DDL DELLA GIUNTA REGIONALE SULLA MONTAGNA: ACCOLTE MOLTE NOSTRE CONSIDERAZIONI, NEGATE DURANTE IL DIBATTITO SULLA LEGGE.

E’ una magra consolazione, ma pur sempre una consolazione, riscontrare che nel corso della legislatura le grandi rigidità con cui il centrodestra ha affrontato per molto tempo i problemi, rigettando proposte razionali e condivisibili da noi presentate, spesso si è sfaldata, con conseguenti marce indietro che noi consideriamo positive e utili per il Piemonte.

L’ultimo esempio è il disegno di legge della Giunta sulla montagna. Già in sede di discussione della nuova legge regionale sulle gestioni associate, avevamo presentato emendamenti affinchè le politiche di sviluppo per la montagna si potessero sviluppare solo all’interno delle Unioni dei comuni montani, e non con convenzioni con i singoli comuni. Oggi la Giunta torna sui suoi passi, accettando questo importante principio.

Avevamo anche sostenuto che non ci possono essere politiche di sviluppo se non in un quadro di ambiti territoriali ottimali per dimensioni, consapevoli che il principio di politiche di sviluppo per microaree non avesse concretezza ed efficacia reale. Ora il riferimento presente nel ddl ad ambiti territoriali coincidenti con le vecchie comunità montane, prima della riforma del 2007, ci conforta. Tutto ciò è ancora più importante perché in questi mesi abbiamo assistito a tentativi di costruire forme associative tra comuni montani su territori così limitati da far perdere peso a eventuali politiche associate, invece di aumentarne l’efficacia.

Positivo, infine, che anche su patrimonio e personale delle ex comunità montane si sia ripreso il dialogo con l’Uncem. Bene dunque per le novità presenti nel ddl. Ma non si può notare che, se le nostre proposte fossero state considerate nel loro reale valore già in sede di discussione della legge regionale, si sarebbe risparmiato del tempo.

UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

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