Villa Renzi – Stanze per abitazioni per anziani

La storia
Il complesso di Villa Renzi-Cesconi è stato uno dei pilastri portanti della campagna elettorale dell’attuale maggioranza comunale fin dal 2000. Occorre ricordare che in sede di programma la proposta per il complesso era quello di una Casa di Riposo per anziani finanziato con i soldi delle centraline idroelettriche comunali. (vedi intervista del 2001 a ECORisveglio Ossolano in occasione della stesura del primo bilancio comunale)
Nel corso degli anni il progetto ha subito diverse variazioni; la più importante è stata quella di optare per una struttura diversa dalla classica casa di riposo e decidendo quindi di realizzare una struttura con mono e bilocali da affidare ad anziani autosufficienti integrate da strutture comuni fra cui una mensa (relazione descrittiva allegata alla delibera di giunta 112 del 2002). Il recupero di un fabbricato esistente “D” avrebbe dovuto ospitare dei bilocali per coppie anziane e mentre un nuovo edificio “E” dei monolocali. La struttura della Villa “A” avrebbe dovuto essere utilizzata per realizzare strutture dedicate alla socializzazione fra cui: Biblioteca, Sala d’ascolto e uffici di pubblico interesse.
Il progetto finanziato nell’ambito del DOCUP 2000/2006 al 70% su un impegno previsto di spesa di 4.234.000 € viene approvato dalla giunta nel luglio del 2002 con delibera 112. Nel coso degli anni il fabbricato D è stato stralciato dal progetto e quindi è rimasto solo il fabbricato E suddiviso in monolocali.
l’affidamento era stato inizialmente assegnato ad una ditta con un ribasso del 10,33% (Rep 444 del 14 10 2003). Successivamente il contratto era stato risolto per inadempienza ed affidato ad altra ditta (GM 24 5 2005).Nel giugno 2006 la giunta ha approvato (Delibera 57 – 2006) il certificato di collaudo che si attestava su un impegno di spesa di 2.527.000 €.
Il corpo centrale della Villa (come tutto il resto) resta a tutt’oggi inutilizzato, tranne la parte che è servita per realizzare il famigerato “Show Room Della Pietra”. Nelle intenzioni dell’amministrazione questo show room della pietra doveva "creare quei servizi aggiunti indispensabili per lo sviluppo e mantenimento di mercati" ossia realizzare un ambiente espositivo multimediale a disposizione delle aziende private che vogliono valorizzare i loro prodotti.  Ad oggi la struttura aspetta una gestione.
Nel 2007 è stato affidata con bando la gestione della mensa che avrebbe dovuto servire le scuole e gli ospiti della struttura che sarebbe dovuta entrare in servizio nel gennaio 2008. Si è verificato che nel mese di dicembre la ditta entrata in gestione non ha potuto iniziare in quanto la nuova struttura pareva non essere adeguata riguardo alle norme relative alle mense; tanto che la sua entrata in servizio è stata rimandata a settembre 2008.
Sempre nel 2008 si è proceduto ad un pubblico bando per assegnare i monolocali della casa Albergo che sono destinati “agli anziani, singoli, residenti in ambito comunale, da un periodo, continuativo, non inferiore a tre anni, con età minima di anni 66,  in condizioni di autosufficienza psico/fisica  certificata” (dal bando comunale)
Riflessioni sullo stato attuale
E’ notizia recente che il bando per l’assegnazione delle stanze è andato praticamente deserto, essendoci stata una sola richiesta. Questo risultato impone alcune riflessioni:
– Chiariamo che, pur essendo in minoranza, non abbiamo mai fatto nostra la logica del “tanto peggio tanto meglio” e abbiamo sempre sperato che la struttura, visto che è stata pagata con soldi pubblici,  avesse una ricaduta positiva sulla cittadinanza di Crevoladossola. Ricordiamo infatti il nostro contributo positivo al miglioramento del regolamento di accesso alla struttura, che in prima battuta prevedeva un reddito annuo inferiore a 8.000 € riservando la proposta ad una platea ancora più ristretta.
– A questo punto è ragionevole che la questione verrà messa di nuovo in discussione in quanto la struttura difficilmente andrà a regime senza un adeguato numero di persone interessate ad utilizzarla.
– Pare che il problema sia essenzialmente legato alle dimensioni troppo esigue dei locali e da più parti si sente parlare di rifare i lavori per ridisegnare la struttura, a tale proposito non si riesce a capire per quale motivo il progetto originale del 2002 che prevedeva anche alcuni bilocali sia stato modificato.
– Sicuramente un errore grave è stato quello di non realizzare nessuno studio preventivo sulle esigenze della popolazione e si paga una certa dose di presunzione da parte della maggioranza che ha gestito sempre autonomamente la procedura. Citiamo a tale proposito due interviste: Nel 2001 il capogruppo di maggioranza Guerreschi dichiara “personalmente sono rimasto sorpreso da quanto la popolazione anziana senta l’esigenza di una casa di riposo”; mentre nell’aprile del 2007 il Vicesindaco Arch. Iaria dichiarava “ sappiamo perfettamente quale tipo di anziani verranno ospitati in Villa Renzi”.
– Dal Volantino della maggioranza del 2001 notiamo anche come si sia dichiarato che la casa albergo era “uno dei punti più qualificanti del programma “
A questo punto è evidente che occorre che la maggioranza prenda atto che non ha raggiunto gli obbiettivi previsti rispetto ad uno dei punti qualificanti del suo programma elettorale.
Prediamo atto che i diversi cambi d’idea dimostrano approssimazione e mancanza di programmazione, come si può vedere anche dalle vicende dell’ufficio turistico, delle scuole e dello show room della pietra.
La maggioranza si è resa conto che la promessa elettorale della casa di riposo non era gestibile e visto che il bando DOCUP era finalizzato a strutture del tipo socio assistenziali per accedere ai fondi ha scelto una via di mezzo fra edilizia popolare e la casa albergo per anziani che, così come è stata realizzata, ha pochissima utenza sul territorio di Crevoladossola.

Le proposte del Circolo PD di Crevoladossola
 Sicuramente le dimensioni degli alloggi non rendono la struttura appetibile e l’attuale mancata esecuzione dei servizi accessori (lavanderia, biblioteca, mensa,…) rende la loro assegnazione ancora più difficile.
La RAA (Residenza assistenziale alberghiera), così come viene definita la struttura nella relazione tecnica del 2002 viene equiparata, per legge, ad un albergo 3 stelle con servizio lavanderia e pulizia camere per il quale non sappiamo come si comporterà in merito l’amministrazione Della Pozza.
Se la struttura ristorante entrerà in funzione a settembre, auspicandoci che questa volta i locali siano a norma con le richieste igienico-sanitarie, resterà il problema dei servizi annessi. Ma se anche queste situazioni avessero una soluzione nel breve periodo riteniamo opportuna la valutazione dei contraccolpi psicologici che comporta per l’anziano l’abbandono della propria casa e cosa rappresenti il vivere in una struttura dove, di fatto, si subisce un inesorabile processo di de-personalizzazione.
Riteniamo che stanze con angolo cottura e servizio, senza una camera da letto, prive di balcone e distribuite su un corridoio anonimo siano lesivi per la psiche dell’anziano.
Consideriamo in conclusione inadeguata la struttura al tipo di utenza prevista dal bando e chiediamo all’amministrazione di modificare radicalmente lo stesso determinando una diversa utenza da individuarsi con sistemi di indagine sociale ed attraverso la consultazione degli enti e delle associazioni  che operano in ambito socio-assistenziale. Inoltre il bando dovrà tenere conto di un’espansione territoriale che esca dal singolo comune crevolese per considerare almeno l’Ossola.
Ma se l’amministrazione intende procedere verso la Residenza alberghiera riteniamo obbligatoria la ristrutturazione della divisione interna al fine di ottenere almeno dei bilocali, che consentano di ospitare singoli e coppie anziane. Dove si reperiranno le risorse economiche per modificare una struttura nuova, peraltro già arredata, è responsabilità di questa amministrazione. Ora bisogna chiedersi se vale la pena spendere altro tempo e denaro pubblico o come da noi proposto trovare soluzioni che portino  a un utenza diversa o a parametri di assegnazione diversa.
Occorre chiarire e riflettere sul fatto che se si modifica la struttura e si spendono altri soldi e  comunque se non si attivano i servizi accessori si configura un complesso edilizio popolare convenzionato che è lontano dagli obbiettivi proposti in campagna elettorale e resterebbe comunque inadeguato.
In conclusione auspichiamo un confronto aperto con tutte le realtà sociali per non Vanificare un intervento così cospicuo dal punto di vista economico che deve essere salvaguardato e ribadiamo la nostra disponibilità a portare un contributo di idee.
Richiamiamo però l’amministrazione di centro destra ad un maggiore senso di responsabilità nel momento in cui “mette le mani nelle tasche dei cittadini” per realizzare opere per le quali, a conclusione dei lavori, non è in grado di produrre un sistema di gestione rendendole di fatto corpi morti sul territorio comunale!

Gruppo consigliare di minoranza Uniti Per Crevoladossola
Circolo Partito Democratico di Crevoladossola

 

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