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Gioco d’azzardo e immigrazione: il Pd ha presentato due Ordini del giorni in Provincia

A gioco d’azzardo e cittadinanza dei minori figli di immigrati nati in Italia sono dedicati due ordini del giorno presentati dal gruppo  Pd in Consiglio Provinciale, con il consigliere Diego Brignoli alla presenza del segretario provinciale Antonella Trapani. Puoi vedere qui il video della conferenza stampa.
Il primo impegna il governo Nobili ad emanare un atto di indirizzo a sostegno dell’ordinanza del Comune di Verbania che limita il tempo di gioco (atto però annullato dal TAR Piemonte con successiva richiesta di risarcimento da parte della società interessata), a promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo anche in collaborazione con soggetti che già operano sul territorio come l’Asl e ad avviare un monitoraggio sulla diffusione delle forme di gioco problematico.
<Secondo Lottomatica in Italia la spesa annuale pro-capite è di 1.260 euro; non ha senso arrivare al proibizionismo ma occorre riportare il gioco d’azzardo alla dimensione ludica> ha commentato il primo firmatario Diego Brignoli nel corso di una conferenza stampa.
Il secondo ordine del giorno è volto a sollecitare una soluzione rispetto al ‘limbo’dei giovani figli di immigrati che vivono in Italia in attesa di cittadinanza. Attualmente se i padri la ottengono (dopo 10 anni di residenza legale), si trasmette anche ai figli; altrimenti i minori stranieri nati nel nostro Paese possono richiederla a 18 anni dimostrando di aver vissuto ininterrottamente sul territorio italiano.<Riteniamo opportuni una presa di posizione della Provincia, da trasmettere poi alle autorità competenti, e un gesto simbolico come la concessione della cittadinanza onoraria. Noi siamo per una società multietnica – ha concluso la segretaria Trapani– e questi problemi vanno affrontati>.
Dal sito di TeleVco

Di seguito riportiamo i due ODG

ORDINE DEL GIORNO
Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani nel corso del dibattito sulla fiducia al Governo Monti ha risollevato il tema della cittadinanza ai figli di immigrati  “abbiamo centinaia di migliaia di figli di immigrati che pagano le tasse, vanno a scuola e parlano italiano e che non sono né immigrati né italiani, non sanno chi sono. È una vergogna”
A distanza di pochi giorni il Capo dello Stato è tornato con decisione sull’argomento.“Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione” ha detto Giorgio Napolitano durante un incontro al Quirinale con la Federazione delle chiese evangeliche.
Attualmente la legge italiana (legge 91 del 1992) non prevede lo Jus soli, il diritto di cittadinanza acquisito per il semplice fatto di essere nati in Italia. La condizione giuridica dei bambini di origine straniera nati in Italia è da un lato strettamente legato alla condizione dei genitori: se i padri ottengono la cittadinanza – dopo 10 anni di residenza legale – questa si trasmette anche ai figli sulla base dello Jus sanguinis. Dall’altro, la legge prevede che i minori di origine straniera nati in Italia possano fare richiesta di cittadinanza al compimento del 18° anno di età (ed entro il compimento del 19°) a condizione che siano in grado di dimostrare di aver vissuto ininterrottamente sul territorio italiano.
In questo quadro normativo, la condizione di questi bambini è esposta a una serie di fragilità di natura burocratica e di fatto che rendono spesso difficile l’acquisizione dei requisiti previsti dalla legge. Basta, ad esempio, che un minore sia rientrato per qualche mese nel Paese dei genitori per interrompere il decorso dei termini; anche essere stati iscritti in ritardo all’anagrafe, magari per la temporanea condizione di irregolarità del genitore, fa slittare l’inizio del termine dal quale far decorrere i 18 anni minimi per poter fare domanda.
Il risultato pratico delle scelte legislative italiane in fatto di cittadinanza è che centinaia di migliaia di bambini di origine straniera vivono in una sorta di limbo del diritto, essendo italiani di fatto (per essere nati, cresciuti ed aver fatto le scuole in Italia), ma restando esclusi da tutta una serie di diritti per i quali è prevista espressamente la cittadinanza italiana.
Dopo l’intervento di Napolitano, il senatore del Pd Ignazio Marino, ha depositato un disegno legge firmato da 113 senatori che modifica la legge del 1992 e assegna la cittadinanza ad ogni nato in Italia indipendentemente da quella dei genitori
Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ritiene che il diritto di cittadinanza non possa essere concesso a chiunque: niente cittadinanza automatica a ogni bambino straniero che i genitori abbiano deciso di far nascere in Italia. Sì, invece, a una cittadinanza che “derivi da un insieme di fattori. Se un bambino è nato in Italia, i genitori sono stabilmente in Italia e magari ha già fatto parte degli studi qua ed è inserito, allora credo sia giusto”.
In altre parole lo Jus culturae, come aveva proposto il ministro per l’Integrazione Andrea Riccardi, che aveva sottolineato: “Deve prevalere non lo jus soli o lo jus sanguinis ma lo jus culturae, perché questi giovani sono cresciuti immersi nella cultura italiana”.
Ha suscitato particolare interesse la sortita del presidente della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, che, in attesa della riforma legislativa, ha deciso di concedere la cittadinanza onoraria a oltre 4mila bambini, figli di immigrati che lavorano nel nostro Paese. La mossa del presidente Ricci è solo uno spot, non ha alcun valore giuridico, ma apre la strada a una riforma la cui esigenza è  fortemente sentita da più parti, si pensi ad esempio al Presidente della Camera Gianfranco Fini che sottoscrive la provocazione affinché i giovani non trascorrano “gli anni decisivi della loro formazione umana e civile nella condizione dello straniero”.
Il progetto del Presidente della Provincia di Pesaro Urbino è stato particolarmente apprezzato dal Quirinale. Tanto che la consulente per i problemi della coesione sociale, Giovanna Zincone, ha auspicato che l’esempio della Provincia di Pesaro Urbino “possa essere seguito anche da altre realtà territoriali” e che la cittadinanza onoraria possa essere “la premessa all’effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana a quanti nascono nel nostro Paese da genitori stranieri stabilmente residenti”.
Appare dunque sempre più urgente che il Parlamento legiferi in merito ad una questione che rappresenta un’esigenza di civiltà, che non diventi un tema di divisione e scontro politico, ma invece un elemento unificante. Su questa linea, rispondendo alle sollecitazioni che arrivano in primo luogo dal Quirinale, si ritiene opportuna una presa di posizione anche della nostra Provincia che
si impegna
–    a verificare il numero dei minorenni figli di immigrati stranieri presenti sul territorio della Provincia del Verbano Cusio Ossola
–    a promuovere un gesto simbolico ma sicuramente pieno di significato quale la concessione della cittadinanza onoraria
–    a trasmettere alle autorità competenti la decisione della Provincia del Verbano Cusio Ossola al fine di sollecitare il Parlamento a legiferare in merito
ORDINE DEL GIORNO
È opinione comune e condivisa che il gioco più o meno d’azzardo, il vasto mondo fatto di gratta e vinci, lotterie, lotto, slot machine, scommesse sportive, poker on line…. necessiti di regolamentazioni e azioni di contenimento di un fenomeno che sta assumendo livelli sempre più preoccupanti. Un fatturato di oltre 76 miliardi di euro (e ci riferiamo al solo gioco legale), Lottomatica che nel 2011 aumenta i ricavi del 28,5%, una spesa pro-capite di 1.260 euro, 800 mila persone dipendenti da gioco d’azzardo e quasi 2 milioni di giocatori a rischio; 140 mila punti vendita, 100 mila occupati, 5.800 imprese, una federazione per le imprese del settore costituita all’interno di Confindustria, oltre 9 miliardi di incassi per lo Stato. Cifre che portano il nostro Paese ad occupare il primo posto in Europa (e terzo nel mondo) tra i paesi che giocano di più. Un fenomeno  ancor più stridente con la realtà di un italiano su quattro a rischio povertà e il 16% delle famiglie con serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese (indagine ISTAT).
Non sono mancate azioni, interventi e prese di posizione:
–    Il disegno di legge promosso dal Presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo, già votato in modo compatto e trasversale dall’assemblea di Palazzo Lascaris, per vietare slot machine e video poker nei locali pubblici.
–    L’unanime approvazione nella nostra Assemblea dell’ordine del giorno proposto dal collega Francesco Pesce a sostegno del disegno di legge  regionale
–    L’ordinanza del 2005 del Comune di Verbania con cui si “restringeva” il tempo di gioco imponendo delle fasce orarie. Ordinanza  che il Tar del Piemonte, riprendendo una sentenza della Corte costituzionale che attribuisce allo Stato e non al Comune il compito di regolamentare questa materia, ha annullato aprendo la strada a una richiesta di risarcimento da parte di Euromatic, l’azienda che gestisce le macchine da gioco che ha stimato le perdite subite per l’intervento del Comune in qualcosa come 1 milione e 350 mila euro. Una cifra che si commenta da sola e che da sola evidenzia le dimensioni del business.
L’enorme affare rappresentato dall’industria del gioco giustifica gli enormi investimenti che si possono permettere di sostenere le aziende del settore  dedicati alle pubbliche relazioni e alla pubblicità che alimentano la febbre da gioco: intere pagine sui giornali, spot radio televisivi accattivanti con sportivi e attori famosi nel ruolo di rassicuranti protagonisti, incalzanti banner che appaiono sui nostri computer non appena li accendiamo, messaggi che inevitabilmente terminano con l’ipocrisia dell’invito a giocare il giusto, giocare responsabile, oppure con la sottolineatura delle finalità filantropiche (ricostruzione delle zone terremotate o restauro di beni architettonici).
Lo spaventoso intreccio tra affari, interessi, abili seduzioni, desideri di riscatto, sottocultura, disperazione… rende estremamente difficile qualsiasi approccio e giustifica un certo scetticismo circa l’effettiva possibilità di intervento. Proprio per questo, come già si diceva nel corso della discussione a proposito del ricordato ordine del giorno, occorre un forte e adeguato impegno da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni, intervenendo sui diversi versanti della questione:
–    normativo (autorizzazioni, controlli e sanzioni)
–    educativo e informativo
–    di prevenzione e cura delle patologie di dipendenza da gioco
–    culturale e formativo
Fare ricorso a sistemi proibizionistici sarebbe inopportuno, inutile e probabilmente controproducente, altrettanto sbagliato colpevolizzare gli operatori del settore. Occorre invece intervenire sul fronte delle  assunzioni di responsabilità tanto delle istituzioni quanto dei gestori delle attività.
Va inoltre ricordato, come dice Giuseppe Roma presidente del Censis-servizi, che “I giochi fanno parte integrante delle attività del tempo libero. Pertanto il gioco va  sempre riportato alla sua dimensione  di intrattenimento, di emozione, di sfida, di ingegno e di accortezza. Mentre va depotenziata  ogni motivazione di riscatto sociale e di rischio calcolato per facili guadagni.”
Alcune fondamentali proposte di intervento sono state presentate a Governo e Parlamento  fin dal dicembre del 2010 dalle associazioni ALEA (associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio)  e CONAGGA  (coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo) e sostenute da LIBERA:
1.    definire una legge quadro sul gioco d’azzardo che ridefinisca le procedure autorizzative
2.    limitare messaggi pubblicitari e di marketing garantendo un’informazione reale e corretta
3.    destinare il 5% degli introiti da gioco e il 5% dei premi non riscossi ad attività di ricerca, cura e prevenzione sul tema del gioco
4.    promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi del gioco attraverso campagne di informazione
5.    promuovere iniziative di formazione per gli esercenti
6.    recepire l’indicazione dell’OMS che individua nel gioco d’azzardo compulsivo una forma morbosa che  può rappresentare un’autentica malattia sociale
7.    consentire ai giocatori d’azzardo patologici e ai loro familiari il diritto alla cura
8.    emanare un atto di indirizzo che sostenga le iniziative a livello regionale  per la messa in atto misure di prevenzione, cura e riabilitazione delle patologia da gioco
9.    avviare studi e ricerche da carattere epidemiologico per monitorare la diffusione delle forme di gioco problematiche e patologico
10.    realizzare iniziative sperimentali di prevenzione e di  trattamento e cura per chi risulta già dipendente
Alcune di queste proposte travalicano come ovvio le competenze del Consiglio Provinciale  che
si impegna
–    ad avviare un monitoraggio sulla diffusione delle forme di  gioco problematico e patologico nel nostro territorio
–    a emanare un atto di indirizzo che sostenga la citata ordinanza  del Comune di Verbania, ne promuova la diffusione sull’intero territorio provinciale tramite l’assunzione di analoghi provvedimenti da parte di altre Amministrazioni Comunali e affianchi l’Amministrazione di Verbania nell’azione di opposizione alla sentenza del TAR del Piemonte anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n° 300 del 10 novembre 2011
–    a promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo attraverso la collaborazione con  Enti e Associazioni attivi sul territorio provinciale

Continuano le assemblee aperte dei circoli PD in tutto il VCO

Continua la campagna di riunioni dei circoli PD aperte ad iscritti, votanti delle primarie, elettori e simpatizzanti che saranno organizzate tra febbraio e marzo in tutto il Verbano Cusio Ossola.
All’ordine del giorno la situazione politica nazionale e locale, le prossime iniziative da mettere in campo e il lancio del tesseramento 2012. Parteciperanno ad ogni assemblea il segretario provinciale Antonella Trapani, il capogruppo PD in consiglio regionale Aldo Reschigna e gli amministratori locali.

Ecco l’elenco delle prime riunioni convocate:


– giovedì 22 marzo,
circolo Pieve Vergonte presso sala consigliare del Municipio, ore 20.45
venerdì 23 marzo, circolo Varzo/Trasquera, presso la Torre mediovale a Varzo, ore 20.45
– lunedì 26 marzo, circolo di Vogogna/Premosello Chiovenda presso la sala parrocchiale a Vogogna, p.zza chiesa, ore 20.45
sabato 31 marzo, circolo Valle Vigezzo (luogo e orario da definire)

Già svolte
-lunedì 30 gennaio, circolo di Baveno presso Sala consigliare Baveno, ore 20,45
-mercoledì 8 febbraio, circolo di Casale Corte Cerro, presso  Salone circolo arci Ramate, ore 20.45
-giovedì 9 febbraio, circolo Ghiffa-Oggebbio, presso Circolo Susello a Ghiffa, ore 20.45
-lunedì 13 febbraio, circolo Piedimulera/Valle Anzasca, Centro Com C/o Croce Rossa Piedimulera ore 20.45
-venerdì 17 febbraio, circolo Pd di Villadossola, Sala ex Cinema, ore 20.45
-lunedì 20 febbraio, circolo di Stresa/Belgirate, sede Pd via rosmini Stresa, ore 20.45
-giovedì 23 febbraio, circolo di Gravellona Toce, Salone Casa del Popolo in via Roma, ore 20.45
– mercoledì 29 febbraio, circolo di Omegna presso sala Santa Marta in via Cavallotti ore 20.45
– giovedì 1 marzo, circolo di Verbania, Cossogno e collina, Salone Villa Olimpia ore 20.45
– martedì 6 marzo, circolo Crevoladossola/Valle Formazza,  sala consigliere Crevoladossola ore 20.45
– venerdì 9 marzo, circolo di Domodossola/Trontano, sede Pd  via Dissegna a Domodossola ore 20.45
– giovedì 15 marzo, circolo di Mergozzo/Ornavasso (luogo da definire)

L’Italia sta vivendo uno dei momenti più difficili e complicati dal dopoguerra. Il rischio di un fallimento dell’Italia e dell’euro segnerebbe la fine di un’era, la più importante della storia europea durante la quale il Vecchio Continente ha vissuto in pace e ha conosciuto un progressivo sviluppo economico che ha consentito l’affermazione del modello sociale invidiato dal resto del mondo.
Dopo quattro anni di crisi con il Governo Berlusconi impegnato a negare l’evidenza, dallo scorso novembre, grazie al forte impegno parlamentare del Pd, l’Italia ha un nuovo esecutivo che sta tentando di toglierci dal pantano in cui siamo stati condotti.
“Stiamo con Monti senza se, senza ma e senza tacere le nostre idee”, ha detto Bersani all’assemblea nazionale del PD di pochi giorni fa.
La manovra “Salva Italia” è indiscutibilmente un atto molto importante, difficile da digerire, ma assolutamente necessaria per evitare il fallimento del paese. La situazione è ancora molto grave e l’operato di questo Governo ancora molto impervio, a partire dal positivo pacchetto di liberalizzazioni e semplificazioni approvato pochi giorni fa, e dal pacchetto lavoro in fase di preparazione.
A cascata tutte le amministrazioni pubbliche stanno vivendo un momento difficile che si ripercuote sulla vita di tutti i cittadini sia attraverso nuove imposte, sia attraverso la diminuzione dei servizi.
Tuttavia, ci sono situazioni come quella della Regione Piemonte che stanno diventando imbarazzanti in quanto incapaci di affrontare la burrasca con provvedimenti chiari, repentini ed equi. Ogni giorno si susseguono voci, provvedimenti, delibere che quasi automaticamente sono smentite, ritirati o cambiate il giorno seguente.  Un pressapochismo che rischia di aggravare una crisi già di per sé cruda.
Saranno questi i contenuti in disussione alle riunioni.

Presentata la lista del Pd per le elezioni comunali ad Omegna

Presentata con una conferenza stampa nei giorni scorsi la lista del PD per le prossime elezioni comunali del 6/7 maggio 2012 di Omegna a sostegno della candidatura a sindaco di Maria Adelaide Mellano.
La lista è composta da 16 candidati (7 donne e 9 uomini). Vi sono rappresentate le categorie economiche e sociali della città, l’associazionismo culturale e sportivo, la realtà dei quartieri.  Accanto a consolidate esperienze amministrative si è operato un deciso rinnovamento. L’età media dei candidati è di  47 anni  ( 49 per le donne, 45 per gli  uomini). La lista è composta da:
Alessandro Buzio, 28 anni, studente, segretario provinciale giovani democratici del VCO
Claudia Cappelli, 46 anni, operaia Alessi
Alessandro Colucci, 24 anni, agente di polizia locale, dirigente dei giovani democratici
Concetta Castanò, 53 anni, ostetrica al distretto di Omegna ASL VCO
Gianni Desanti, 62 anni, insegnante in pensione, già assessore comunale e provinciale
Enza D’Incal, 57 anni Operatrice socio Sanitaria del CISS Cusio
Arrigo Iori, 46 anni, operaio, del consiglio di fabbrica Alessi
Barbara Ferraris, 42 anni, commerciante, attivista di Emergency Lago d’Orta
Rosario Oliveri, 67 anni, impresario artigiano edile, consigliere uscente
Claudia Fortis, 62 anni, pensionata, CdA COUB rifiuti VCO, già assessore a Omegna
Francesco Pesce, 48 anni, consulente aziendale, consigliere provinciale Pd, già assessore
Alessandra Gebbia, 29 anni, operatrice Casa Resistenza, responsabile ambiente segreteria  regionale dei giovani democratici piemontesi
Giancarlo Ricca, 61 anni, pensionato, già responsabile ufficio commercio e polizia amministrativa comune di Omegna e sindaco di Cesara  Rosarita Varallo 55 anni, Funzionario Asl VCO, della segreteria provinciale Pd, consigliere uscente
Marco Tagliaferri, 36 anni, Chiropratico, presidente del Comitato di Quartiere di Bagnella
Domenico Vono, 35 anni, commerciante, già capitano dell’Omegna calcio

Zagrebelsky ricorda Scalfaro a un mese dalla scomparsa, serata a Novara

Un ricordo di Oscar Luigi Scalfaro, novarese, presidente emerito della Repubblica Italiana, a un mese dalla sua scomparsa.
E’ quanto promuove il Partito democratico della provincia di Novara, con l’evento “Zagrebelsky ricorda Oscar Luigi Scalfaro”; in programma lunedì 5 marzo, dalle 21, alla Sala Borsa.
“Scalfaro – spiega Elena Ferrara, segretaria provinciale del Pd – ha rivestito il ruolo di Capo dello Stato in un momento estremamente critico della nostra storia repubblicana. “Un moderato di cui fidarsi” titolò un corsivo del quotidiano comunista L’Unità il giorno successivo alla sua elezione. Mai parole si rivelarono tanto esatte. Nei suo settennato Scalfaro tenne ben saldo il timone a difesa della Carta costituzionale e a presidio delle istituzioni repubblicane. Lunedì lo ricorda, a un mese dalla scomparsa, Gustavo Zagrebelsky, professore emerito di Diritto Costituzionale all’Università di Torino, già Presidente emerito della Corte Costituzionale. In uno degli innumerevoli discorsi che Scalfaro negli ultimi anni tenne al cospetto di giovani affermò “Quante volte, nella realtà, si vede la giustizia perdere le cause e l’ingiustizia, il sopruso, la manovra sporca, l’astuzia, i soldi vincere. Però sono tutte tappe. I valori, i principi arrivano sempre a destinazione”.

On line il bilancio PD del 2011. Continua l’operazione trasparenza

Pubblicato oggi sul sito del Partito Democratico del VCO il bilancio consuntivo del 2011 della struttura provinciale del PD.
Dopo aver già pubblicato il bilancio preventivo 2012 (visionabile anch’esso sul sito)  continuiamo con una scelta di trasparenza e correttezza – afferma il tesoriere provinciale del PD Giuseppe Natoli non solo verso gli iscritti al PD che già in passato potevano consultare il bilancio, ma anche verso tutti gli elettori e i cittadini. Non è un obbligo di legge (infatti solo il bilancio nazionale dei partiti ha l’obbligo della pubblicazione), ma una nostra libera scelta.
Cliccando qui potete trovare il  bilancio consuntivo 2011 votato dall’assemblea provinciale del Pd di martedì 28 febbraio, bilancio che chiude con un leggero avanzo.
Riteniamo infatti che la trasparenza
– continua Natoli – è un elemento fondante del modo di essere e di fare politica del Partito Democratico. Abbiamo voluto realizzare una sezione web appositamente dedicata ai conti del Pd sul sito provinciale, con l’obiettivo di renderli il più possibile leggibili e comprensibili, anche per offrire una chiave di lettura in più nel contrastato dibattito sui costi della politica.
Nei confronti dei cittadini, dei nostri iscritti ed elettori, riteniamo doveroso un utilizzo delle risorse ispirato a criteri di efficienza, efficacia ed economicità e di massima rendicontabilità. La trasparenza non è uno slogan, ma un impegno che ci assumiamo.

Giuseppe Natoli
tesoriere PD VCO

Referendum caccia. La giunta non accorpa con le amministrative. Un capolavoro politico e amministrativo di Cota che ci costa 25 milioni di euro.

La decisione sulla data del referendum sulla caccia segna un punto di certezza in una vicenda in cui l’assessore Sacchetto e il presidente Cota hanno brillato per pochezza politica e propaganda.
Prima non sono stati in grado di risolvere la vicenda politicamente, trovando una soluzione legislativa che andasse nel senso delle richieste dei referendari, e hanno reso così necessaria la consultazione.
Poi hanno attaccato il referendum sostenendo che costava troppo per le casse in crisi, salvo rifiutare la proposta di accorparlo alle elezioni amministrative nel timore di facilitare l’afflusso ai seggi, e hanno fissato una data successiva, facendo così spendere alla Regione 25 milioni di euro che potevano essere risparmiati. Un capolavoro politico e amministrativo.
PD VCO
Ufficio stampa