sono problemi di Arona tuttavia pensiamo che per chi fa politica come noi, e ci rivolgiamo a tutti i consiglieri comunali presenti, senza trarne alcun beneficio ma svolgendo il proprio compito con orgoglio, sacrificio ed onestà, nell’interesse esclusivo della comunità che rappresentiamo, di fronte a vicende poco chiare e dagli aspetti discutibili non possa rimanere indifferente o votare per ordine di scuderia magari “turandosi” per così dire il naso.
Questo gruppo consigliare invita pertanto ognuno dei presenti ad assumersi la responsabilità di votare questo provvedimento individualmente e secondo coscienza, puntualizzando che, al di là del nostro voto chiaramente contrario per le motivazioni sopra espresse, il nostro impegno proseguirà affinché, nella malaugurata ipotesi di adozione della presente convenzione, il direttore generale rappresenti per Mergozzo una parentesi quanto più breve e meno onerosa possibile per noi tutti mergozzesi, definiamolo un precario di breve periodo, riproponendo in primo piano quella buona politica e capacità amministrativa che non ha bisogno di direttori generali super pagati dai cittadini.

Inaugurata la nuova sede del Pd di Crevoladossola

imageSabato 20 settembre a Crevoladossola si è inaugurata la sede del circolo cittadino del Partito Democratico.
"È volontà del partito democratico provinciale – ha affermato Antonella Trapani, coordinatrice del Pd di Crevoladossola – aprire quante più sedi possibili nel territorio. Noi, nel nostro piccolo, ci siamo riusciti. È una grande soddisfazione per circolo non grande in una realtà difficile, ma con l’impegno di tutti riusciremo a creare le condizioni per un buon lavoro".
All’inaugurazione erano presenti anche i consiglieri comunali Giorgio Ferroni e Irene Vesci, oltre che all’assessore provinciale Lilliana Grazioblelli.
Nei prossimi giorni, sarà definito un calendario di apertura del circolo in modo che esso diventi punto di riferimento per tutti i cittadini crevolesi.
È stata anche l’occasione di aprire il tesseramento e raccogliere le firme per la petizione "Salva l’Italia", così come in altre realtà della provincia. Tesseramento e raccoltà firme che continueranno nelle prossime settimane.

Serra cambia posto in Consiglio comunale

Durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Villadossola è avvenuto un fatto che merita una riflessione. Il consigliere Roberto Serra ha costituito il gruppo consiliare Lega Nord e, contestualmente, ha cambiato la sua posizione al tavolo del consiglio. Durante la prima seduta avvenuta il 2 maggio, il consigliere Serra aveva scelto di sedersi in una posizione che gli garantisse la massima distanza “fisica” dal gruppo del Popolo della Libertà capeggiato da Roberto Viroletti prendendo posto alla sinistra dello schieramento, in contraddizione con quella che, politicamente, avrebbe dovuto essere la sua naturale collocazione: alla destra del tavolo e vicino all’altro gruppo di minoranza di centro-destra.
 La sua scelta fu motivata con una spiegazione nella quale non nascose il disprezzo per gli accadimenti che portarono al dimissionamento del Sindaco Sarazzi ed alle seguenti querelle in campagna elettorale: “Non si possono cancellare i fatti gravissimi accaduti solo poche settimane fa’ con un colpo di spugna”. Dopo solo qualche mese, in seguito al suo distacco dai Circoli della Libertà ed all’adesione alla Lega Nord, si è visto costretto, da logiche di opportunità politiche, a rinnegare i suoi convincimenti ed i suoi stessi principi ed a richiedere di poter cambiare la sua postazione durante le sedute di consiglio, fino ad allineare politicamente le sue scelte di voto sui vari punti all’ordine del giorno, anche quando si è trattato di votare contro ad un aumento di contributo a favore degli asili.  Vorremo  esprimere tutta la nostra solidarietà a Roberto Serra al quale siamo umanamente molto vicini per lo sforzo che ha dovuto compiere. Probabilmente fare politica è anche questo. Noi crediamo che, tuttavia, per fare politica servano ancora gli ideali e, soprattutto, una dirittura morale capace di farci dire anche di no ad imposizioni che riteniamo contrari ai nostri convincimenti.