ACCOLTE LE RICHIESTE DEL PD: SOSPESO L’AUMENTO DELLE RETTE PER I MALATI DI ALZHEIMER.

In Commissione regionale sanità, il gruppo PD ha ottenuto un importante risultato con la sospensione dell’aumento delle rette per i malati di Alzheimer.
Siamo stati i primi a denunciare ad agosto il blitz rappresentato dalla delibera della Giunta regionale che prevedeva dal 1 ottobre una diminuzione della quota sanitaria e un incremento della quota sociale (pagata dalle famiglie o dai Comuni) per i malati di Alzheimer. Un aumento medio di 450 euro per chi utilizza i centri diurni e di ben oltre 600 euro per chi è nelle strutture residenziali.
La prima risposta dell’assessore Cavallera era stata esclusivamente burocratica. Questa mattina in Commissione, dopo che avevamo depositato una richieste di convocazione straordinaria di un Consiglio regionale aperto sul tema, abbiamo chiesto la sospensione della delibera. Lo abbiamo fatto con la stessa convinzione con cui abbiamo affrontato il tema in queste settimane, come una battaglia di civiltà e per evitare condizioni di abbandono per queste persone.
La nostra richiesta è stata finalmente accolta dall’assessore Cavallera che si è impegnato ad assumere una delibera di Giunta che sospende l’efficacia del provvedimento fino al 31 dicembre 2013, al fine di ridefinire un nuovo piano tariffario per i malati di Alzheimer e l’incidenza della quota sanitaria e di quella sociale.
Per noi questo è un importante risultato, da intendersi non come semplice rinvio del problema, ma come la condizione per un nuovo piano tariffario che eviti una forte ingiustizia sociale.

UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

TAV: GIUSTO DIFENDERE CHI LAVORA DA ATTI DI VIOLENZA E MINACCE .

La proposta dell’ufficio di presidenza della Regione Piemonte di assegnare alle imprese e ai lavoratori impegnati nella realizzazione del TAV il sigillo della Regione è un atto positivo e altamente simbolico della vicinanza delle istituzioni a chi quotidianamente è oggetto di minacce e di atti di violenza da parte di chi crede in questo modo di bloccare la realizzazione dell’opera.
Per noi non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, secondo che siamo più o meno d’accordo con quello che stanno realizzando. Noi saremo sempre dalla parte dei lavoratori cui, in modo illegittimo, si tenta di impedire la loro attività.
Non è una provocazione sostenere il loro diritto costituzionale. Altra cosa è il legittimo dissenso di chi non è d’accordo con l’opera. Ma i canali democratici di discussione e decisione non hanno nulla a che fare con le minacce e la violenza. Per questo il nostro sostegno ai lavoratori e alle imprese è senza se e senza ma.
C’è poi un altro tema emerso prepotentemente in questo periodo, ed è il linguaggio della politica. Tocca a noi tutti, pur nella chiarezza delle posizioni, mantenere entro certi limiti il tono della discussione, tenendo lontano termini e metafore che qualcuno può prendere a giustificazione per atteggiamenti e comportamenti che con la politica non hanno nulla a che fare. Toni come quelli usati dal segretario di Rifondazione comunista Ezio Locatelli non fanno parte di questo sforzo che dovrebbe essere comune.

UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

 

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ENEL

Caro Presidente,
desidero rinnovarle il ringraziamento per l’invito rivoltomi in occasione della sua visita agli impianti idroelettrici nelle Valli dell’Ossola. Come avevo comunicato nei giorni scorsi, impegni parlamentari concomitanti mi hanno impedito di essere presente. Ho particolarmente apprezzato le sue affermazioni a margine degli incontri con i dipendenti Enel delle centrali, nelle quali ha evidenziato l’importante valore che il Piemonte ha nella produzione di energia elettrica, nonché l’attenzione di Enel per l’ambiente e le comunità locali.
Come amministratore di un territorio montano, deputato e presidente dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, posso confermarle ancora una volta la disponibilità delle zone montane ad aprire un nuovo e positivo dialogo con Enel e gli altri operatori del settore dell’energia e delle rinnovabili, non sempre in passato esercitato con efficacia.
In tutti questi anni, abbiamo sempre avuto modo di ribadire l’importanza dell’acqua per il territorio.
Sempre l’abbiamo definita “bene collettivo” capace di molteplici utilizzi vitali per la collettività, ma anche, unita alla forza di gravità, di effetti problematici per l’ambiente e gli ecosistemi.
Da un secolo, l’energia idroelettrica vuol dire posti di lavoro, importanti opere che si inseriscono nel paesaggio alpino, sviluppo economico e certamente riduzione delle emissioni legate all’utilizzo di combustibili fossili. Tutti pilastri della green economy nella quale fermamente crediamo -e sulla quale stiamo per far partire alla Camera una specifica indagine conoscitiva- asse portante di una nuova, positiva, ecosostenibile crescita del nostro Paese.
Ancora negli ultimi tre decenni, le imprese del settore hanno investito risorse e realizzato importanti progetti. Gli enti locali hanno maturato una nuova consapevolezza del valore dei beni ambientali che insistono sul loro territorio. Per questo, anche oggi ribadisco come siano possibili ulteriori investimenti a vantaggio della collettività e del territorio.
Proprio sull’idroelettrico, è sicuramente importante avviare insieme una mappatura complessiva della risorsa acqua e dei “salti” ancora utilizzabili sul territorio. Questa, come indicano gli amministratori locali, deve essere fatta per ogni vallata alpina e appenninica, per ciascuna asta fluviale.
Come lei ha detto in Ossola, non è più possibile costruire i grandi invasi –per i quali si pone il grande tema dello svasamento e della manutenzione- ma ritengo sia utile puntare su impianti piccoli, sul micro-hydro, anche coinvolgendo operatori locali del settore. I Comuni devono poter governare questo processo, instradando meccanismi virtuosi di valorizzazione dei beni ambientali secondo modelli che ci vengono ad esempio dagli Usa, dove sta maturando una politica efficace di compensazione per i servizi ecosistemici che le aree rurali e montane generano.
Un’opportunità per riequilibrare il rapporto tra montagna produttrice di risorse – come appunto l’energia idroelettrica – e le aree urbane che maggiormente le consumano. Una sussidiarietà che è allo stesso tempo orizzontale e verticale, perché capace di coinvolgere i Comuni, piccoli o piccolissimi, le grandi città del fondovalle e della pianura, le imprese stesse, co-protagonisti nello sviluppo sociale ed economico delle Terre Alte.
Sappiamo che non è stato così in passato, ma questa tendenza può essere invertita. Il business delle imprese che operano nella green economy non si deve ridurre a incamerare fatturati in attivo e grandi utili, ma può diventare fattore chiave di crescita, miglioramento della vivibilità del territorio, potenziamento dei servizi ai cittadini e alle imprese locali, accrescimento delle potenzialità del territorio con la sua offerta ambientale, culturale, architettonica, sociale. Ho apprezzato le sue considerazioni fatte ai piedi della Cascata del Toce, in Val Formazza, relative al ruolo turistico delle dighe e degli impianti idroelettrici: deve
essere approfondito e sviluppato.
Mi auguro che gli impegni assunti da Enel sul territorio possano essere sviluppati già nei prossimi mesi, ad esempio istituendo un tavolo permanenti di confronto in Ossola con il gruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna aperto alle realtà associative montane, vocate alla produzione idroelettrica. A livello parlamentare, nel lavoro in Aula e in Commissione, continuerò a spendermi affinché l’idroelettrico e l’utilizzo energetico di altri beni preziosi per le aree montane, come il legno, non siano appannaggio di operatori legati al settore finanziario globale, ma possano generare benefici anche per operatori del territorio, con una suddivisione equa del valore aggiunto derivante dallo sfruttamento del bene comune montano.
Insieme, imprese ed enti locali possono lavorare a un piano sul breve e sul medio periodo per la prevenzione del dissesto idrogeologico e per la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio.
Il Paese ne ha estremamente bisogno e non sono più sufficienti solo le risorse pubbliche. Questo alla vigilia di un’importante fase per il settore con l’apertura delle gare per il rinnovo delle concessioni delle grandi derivazioni. Il territorio, saprà sicuramente cogliere le opportunità del passaggio storico unendo le forze e le necessità.
Nel ringraziarti per il tuo impegno, ti porgo i più cordiali saluti.

Roma, 5 settembre 2013
On. Enrico Borghi
Presidente Intergruppo Parlamentare “Per lo Sviluppo della Montagna”

COMUNICATO STAMPA DEL PARTITO DEMOCRATICO DI DOMODOSSOLA

Il Partito Democratico, consapevole delle responsabilità che gli derivano dal fatto di essere stato il più votato a Domodossola, si è attivato nel corso degli ultimi mesi per giungere ad un consolidamento della maggioranza che attualmente governa la città, in vista dell’approvazione del bilancio di previsione.
Tale passaggio è estremamente importante per l’attività dell’amministrazione ed il PD giudica molto soddisfacente sia la collaborazione con Sinistra Unita sia il lavoro finora svolto dai propri rappresentanti in seno al Consiglio Comunale, di conseguenza ritiene che un’eventuale crisi vanificherebbe gli sforzi fin qui fatti e i risultati ottenuti, pur con limitatissime disponibilità finanziarie.
Purtroppo la strada percorsa al fine di rendere più coesa e stabile la maggioranza non ha portato agli effetti sperati e si deve constatare con rammarico come la lista “Amici di Domo”, più volte sollecitata ad un confronto, lo abbia eluso, preferendo la critica non costruttiva ad un impegno che il consigliere Daniele Maisano era stato sollecitato ad accettare.
Auspichiamo perciò che i rappresentanti della lista “Amici di Domo” riflettano sull’importanza del loro ruolo in rapporto alle politiche giovanili e che in ragione di questo decidano di assumersi le loro responsabilità, impegnandosi direttamente in giunta, come già avevano fatto all’indomani delle elezioni.
Il Partito democratico rinnova per ora totale appoggio al Sindaco, Mariano Cattrini, invitandolo nel contempo a riconsiderare la rappresentanza della sua lista in giunta, per imprimere a questa maggiore efficienza e dinamismo.

La coordinatrice circolo PD Domodossola
Gabriella Gentile

Ufficio Stampa PD VCO

 

Il Pd Verbania verso le primarie

Nella serata di ieri si è svolta un’assemblea degli iscritti per definire in modo compiuto il percorso che il Pd intende svolgere da qui alle primarie di coalizione.
Dall’assemblea è emerso con forza la volontà di elaborare nei prossimi mesi una base programmatica condivisa che dovrà essere sostenuta da tutti i candidati Pd alle primarie e sottoposta a chi vorrà prendere parte assieme a noi alla coalizione che si presenterà alle elezioni.
Durante la serata è emersa la prima candidatura del Partito Democratico, quella di Diego Brignoli, che ha ufficializzato la sua intenzione di candidarsi alle primarie per la definizione del candidato sindaco.
Questo sarà l’impegno che metterà in campo il Partito Democratico nei mesi che verranno: continuare i lavori nei gruppi che stanno generando confronto e proposte, individuare la coalizione in base a idee chiare, arrivare a primarie in un tempo ragionevole per dare alla città il candidato sindaco del centrosinistra che possa rappresentare assieme a tutti una proposta di rinnovamento e rilancio della città di Verbania.

CIRCOLO PD VERBANIA
LA SEGRETERIA CITTADINA
IL SEGRETARIO

Provincia: una maggioranza fuori dalla realtà

Il dibattito a mezzo stampa tra la Lega Nord e il Presidente della Provincia Massimo Nobili è a dir poco inopportuno oltre che fuori tempo.
Sembra di assistere ad una versione moderna e casereccia della fine del Titanic quando l’orchestra continuava a suonare, mentre la nave stava affondando. La differenza è che la nave, ossia la provincia del Vco, sia di fatto già affondata e non solo per responsabilità di altri, ma per l’inadeguatezza del suo capitano e di tutta la sua ciurma, Lega Nord compresa.
Turisti e cittadini hanno visto questa estate lo stato in cui si trovano le strade provinciali, ricoperte di vegetazione e buche; è stato lanciato un allarme che alla prossima nevicata nessun mezzo uscirà per pulirle,  mentreil trasporto scolastico è inadeguato al territorio. Solo per citare alcuni dei problemi a cui l’amministrazione Nobili dovrebbe dedicarsi.
La querelle di questi giorni testimonia, ancora una volta, che il vero impegno dell’amministrazione provinciale non è quello di governare la provincia per il bene dei suoi cittadini, ma per distribuire posti, poltrone e incarichi. E non importa se queste sono a costo zero, come chiede il gruppo della Lega Nord, perché di fronte a tanto immobilismo nessun attuale assessore o presidente dovrebbe percepire indennità.
E’ struggente apprendere come in altre province, indipendentemente dal colore delle loro amministrazioni, si stia lavorando insieme a tutte le istituzioni, alle forze economiche e sociali per individuare un percorso che affronti le quotidiane difficoltà e individui una nuova dimensione verso cui andare, mentre nel Verbano Cusio Ossola il centro del dibattito sia l’assegnazione di un assessorato.