Archivi categoria: Enti Locali e montagna

Verso il rinnovo del consiglio provinciale: ecco i nomi della lista Progetto VCO

Si è chiuso il percorso del centro sinistra per la formazione della lista e della proposta per il nostro territorio alle prossime elezioni provinciali dell’8 gennaio 2017.
Sarà un rinnovo del solo consiglio provinciale, in quanto il presidente Stefano Costa ricoprirà il suo ruolo anche per i prossimi due anni, come previsto dalla legge Del Rio.

La lista PROGETTO VCO è quindi strutturata su tutto il Vco raccogliendo le disponibilità di grandi e piccoli comuni, esperienze e nuove leve tra gli amministratori del territorio. Siamo soddisfatti dell’equilibrio raggiunto in termini di rappresentanza di genere, 50/50, di esperienza consolidata e ancora da raggiungere, tra centri principali e i piccoli comuni.

Invitiamo quindi i consiglieri comunali del VCO a sostenere questa lista al voto che si terrà il prossimo 8 gennaio 2017 presso la sede della Provincia a Tecnoparco

Agosti Giovanna (Bersi),  consigliere comunale Ghiffa

Bergamaschi Valerio, consigliere comunale Cannobio

Brezza Riccardo, consigliere comunale Verbania

Dattrino Maria (detta Marika), consigliere comunale Baceno

Filippi Flavia, consigliere comunale di Belgirate

Morandi Giovanni (detto Gianni), sindaco Gravellona Toce

Pizzicoli Fabio, assessore Crevoladossola

Pizzi Claudio, vicesindaco Casale Corte Cerro

Tipaldi Silvia, sindaco Calasca Castiglione

Varallo Rosa Rita, consigliere comunale Omegna

Montagne per il Sì: lanciata la mobilitazione. Adesione da Parlamentari e Sindaci

borghi boschi referendumSono già duecento gli Amministratori locali che hanno aderito al manifesto “Montagne per il SI, SI per le Montagne”, presentato oggi alla Camera dei Deputati dai primi cinquanta Parlamentari che hanno sottoscritto il documento.
Presente il Ministro per le Autonomie Enrico Costa, il Sottosegretario Gianclaudio Bressa, assieme ai promotori, gli on. Roger De Menech, Enrico Borghi e il Sen. Mauro Del Barba.
L’iniziativa ha ricevuto il plauso del Ministro Maria Elena Boschi che nel pomeriggio ha incontrato i promotori.Il documento declina le importanti modifiche della Carta costituzionale, in favore delle zone montane e delle Autonomie locali. Viene così rafforzato l’articolo 44, secondo comma, che prevede misure specifiche per le Terre Alte, per avere, nella riforma, quattro importanti passaggi: il riconoscimento della specificità montana nell’organizzazione istituzionale, la competenza statale sulle Unioni di Comuni e la loro organizzazione, l’eliminazione di materie concorrenti tra Stato e Regioni, la necessaria rappresentanza delle aree omogenee.
“Dobbiamo destinare misure apposite alle aree montane – ha detto il Ministro Costa – in modo tale che questi territori siano tenuti in considerazione ed evitare che vi siano cittadini di serie A e di serie B. È fondamentale avere presidi minimi garantiti nelle aree montane, che sfuggano all’accentramento dei servizi, alla logica del ‘quanti utenti’ per mantenere un servizio. Oggi tutto è commisurato al numero di abitanti; l’estensione territoriale è sempre messa in disparte. Serve diversificazione, tenendo conto delle aree territoriali, e la riforma costituzionale ci offre gli strumenti per avere una legislazione più efficace”.
“Diciamo un si per la montagna – ha ribadito il sen. Del Barba – La Costituzione assegna alla montagna un posto particolare. Già l’articolo 44 comma 2 invita il legislatore a porre attenzione particolare alle terre alte. Con la riforma, il principio viene potenziato. Si fa riferimento all’area vasta. Molti aspetti della riforma valorizzano le autonomie locali e danno grande attenzione ai territori. Da oggi si attiva una forte rete di amministratori e di politici che operano sulle aree montane. Così, non si può più dire che la montagna scivola ai margini dell’attenzione politica”.
“Abbiamo bisogno di fare squadra, nei territori di montagna – ha aggiunto l’on. De Menech – Gli Amministratori si uniscono per vincere le resistenze al cambiamento. Se incrociamo l’articolo 44 con le novità della riforma, come quelle dell’articolo 40 comma 4, con l’articolo 119 su costi e fabbisogni standard, è certo che il legislatore dovrà inserire il “differenziale montagna” per riconoscere differenze di territorio. Se vogliamo che la montagna riprenda vigore, si devono creare meccanismi per differenziare capacità di produrre servizi e benessere per i cittadini. Diciamo sì alla riforma anche perché tiene conto delle aree montane, della necessità di sviluppo di Alpi e Appennini. Aree del Paese che insieme diventano strumento di straordinaria forza politica. Il documento è la base di partenza, per ragionare su come la riforma deve essere portata sui territori”.

“Il documento sarà inviato a tutti gli amministratori – ha dichiarato l’on. Borghi – per incrementare l’adesione e per attuare momenti di dibattito e discussione, per far sì che campagna elettorale avviata, anche su questi aspetti, possa essere ancorata a temi di merito, a proposte, ai contenuti inseriti nella riforma costituzionale. Venerdì a Belluno avremo una prima iniziativa pubblica. Poi a Lanzo Torinese, lunedì 17. Questo documento è uno strumento di lavoro per poter parlare al 40% di indecisi che cercano di capire di più, rispetto al frastuono delle tifoserie. È un documento per venire incontro ai cittadini che vogliono capire. Che venga codificato il principio giuridico in Costituzione per il quale si deve tenere conto dei territori montani, significa costruire livello istituzionale e nella pubblica amministrazione un’attenzione nuova ai territori. territori. In questo sta il nostro SI convinto alla riforma che i cittadini sono chiamati a votare il 4 dicembre”.

Uscita dal CISS Ossola? Basta provocazioni dal sindaco Pizzi

Lucio Pizzi, sindaco di Domodossola
Lucio Pizzi, sindaco di Domodossola

L’utima sparata del sindaco sceriffo Pizzi è quella che Domodossola uscirà dal CISS. Per chi pensasse che il CISS è quello del viaggiare informati spieghiamo che è in realtà il consorzio di tutti i comuni Ossolani  e  si occupa dei più deboli, dei bisognosi, dei minori con handicap, degli anziani assistiti al domicilio e dei disabili.
L’affidamento di queste funzioni non è una scelta comunale bensì un obbligo di legge che  stabilisce anche quale debba essere il bacino  di popolazione a cui tale funzioni debbano essere fornite. In Piemonte il bacino non può essere inferiore a 40.000  abitanti.
Domodossola non potrà gestire queste funzioni da sola: dovrà obbligatoriamente associarsi con altri.
L’ amministrazione Cattrini stava lavorando alla fusione dei tre CISS: Ossola Verbano e Cusio, per un miglioramento delle prestazioni ed una diminuzione dei costi: l’uscita dal CISS costerebbe al comune minimo un milione di euro, l’importo di un’altra causa praticamente.
Sembra impossibile pensare che  il sindaco di Domodossola non conosca la legge  e non sappia che da solo non potrà andare  da nessuna parte.
Noi crediamo che le difficoltà amministrative che il sindaco non sa affrontare  gli facciano credere di essere  ancora in  campagna elettorale e quindi possa continuare a sparare  a caso dando la sensazione ai cittadini che comunque sta facendo qualcosa.
In effetti non sta facendo niente perchè sembra non sappia  fare niente.
I temi sui quali il sindaco ha vinto la campagna elettorale: ospedale e profughi, sono temi sui quali il suo intervento è molto limitato,  le scelte  non  dipendono da lui.
Le sue sparate possono  far sembrare ai cittadini che stia facendo qualche cosa, invece non sta facendo assolutamente nulla solo propaganda e fumo!
Altra azione su cui il sindaco si sta concentrando è la mostra fotografica dei cittadini che affittano le loro case a chi vogliono senza chiedere prima la sua autorizzazione!!
Diciamo al sindaco che la ricreazione è finita: se veramente pensa di essere il sindaco di tutti  e non solo del 30% dei cittadini che lo hanno votato, inizi a lavorare per unire e non per dividere, considerando parte dellla sua Comunità anche gli ultimi, i poveri ed i bisognosi.
Il Partito Democratico si concentra sulle categorie più deboli che stanno soffrendo per la crisi: così ha presentato una interpellanza per spingere il sindaco a lavorare per il SIA (Sostegno per l’Inclusione attiva) una opportunità di ricevere un contributo mensile  che il Governo fornisce ai cittadini in difficoltà.

Partito Democratico Domodossola
Il segretario
Il Gruppo Consigliare

SICUREZZA VIABILITA’ CUSIO E VALSTRONA:L’ON. BORGHI PROMUOVE VERTICE IN PREFETTURA

frana valle stronaLe questioni relative alla sicurezza della viabilità nel Cusio e in Valle Strona saranno al centro di un vertice che verrà convocato dal Prefetto del Verbano Cusio Ossola, Iginio Olita, su sollecitazione dell’on. Enrico Borghi, capogruppo del Partito Democratico in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati.
A seguito delle rimostranze dei giorni scorsi da parte dei Sindaci della Valle Strona sullo stato di conservazione della strada provinciale che collega la valle con Omegna, e della situazione relativa alla sicurezza della viabilità nella galleria di Omegna, dopo un confronto con il sindaco di Omegna Adelaide Mellano e il presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola, Stefano Costa, il parlamentare ha deciso di investire direttamente il rappresentante del governo sul territorio chiedendo l’immediata convocazione di un vertice al quale partecipino tutte le amministrazioni coinvolte: comuni, provincia, Regione Piemonte, Anas e Stato.
Nelle prossime ore il Prefetto diramerà una convocazione a tutte le parti, per un vertice che si terrà con ogni probabilità nel pomeriggio di lunedi prossimo.
“Nel recente decreto che abbiamo approvato alla Camera -osserva il parlamentare ossolano- vi è stato uno stanziamento aggiuntivo di 100 milioni a favore della viabilità provinciale, e di 48 milioni per il finanziamento delle funzioni fondamentali delle Province.
Ho fatto approvare dall’aula due ordini del giorno con i quali si riconoscono da un lato la peculiarità montana della provincia del VCO e dall’altro i sovracosti strutturali della viabilità provinciale montana.
Ora dobbiamo operare affinchè su queste basi il governo redistribuisca tali risorse non sulla base del semplice chilometraggio, ma riconoscendo chi ha veramente bisogno ed inserendo nei costi standard la specificità della viabilità nei territori montani.
E’ il caso della provincia del VCO, e dentro di essa della Valle Strona che è obiettivamente -insieme alla Valle Cannobina- la zona che presenta le maggiori criticità sul versante della viabilità e che giustamente attende risposte che devono arrivare.
Ringrazio il Prefetto per aver prontamente dato riscontro a tale sollecitazione, per una riunione che deve vedere il necessario coordinamento delle pubbliche amministrazioni per dare risposte dovute alla cittadinanza”.
Roma, 26 luglio 2016

L’ON.BORGHI INCARICATO SPECIALE DEL GOVERNO PER AREE INTERNE

On. Enrico Borghi
On. Enrico Borghi

Il Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, prof. Claudio De Vincenti, ha provveduto con proprio decreto a nominare l’onorevole Enrico Borghi proprio Consigliere speciale con funzioni di coordinamento in fase attuativa della Strategia Nazionale delle Aree Interne.
In tale veste, l’on. Borghi avra’ il compito di assicurare le funzioni di coordinamento operativo della Strategia Aree Interne per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il ruolo del “Comitato nazionale Aree Interne” nella guida strategica e tecnica del processo di attuazione della SNAI, in diretta collaborazione con il Sottosegretario prof.Claudio De Vincenti e in raccordo con il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’incarico verrà svolto a titolo gratuito, e rispetta le prerogative dei contingenti di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 aprile 2015.Roma, 8 luglio 2016

La montagna torna nel documento di Economia e Finanza del Governo

On. Enrico Borghi
On. Enrico Borghi

Il Governo intende infine sviluppare una serie di interventi su temi settoriali di diretto interesse dei cittadini delle zone montane, da cui discenda un percepibile aumento della loro qualità della vita. La scelta delle priorità di investimento e la individuazione delle fonti finanziarie che verranno destinate a ciascuna di esse verrà definita attraverso la costruzione di una Strategia nazionale per le aree montane nella più vasta Strategia Nazionale per le Aree Interne.”
Con queste righe, dopo anni di silenzio totale, il tema della montagna e delle sue comunità di cittadini, imprese e associazioni, torna all’interno di un Documento di Economia e Finanza (DEF) dello Stato, strumento come noto propedeutico alla predisposizione della legge di stabilità in autunno.
La previsione del governo, quindi, è quella di costruire una specifica “Strategia nazionale per le aree montane”, all’interno della più generale Strategia Nazionale per le Aree Interne alla quale il DEF 2016 (presentato dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dal Ministro dell’Economia e Finanze. Pier Carlo Padoan) dedica uno spazio specifico ricordando che essa oggi riguarda “65 aree progetto in tutto il Paese , comprendenti 981 Comuni, con una superficie complessiva pari al 16 per cento del territorio nazionale e una popolazione residente al censimento 2011 di circa 1,9 milioni di abitanti.
Le aree selezionate sono quelle in cui si è registrata una maggiore perdita di popolazione (4,6 per cento tra il 2000 e il 2011) e che presentano più seri problemi strutturali di accessibilità, in linea con quanto previsto dall’Accordo di Partenariato.
Nell’ambito delle 65 aree progetto sono state individuate da parte delle amministrazioni regionali le aree pilota su cui è in corso il lavoro di definizione della Strategia, propedeutica alla stipula, da parte di tutte le parti interessate, dell’Accordo di partenariato quale strumento attuativo”.
Il Def inoltre si sofferma sull’esigenza di dare concreta attuazione nel corso dell’anno al Decreto legislativo in materia di remunerazione dei serviziecosistemici e ambientali previsto dal “collegato ambientale”, un’altra misura importante per le zone montane, e all’esigenza di attuare ” misurefinalizzate alla decarbonizzazione dell’economia, all’efficienza nell’utilizzo delle risorse, alla protezione e al ripristino degli ecosistemi naturali e alla finanza per lo sviluppo. A ciò si affianca un disegno di legge contenente la riforma della governance dei Parchi e delle aree protette”.
Si apre quindi concretamente la possibilità di un ritorno di attenzione da parte dello Stato ai temi dello sviluppo delle aree montane.
Il provvedimento passa ora al Parlamento per sua approvazione. Alla Camera il suo iter inizia martedi 19. Relatore per la commissione ambiente è stato nominato l’on. Enrico Borghi.