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Sanità locale, l’ospedale Castelli di Verbania deve restare pubblico.

Sanità locale, l’ospedale Castelli di Verbania deve restare pubblico.

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra di Verbania accolgono positivamente la conferma, da parte dell’assessore regionale Federico Riboldi, del mantenimento presso l’ospedale Castelli di un punto di primo soccorso avanzato anche dopo l’apertura del nuovo ospedale provinciale: è una richiesta che il gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale aveva avanzato con forza e che consideriamo indispensabile per garantire ai cittadini del Verbano un presidio sanitario vicino, accessibile e in grado di rispondere alle urgenze.
Allo stesso tempo, però, giudichiamo molto preoccupanti le dichiarazioni dell’assessore sul futuro del Castelli, che verrebbe destinato alla sanità privata.
Siamo sempre stati favorevoli alla riorganizzazione della sanità provinciale come risposta alle necessità di cura della popolazione del VCO, pur avendo espresso più volte forti perplessità sulla localizzazione scelta dalla Regione per il nuovo ospedale.
Ma proprio perché si apre una fase di profonda riorganizzazione della sanità nel nostro territorio, è necessario affermare con chiarezza un principio: il Castelli deve rimanere una struttura pubblica, inserita organicamente nel nuovo piano sanitario territoriale.
Non accetteremo che un presidio storico e strategico per Verbania e per tutto il territorio venga progressivamente svuotato delle sue funzioni pubbliche per lasciare spazio ai privati. Ricordiamo che nel periodo estivo il nostro territorio vede la presenza di più di due milioni di turisti e il “Castelli” in questo senso è struttura di riferimento anche per il Cusio: per questo motivo riteniamo che il mantenimento di un punto di primo soccorso non possa essere il preludio a una privatizzazione del presidio verbanese.
L’assessore parla genericamente del mantenimento di “presidi” e “reparti” di sanità territoriale, ma non viene spiegato quali servizi resteranno effettivamente al Castelli, con quali risorse e con quale prospettiva, né tantomeno a quale specialità verrà dedicato il nosocomio.
Allo stesso modo, non è chiaro che cosa la Regione intenda concretamente per “punto di primo soccorso avanzato”: quali funzioni avrà, quali professionalità saranno presenti e quali risposte potrà garantire ai cittadini. Per questo chiediamo alla Regione di uscire dall’ambiguità e di presentare un piano preciso e trasparente sul futuro del Castelli. I cittadini del Verbano hanno diritto di sapere quali servizi pubblici rimarranno a Verbania e quale sarà il ruolo dell’ospedale nella nuova organizzazione sanitaria provinciale.
Il Castelli non può diventare il simbolo dell’arretramento del pubblico e dell’avanzata della sanità privata.

Partito Democratico Verbania
Movimento 5 Stelle Verbania
Alleanza Verdi Sinistra Verbania

Sanità, maggioranza Albertella in frantumi. In consiglio comunale cinque consiglieri di maggioranza hanno votato insieme all’opposizione.

Sanità, maggioranza Albertella in frantumi: il Sindaco chiarisca se ha ancora i numeri per governare. In consiglio comunale cinque consiglieri di maggioranza hanno votato insieme all’opposizione.

Quanto accaduto ieri sera in Consiglio comunale rappresenta un fatto politico di estrema rilevanza, che non può essere derubricato a semplice incidente di percorso. Sulla richiesta di inversione dell’ordine del giorno per discutere un tema centrale e urgente come il futuro della sanità del nostro territorio, la maggioranza che sostiene il sindaco Albertella si è clamorosamente spaccata: cinque consiglieri di maggioranza hanno votato insieme all’opposizione, manifestando in modo evidente una frattura politica ormai conclamata su un tema così delicato.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è stata la decisione di un sesto consigliere di maggioranza che, dopo aver inizialmente espresso una posizione difforme, ha cambiato voto in seguito a quello che a tutti è apparso come un richiamo diretto del Sindaco.
Un episodio che restituisce l’immagine di una maggioranza confusa, sotto pressione e priva di una guida politica autorevole. Parliamo di sanità, non di un tema secondario. Parliamo del diritto alla cura, del futuro dei servizi, della tenuta del nostro sistema territoriale.
E proprio su questo terreno si consuma una scena che ha assunto tratti paradossali, al limite del ridicolo.
Questa vicenda certifica una situazione di stallo politico evidente. Il sindaco appare incapace di tenere insieme la propria maggioranza proprio nel momento in cui sarebbe necessario il massimo della coesione e della responsabilità istituzionale.
Per queste ragioni chiediamo al sindaco Albertella di fare immediata chiarezza: esiste ancora una maggioranza in grado di governare?
Esistono ancora i numeri e, soprattutto, l’autorevolezza politica per affrontare le scelte decisive che attendono la nostra comunità?
Di fronte a quanto accaduto, non sono più sufficienti silenzi o minimizzazioni. Serve una risposta chiara, pubblica e definitiva.

Riccardo Brezza Capogruppo PD Verbania
Simone Martoccia Capogruppo Verbania si Prende Cura
Giacomo Molinari Segretario PD Verbania

Partito Democratico
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Disastro linea ferroviaria Domodossola / Milano. Gusmeroli chiede incontri. Basta parole, servono fatti! 

Disastro linea ferroviaria Domodossola / Milano. Gusmeroli chiede incontri ma è un deputato leghista  che governa con ministro dei trasporti Salvini. Basta parole, servono fatti!  Il VCO non sia escluso da un eventuale confronto.

Alberto Gusmeroli, sindaco di Arona, a seguito delle nostre segnalazioni e sollecitato dai tanti cittadini che sui social commentavano la giornata nera di domenica del trasporto ferroviario ha chiesto incontro urgente a RFI, Trenitalia e Trenord. Lungi da polemizzare con un amministratore che chiede un incontro per chiarimenti ai responsabili dei disservizi, ma il punto è che i chiarimenti non servono più. Ora servono risposte e fatti.
Non è assolutamente possibile immaginare un incontro che si svolga ad Arona e che escluda il VCO. Sarebbe l’ennesimo e inefficace tentativo di analizzare il problema dal punto di vista locale.
Se la Lega di cui Gusmeroli è rappresentante in Parlamento, e il suo leader Salvini è Ministro dei Trasporti, intende davvero risolvere il problema va coinvolto il Ministero e vanno intraprese azioni forti e decise che impongano a RFI, Trenitalia e Trenord l’organizzazione di servizi sostituitivi all’altezza, cronoprogramma chiaro degli interventi e soprattutto politica tariffaria da qui al 2028 nettamente favorevole ai viaggiatori.
Lo stesso discorso, non mi stanco di ribadirlo, vale per gli infiniti cantieri della A26 con Autostrade per l’Italia. Governano sui territori, nelle Province, nelle Regioni e a Roma.. facciano qualcosa.

Emanuele Vitale
Capogruppo consigliare Progetto VCO
Segreteria PD VCO

Intelligenza Artificiale. Opportunità e rischi. Incontro pubblico a Verbania lunedì 30 marzo.

Incontro pubblico

Intelligenza Artificiale.
Opportunità e rischi nel contesto delle sfide globali: tra gli scenari di guerra e il futuro del mondo del lavoro.
Lunedì 30 marzo 2026, ore 21:00
Sala biblioteca Villa Olimpia
Verbania
Confronto con
Antonello Maiolino
docente, autore, esperto di didattica assistita dalle nuove tecnologie
Gigi Bacchetta curatore del podcast “Eccoci!”
Nel contesto storico attuale, caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, economiche e geopolitiche, il tema dell’Intelligenza Artificiale assume un ruolo sempre più centrale nel dibattito pubblico.
Le innovazioni legate all’IA stanno già modificando il mondo del lavoro, i sistemi produttivi, l’informazione, la sicurezza e persino gli equilibri internazionali, ponendo nuove opportunità ma anche interrogativi etici, sociali e politici.
In un’epoca segnata da conflitti internazionali, competizione tecnologica tra grandi potenze e cambiamenti radicali nei modelli occupazionali, diventa fondamentale comprendere come queste tecnologie influenzeranno la nostra società, la democrazia, i diritti e il futuro delle nuove generazioni.
PARTITO DEMOCRATICO
CIRCOLO VERBANIA

Referendum costituzionale: la vittoria del NO. Le riflessioni di Riccardo Brezza

Referendum costituzionale: la vittoria del NO.
Care democratiche e cari democratici,quella di ieri è stata una vittoria meravigliosa che ci ha visto protagonisti insieme a tutti i comitato per il NO al referendum e insieme ad un centrosinistra unito e competitivo nel paese.

Abbiamo combattuto una battaglia a difesa della Costituzione Repubblicana e a sostegno dell’indipendenza e della autonomia della Magistratura. una battaglia giusta nel merito e nel metodo. Una battaglia che abbiamo vinto grazie ad un ampio e largo sostegno popolare. Una vittoria che dimostra quanto l’alternativa sia possibile e che questa destra non è per forza il destino del nostro paese. A tutti e tutte noi ora il compito di rilanciare quest’onda nei prossimi mesi in vista della politiche del 2027.

A qualche ora dal voto referendario, credo sia utile condividere una riflessione a freddo sui dati.

Dopo i festeggiamenti per una bella vittoria, è sempre importante fermarsi un momento e ragionare sui numeri, perché sono i numeri – più delle percezioni – a dirci davvero che cosa è accaduto nel Paese.

Le prime elaborazioni di YouTrend sui dati del Ministero dell’Interno ci consegnano due elementi piuttosto chiari.

Il primo: il No vince in 72 province su 110, mentre il Sì prevale in 38. Non siamo quindi davanti a un risultato determinato da pochi territori isolati, ma a una dinamica geografica piuttosto strutturata a favore del No.

Il secondo elemento riguarda la distribuzione territoriale del voto. Le mappe mostrano con chiarezza che il No è particolarmente forte nelle grandi città – basti pensare a Roma (+271 mila voti), Napoli (+178 mila) o Palermo (+91 mila) – mentre il Sì registra risultati più consistenti in diverse province del Nord e della pianura padana.

Questa lettura racconta una frattura territoriale che non nasce oggi e che, anzi, attraversa da tempo il nostro Paese: da una parte le grandi aree urbane e metropolitane, dall’altra una parte significativa dei territori del Nord. Una frattura che nel Mezzogiorno si avverte molto meno, mentre nelle regioni settentrionali appare ancora piuttosto evidente.

Dentro questo quadro va letto anche il risultato del Verbano-Cusio-Ossola.

Nel nostro territorio il Sì prevale nella maggioranza dei comuni, con l’eccezione di Verbania, Omegna e pochi altri centri. Ma se allarghiamo lo sguardo alla mappa complessiva delle province del Nord emerge un dato interessante: il VCO non è affatto tra le province dove il Sì è più forte. In molte aree del Nord – soprattutto in Lombardia e in diverse province alpine – il margine a favore del Sì è infatti significativamente più ampio.

Questo non è un alibi. È semplicemente un modo per contestualizzare i numeri dentro il quadro nazionale.

La cosiddetta questione Nord non nasce oggi. È un tema politico reale, che attraversa il dibattito pubblico da anni e su cui il Partito Democratico nazionale sta lavorando con alcune direttrici molto precise: le politiche per le aree interne, il rilancio delle politiche industriali, il tema del lavoro produttivo nei territori manifatturieri, il rapporto tra sviluppo e territori periferici.

Detto questo, è inutile negarlo: in molti territori del Nord – e anche qui da noi – facciamo più fatica. Ed è proprio per questo che i dati vanno letti con lucidità: senza autoassolversi, ma anche senza semplificazioni.

Se guardiamo con attenzione la geografia del voto emerge una dinamica piuttosto chiara: le grandi città si muovono in una direzione, mentre una parte importante delle province del Nord in un’altra. È una frattura territoriale e sociale che dobbiamo imparare a leggere fino in fondo, se vogliamo davvero costruire una proposta politica capace di parlare a tutto il Paese.

Per questo credo che il dato del VCO non vada isolato, ma letto dentro questa dinamica più ampia. Solo così possiamo partire dai numeri e non dalle percezioni.

Dentro questo quadro credo sia giusto riconoscere anche un altro elemento politico. Questa campagna referendaria è stata anche una grande prova di mobilitazione del nostro partito.

La nostra segretaria Elly Schlein ha attraversato il Paese in lungo e in largo, tenendo insieme territori molto diversi tra loro e riportando il Partito Democratico al centro di una battaglia politica nazionale. Se oggi siamo qui a discutere di questo risultato e di questo equilibrio territoriale è anche grazie a quella scelta di campo e a quella presenza costante nel Paese reale.

Credo sia giusto dirlo con chiarezza: questo risultato è anche frutto di quella guida politica.

Ora, proprio partendo da questi dati, tocca a noi continuare questo lavoro nei territori. Perché la sfida – soprattutto al Nord – è appena iniziata.

Grazie a tutte e a tutti per il lavoro fatto in queste settimane. Adesso è il tempo di costruire l’alternativa.

Un caro saluto, continuiamo a camminare insieme!

Riccardo Brezza
Segretario provinciale PD VCO

P.s.
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L’onorevole Delmastro a Verbania per una iniziativa referendaria. Problema politico.

L’onorevole Delmastro a Verbania per una iniziativa referendaria: problema politico la compatibilità tra incarichi istituzionali e relazioni economiche con contesti segnati da condanne per mafia. Inopportuna la scelta dell’avvocato Beniamino Ricca, capogruppo di maggioranza, di partecipare.

In questi giorni di campagna referendaria, la politica piemontese è stata scossa da un ennesimo e gravissimo scandalo che coinvolge esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia, a partire dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
La vicenda riguarda la costituzione della società “Le 5 Forchette Srl”, tra i cui soci fondatori figurano lo stesso Delmastro e la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, insieme ad altri esponenti del partito e, in particolare, a Miriam Caroccia. Quest’ultima appartiene a una famiglia il cui nome è da anni associato a inchieste sulla criminalità organizzata romana legata al clan Senese.
A rendere il quadro ancora più inquietante è la successiva pubblicazione di fotografie che ritraggono l’onorevole Delmastro insieme a Mauro Caroccia, padre di Miriam, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con aggravante mafiosa.
Confidiamo, come sempre, che la giustizia faccia il suo corso e accerti eventuali responsabilità penali; tuttavia, al di là del piano giudiziario, resta l’evidente problema politico della compatibilità tra incarichi istituzionali e relazioni economiche, dirette o indirette, con contesti segnati da condanne per mafia.
Per questo riteniamo anche inopportuna la scelta dell’avvocato Beniamino Ricca, capogruppo in consiglio comunale di Verbania Futura, di partecipare in veste di relatore ad una serata pre-elettorale che vedrà proprio la partecipazione dell’onorevole Delmastro.
Alla luce della vicenda che lo coinvolge, sarebbe opportuno che i sostenitori del SI trovassero altri testimonial per dare forza alle loro tesi, a maggior ragione se consideriamo che l’evento è previsto a meno di 24 ore dalla Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest’anno si terrà in Piemonte, a Torino.
Ci auguriamo che gli organizzatori abbiano un sussulto di responsabilità e scelgano di evitare, a loro stessi e alla città, l’imbarazzo di dover offrire spiegazioni per la presenza del Sottosegretario Delmastro, almeno fino a quando non saranno chiarite tutte le responsabilità.
Verbania, che nel 2017 ha ospitato l’edizione regionale della Giornata della Memoria e dell’Impegno, non merita questo affronto.

Giacomo Molinari. segretario PD Verbania
Riccardo Brezza, capogruppo consigliare PD Verbania
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