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Intelligenza Artificiale. Opportunità e rischi. Incontro pubblico a Verbania lunedì 30 marzo.

Incontro pubblico

Intelligenza Artificiale.
Opportunità e rischi nel contesto delle sfide globali: tra gli scenari di guerra e il futuro del mondo del lavoro.
Lunedì 30 marzo 2026, ore 21:00
Sala biblioteca Villa Olimpia
Verbania
Confronto con
Antonello Maiolino
docente, autore, esperto di didattica assistita dalle nuove tecnologie
Gigi Bacchetta curatore del podcast “Eccoci!”
Nel contesto storico attuale, caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, economiche e geopolitiche, il tema dell’Intelligenza Artificiale assume un ruolo sempre più centrale nel dibattito pubblico.
Le innovazioni legate all’IA stanno già modificando il mondo del lavoro, i sistemi produttivi, l’informazione, la sicurezza e persino gli equilibri internazionali, ponendo nuove opportunità ma anche interrogativi etici, sociali e politici.
In un’epoca segnata da conflitti internazionali, competizione tecnologica tra grandi potenze e cambiamenti radicali nei modelli occupazionali, diventa fondamentale comprendere come queste tecnologie influenzeranno la nostra società, la democrazia, i diritti e il futuro delle nuove generazioni.
PARTITO DEMOCRATICO
CIRCOLO VERBANIA

Referendum costituzionale: la vittoria del NO. Le riflessioni di Riccardo Brezza

Referendum costituzionale: la vittoria del NO.
Care democratiche e cari democratici,quella di ieri è stata una vittoria meravigliosa che ci ha visto protagonisti insieme a tutti i comitato per il NO al referendum e insieme ad un centrosinistra unito e competitivo nel paese.

Abbiamo combattuto una battaglia a difesa della Costituzione Repubblicana e a sostegno dell’indipendenza e della autonomia della Magistratura. una battaglia giusta nel merito e nel metodo. Una battaglia che abbiamo vinto grazie ad un ampio e largo sostegno popolare. Una vittoria che dimostra quanto l’alternativa sia possibile e che questa destra non è per forza il destino del nostro paese. A tutti e tutte noi ora il compito di rilanciare quest’onda nei prossimi mesi in vista della politiche del 2027.

A qualche ora dal voto referendario, credo sia utile condividere una riflessione a freddo sui dati.

Dopo i festeggiamenti per una bella vittoria, è sempre importante fermarsi un momento e ragionare sui numeri, perché sono i numeri – più delle percezioni – a dirci davvero che cosa è accaduto nel Paese.

Le prime elaborazioni di YouTrend sui dati del Ministero dell’Interno ci consegnano due elementi piuttosto chiari.

Il primo: il No vince in 72 province su 110, mentre il Sì prevale in 38. Non siamo quindi davanti a un risultato determinato da pochi territori isolati, ma a una dinamica geografica piuttosto strutturata a favore del No.

Il secondo elemento riguarda la distribuzione territoriale del voto. Le mappe mostrano con chiarezza che il No è particolarmente forte nelle grandi città – basti pensare a Roma (+271 mila voti), Napoli (+178 mila) o Palermo (+91 mila) – mentre il Sì registra risultati più consistenti in diverse province del Nord e della pianura padana.

Questa lettura racconta una frattura territoriale che non nasce oggi e che, anzi, attraversa da tempo il nostro Paese: da una parte le grandi aree urbane e metropolitane, dall’altra una parte significativa dei territori del Nord. Una frattura che nel Mezzogiorno si avverte molto meno, mentre nelle regioni settentrionali appare ancora piuttosto evidente.

Dentro questo quadro va letto anche il risultato del Verbano-Cusio-Ossola.

Nel nostro territorio il Sì prevale nella maggioranza dei comuni, con l’eccezione di Verbania, Omegna e pochi altri centri. Ma se allarghiamo lo sguardo alla mappa complessiva delle province del Nord emerge un dato interessante: il VCO non è affatto tra le province dove il Sì è più forte. In molte aree del Nord – soprattutto in Lombardia e in diverse province alpine – il margine a favore del Sì è infatti significativamente più ampio.

Questo non è un alibi. È semplicemente un modo per contestualizzare i numeri dentro il quadro nazionale.

La cosiddetta questione Nord non nasce oggi. È un tema politico reale, che attraversa il dibattito pubblico da anni e su cui il Partito Democratico nazionale sta lavorando con alcune direttrici molto precise: le politiche per le aree interne, il rilancio delle politiche industriali, il tema del lavoro produttivo nei territori manifatturieri, il rapporto tra sviluppo e territori periferici.

Detto questo, è inutile negarlo: in molti territori del Nord – e anche qui da noi – facciamo più fatica. Ed è proprio per questo che i dati vanno letti con lucidità: senza autoassolversi, ma anche senza semplificazioni.

Se guardiamo con attenzione la geografia del voto emerge una dinamica piuttosto chiara: le grandi città si muovono in una direzione, mentre una parte importante delle province del Nord in un’altra. È una frattura territoriale e sociale che dobbiamo imparare a leggere fino in fondo, se vogliamo davvero costruire una proposta politica capace di parlare a tutto il Paese.

Per questo credo che il dato del VCO non vada isolato, ma letto dentro questa dinamica più ampia. Solo così possiamo partire dai numeri e non dalle percezioni.

Dentro questo quadro credo sia giusto riconoscere anche un altro elemento politico. Questa campagna referendaria è stata anche una grande prova di mobilitazione del nostro partito.

La nostra segretaria Elly Schlein ha attraversato il Paese in lungo e in largo, tenendo insieme territori molto diversi tra loro e riportando il Partito Democratico al centro di una battaglia politica nazionale. Se oggi siamo qui a discutere di questo risultato e di questo equilibrio territoriale è anche grazie a quella scelta di campo e a quella presenza costante nel Paese reale.

Credo sia giusto dirlo con chiarezza: questo risultato è anche frutto di quella guida politica.

Ora, proprio partendo da questi dati, tocca a noi continuare questo lavoro nei territori. Perché la sfida – soprattutto al Nord – è appena iniziata.

Grazie a tutte e a tutti per il lavoro fatto in queste settimane. Adesso è il tempo di costruire l’alternativa.

Un caro saluto, continuiamo a camminare insieme!

Riccardo Brezza
Segretario provinciale PD VCO

P.s.
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L’onorevole Delmastro a Verbania per una iniziativa referendaria. Problema politico.

L’onorevole Delmastro a Verbania per una iniziativa referendaria: problema politico la compatibilità tra incarichi istituzionali e relazioni economiche con contesti segnati da condanne per mafia. Inopportuna la scelta dell’avvocato Beniamino Ricca, capogruppo di maggioranza, di partecipare.

In questi giorni di campagna referendaria, la politica piemontese è stata scossa da un ennesimo e gravissimo scandalo che coinvolge esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia, a partire dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
La vicenda riguarda la costituzione della società “Le 5 Forchette Srl”, tra i cui soci fondatori figurano lo stesso Delmastro e la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, insieme ad altri esponenti del partito e, in particolare, a Miriam Caroccia. Quest’ultima appartiene a una famiglia il cui nome è da anni associato a inchieste sulla criminalità organizzata romana legata al clan Senese.
A rendere il quadro ancora più inquietante è la successiva pubblicazione di fotografie che ritraggono l’onorevole Delmastro insieme a Mauro Caroccia, padre di Miriam, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con aggravante mafiosa.
Confidiamo, come sempre, che la giustizia faccia il suo corso e accerti eventuali responsabilità penali; tuttavia, al di là del piano giudiziario, resta l’evidente problema politico della compatibilità tra incarichi istituzionali e relazioni economiche, dirette o indirette, con contesti segnati da condanne per mafia.
Per questo riteniamo anche inopportuna la scelta dell’avvocato Beniamino Ricca, capogruppo in consiglio comunale di Verbania Futura, di partecipare in veste di relatore ad una serata pre-elettorale che vedrà proprio la partecipazione dell’onorevole Delmastro.
Alla luce della vicenda che lo coinvolge, sarebbe opportuno che i sostenitori del SI trovassero altri testimonial per dare forza alle loro tesi, a maggior ragione se consideriamo che l’evento è previsto a meno di 24 ore dalla Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest’anno si terrà in Piemonte, a Torino.
Ci auguriamo che gli organizzatori abbiano un sussulto di responsabilità e scelgano di evitare, a loro stessi e alla città, l’imbarazzo di dover offrire spiegazioni per la presenza del Sottosegretario Delmastro, almeno fino a quando non saranno chiarite tutte le responsabilità.
Verbania, che nel 2017 ha ospitato l’edizione regionale della Giornata della Memoria e dell’Impegno, non merita questo affronto.

Giacomo Molinari. segretario PD Verbania
Riccardo Brezza, capogruppo consigliare PD Verbania
Simone Martoccia, capogruppo Verbania si prende cura
Partito Democratico
Coordinamento provinciale Verbano Cusio Ossola
via Roma 24, 28921 Verbania
Tel. 0323 289423
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VCO Pride sabato 6 settembre ad Omegna: partecipiamo!

🟢 VCO Pride: partecipiamo!
L’evento PRIDE VCO, che si concluderà con la manifestazione di sabato 6 settembre 2025 ad Omegna, è un‘occasione preziosa al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, anche del VCO, verso un atteggiamento di inclusione e integrazione, indipendentemente da quello che è l’orientamento sessuale o l’identità di genere di ciascuno.
Il Partito Democratico sostiene con convinzione questa manifestazione, perché promuove valori che da sempre appartengono al nostro pensiero e che pongono l’attenzione al rispetto e alla giusta considerazione di ciascuna persona, senza discriminazioni di alcun genere.
Crediamo doveroso da parte della componente politica che rappresentiamo un atteggiamento improntato alla chiarezza verso tutti i cittadini, a sostegno delle persone che in maniera preconcetta possono essere discriminate per motivi, oggi, inaccettabili.
Siamo infatti fortemente convinti che nessuno debba provare disagio o vergogna per la propria identità, semmai gioia ed orgoglio per aver avuto il coraggio di essere se stessi. Tali solidi principi, a nostro avviso, rientrano nella tutela dei diritti umani, vanno salvaguardati e non distorti e strumentalizzati da logiche politiche faziose o estremiste. Invitiamo quindi tutti a partecipare e a sostenere la libertà ed il rispetto di ogni individuo.
Michela De Nicola
Vice Segretaria
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25 Aprile: errore celebrare in tono minore la Liberazione!

25 APRILE: “ERRORE CELEBRARE IN TONO MINORE LA LIBERAZIONE”
Il Partito Democratico del VCO insieme al Coordinamento AVS del VCO, al Movimento 5 Stelle del VCO, ad Italia Viva VCO e a Volt Verbania esprimono sconcerto e profonda preoccupazione per la decisione del Governo di celebrare il 25 aprile in tono “sobrio”.
La Festa della Liberazione non è una ricorrenza come le altre: è la pietra angolare della nostra democrazia, il giorno in cui l’Italia ha ritrovato la dignità e la libertà dopo l’occupazione nazifascista. Celebrarla “sobriamente” significa svilire il senso profondo di una memoria collettiva che ha permesso al nostro Paese di rinascere dalle macerie della guerra e della dittatura.
Comprendiamo e condividiamo la scelta di proclamare il lutto nazionale per la scomparsa di Papa Francesco, figura di riferimento morale e spirituale per l’Italia e per il mondo intero. Tuttavia, riteniamo che il ricordo del Pontefice non sia in contraddizione con la necessità di onorare con forza e partecipazione il 25 aprile. Anzi, proprio il suo messaggio di pace, giustizia e solidarietà rende ancora più attuale il significato della Liberazione.
Non possiamo quindi condividere nemmeno la decisione di alcune amministrazioni locali, anche nel Verbano Cusio Ossola, di ridimensionare le celebrazioni o di limitarsi a momenti simbolici. Si tratta di scelte che rischiano di indebolire la memoria pubblica e di cedere terreno a una visione revisionista e ambigua della nostra storia.
Le istituzioni hanno il dovere di custodire e trasmettere i valori della Resistenza: libertà, giustizia, uguaglianza, partecipazione. Valori che oggi più che mai devono essere ricordati, difesi e vissuti.
Il Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, il Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Volt saranno nelle piazze, tra le persone, con le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, con le Associazioni Partigiane, con le istituzioni locali che non rinunciano al proprio ruolo. Perché la libertà si celebra a voce alta, non in silenzio.
Partito Democratico – Federazione del VCO
Alleanza Verdi e Sinistra – Coordinamento del VCO
Italia Viva VCO
Movimento 5 Stelle VCO
VOLT Verbania
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Sabato 15 febbraio incontro a Verbania sul DDL sicurezza

Il disegno di legge del Governo in materia di sicurezza pubblica: meno libertà e meno sicurezza per i cittadini. E’ questo il titolo dell’incontro pubblico che si svolgerà sabato 15 febbraio 2025, alle ore 10:00 presso il Centro d’Incontro S.Anna a Verbania organizzato dal Partito Democratico.

Parteciperanno Anna Rossomando Vice Presidente del Senato e Davide Mattiello Responsabile Dipartimento Legalità PD Piemonte. Presiede Giacomo Molinari segretario PD Verbania.

Per il Partito Democratico, quello che produrrà questa futura legge smentisce il suo titolo: nessuna sicurezza, non un solo investimento in prevenzione, zero euro agli enti locali, nessuna risorsa per l’aumento dell’organico e un rinnovo adeguato del contratto delle forze dell’ordine, ma meno libertà, una grave repressione del dissenso e un particolare accanimento verso alcuni gruppi sociali.
Che il governo Meloni sia insofferente alle contestazioni, alle critiche e al dissenso è un dato di fatto. Che stia cercando di forzare gli assetti istituzionali e restringere libertà e diritti di cittadine e cittadini è ugualmente chiaro.
Non sono solo le precettazioni, inflitte o minacciate, del ministro Salvini sui lavoratori che esercitano un proprio diritto: il progetto di riscrittura della nostra democrazia è molto più ampio e pericoloso.
Il ddl sicurezza, attualmente in discussione al Senato, ne è l’espressione perfetta. Il Partito Democratico si oppone fermamente a questa deriva. Introduzione di nuovi reati, inasprimento delle pene, repressione del dissenso: i 38 articoli di questo provvedimento hanno sollevato non solo una moltitudine di critiche, ma un vero allarme democratico.
Partito Democratico Piemonte, Circolo di Verbania e Coordinamento Provinciale VCO
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