Con riferimento alla richiesta avanzatagli dal Presidente del Consiglio Regionale on. Valerio Cattaneo di organizzare un incontro con il ministro della salute on. Beatrice Lorenzin in merito alle problematiche relative alla chiusura del Punto Nascite di Domodossola, l’on. Enrico Borghi (Pd) dichiara quanto segue:
“Mi sono attivato sin dalla mattinata odierna per organizzare l’incontro richiestomi dal Presidente Cattaneo. In proposito, desidero precisare che a tale confronto si rende indispensabile anche la presenza del Presidente della Giunta Regionale on. Roberto Cota e dell’assessore alla sanità dott. Ugo Cavallera.
Tutto ciò per due ordini di questioni.
La prima di natura formale, in quanto trattandosi di materia di competenza gestionale esclusiva regionale non pare istituzionalmente corretto affrontare tematiche senza la presenza del soggetto preposto e responsabile.
La seconda di natura sostanziale, in quanto essendo la titolarità della decisione in merito di piena ed esclusiva competenza della Giunta Regionale del Piemonte, qualunque decisione del tavolo non potrebbe trovare seguito in assenza della competente autorità e della relativa disponibilità e volontà. Tutto ciò a maggior ragione stante il fatto che allo stato la Giunta Regionale piemontese nè con fatti né con atti ha modificato la decisione assunta di disporre la chiusura del Punto Nascite di Domodossola.
Fatte tali premesse, che come si può comprendere risultano di evidente importanza, sono al lavoro per conseguire il risultato e giungere ad una soluzione di una problematica che si complica di ora in ora e che -viste anche le recenti dichiarazioni dei pediatri- richiederebbe maggiore resipiscenza da parte della Giunta Regionale“.
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Sanità: perchè prenderci in giro?
Tanti anni ci hanno (purtroppo) assuefatto alla “politica della melassa”. Dove tutto deve andare per forza bene, e i problemi li creano solo i cattivi critici e i disfattisti. Anche a livello locale, siamo caduti in questo equivoco, soprattutto per quanto riguarda la sanità. Questa Amministrazione regionale è senza pudore.
Si può pensare di tagliare drasticamente i finanziamenti e raccontare in giro che si miglioreranno i servizi? Si può tagliare il personale medico e paramedico e poi raccontare in giro che il livello del servizio migliorerà? Si può pensare che un DEA diviso in due tronconi, distanti fra loro oltre 40 km, possa essere efficiente? Si può pensare che senza i Consorzi socio-sanitari l’assistenza possa essere migliorata? Si può pensare di bloccare il ricovero di anziani non autosufficienti nelle case “protette”e poi raccontare invece in giro che l’assistenza agli anziani è una priorità? E così via.
L’ultima trovata del Direttore dell’ASL 14, suona come una presa in giro.
Nonostante l’allarme lanciato qualche tempo fa dal Sindaco di Verbania e dal Consigliere regionale Reschigna, che paventavano il pericolo di una chiusura di Reparti negli ospedali del VCO, minimizzata, se non negata dalla Direzione dell’ASL 14, la cosa si sta puntualmente avverando. I Primari, secondo la recente delibera regionale diminuiranno, alcuni reparti saranno chiusi: il Sindaco e il Consigliere Reschigna avevano ragione.
Il Direttore Generale, rilascia una intervista per spiegare e rassicurare i cittadini.
Ma cosa dice il Direttore generale di tanto rassicurante?
– Che al posto dei Primari cancellati, la gestione del settore sarà affidata ad un “Responsabile referente”. (i Primari allora non servono?)
– Che i reparti senza Primario, non saranno chiusi. (??)
– Che questa operazione non farà risparmiare soldi, ma migliorerà l’organizzazione. (allora per quale ragione si vuol tagliare?)
– Che con meno primari diminuiranno le lotte di potere interne. (ma dobbiamo pagare noi se la Direzione Generale è incapace di gestire i conflitti?)
– Che il paziente sarà al centro dell’attenzione e diventerà “primario di se stesso”. (una idiozia simile è da Guiness dei primati)
– Che il paziente, se non trova il “Primario specialista” nel VCO, potrà sempre rivolgersi all’Ospedale di Novara. (evviva, abbiamo scoperto l’acqua calda!)
L’operazione non si tradurrà quindi, in un risparmio per l’ASL, ma in un maggior costo sociale: sono i pazienti che si debbono spostare per trovare lo specialista. Nella concezione dell’Ospedale unico plurisede, a conduzione dipartimentale, il paziente resta dov’è, è il medico che si muove.
Questa è una operazione di riorganizzazione interna che non tiene in alcun conto l’impatto che ha sul territorio. Ricordiamo che la Sanità è un servizio al cittadino, a tutela della sua salute, pagato con le sue tasse, ed è anche un diritto costituzionale, se qualcuno se lo fosse dimenticato!
Sappiamo che la coperta è corta e che bisogna tenerne conto, ma questa Amministrazione regionale, anziché coinvolgere il territorio continua nella sua strada di demolizione sistematica del Servizio sanitario, infischiandosene delle conseguenze. Il Direttore generale dell’ASL 14 oggi in carica non ha fatto altro che appiattirsi sui “diktat” regionali, senza mostrare un minimo di critica costruttiva o di intraprendenza propositiva. Svuotare dall’interno i reparti, togliendo risorse anche importanti, significa condannarli automaticamente alla chiusura, silenziosa, ma sicura.
Ecco perché ci sentiamo presi in giro.
COMITATO SALUTE VCO
comitatosalutevco@libero.it
E adesso tocca all’ospedale Castelli
Dopo aver ascoltato le roboanti promesse del Presidente della Regione Piemonte in fatto di sanità (per chi lo avesse dimenticato, ricordiamo lo slogan “meno sprechi e più servizi”), stiamo adesso facendo i conti con l’amara realtà che si presenta.
Dopo aver pasticciato sul “Pronto soccorso impeccabile” , il Presidente Cota è corso a Domodossola una sera di domenica per tranquillizzare tutti, promettendo che, invece a Domo come a Verbania, il DEA ci sarà.
Dopo aver sconfessato, a parole, le tabelle della riorganizzazione ospedaliera, da lui stesso approvate a fine febbraio, i suoi sodali al Governo regionale promettono improbabili “deroghe”, quando sarebbe stato forse meglio azzerarle, ricominciando seriamente con un’analisi epidemiologica del territorio, a supporto di questi numeri che non hanno fondamento oggettivo.
Dopo aver bloccato il turn-over del personale, lasciando aperta una porticina solo a partire dal 2011, la qual cosa si traduce in una riduzione di personale di oltre 1600 unità lavorative in Piemonte.
Dopo aver bloccato da mesi l’utilizzo di posti letto liberi per il ricovero degli anziani, facendo lievitare ignobilmente le liste di attesa.
Dopo avere colpevolmente trascurato di predisporre un’alternativa allo scioglimento dei Consorzi socio assistenziali.
ADESSO TOCCA ALL’OSPEDALE CASTELLI DI VERBANIA!!
Sì, perche la novità è che il Castelli di Verbania sarà privatizzato come quello di Omegna.
E’ bene che i nostri cittadini sappiano a cosa andranno incontro.
Stabilito che non è pensabile una gestione mista, perderanno:
– Il DEA
– Medicina, Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia di emergenza
– Pediatria, Ginecologia, Ostetricia, Cardiologia, Rianimazione, Nefrologia …
Il Privato gestirà la Chirurgia programmata e la Diagnostica, ovvero la polpa. L’osso, come sempre, resta alla Sanità pubblica con buona pace di chi si illudeva del contrario. Facciamo i complimenti a chi ha lavorato per dividere il territorio. La pari dignità fra i due Ospedali è ormai una chimera e Domodossola avrà ben poco da festeggiare.
Comunicato dal Comitato Salute VCO
L’ospedale rischia la fine di Montefibre
Reschigna (Pd): “Pronti al confronto sulla sanità ma la giunta Cota ritiri il piano di rientro”. I timori del capogruppo Pd: “Tagli di reparti e cessione di un ospedale ai privati”
Il paragone è quello con la crisi Montefibre: “Tutti temevano che chiudesse, e dopo una lenta agonia di anni, progetti di spostamento, ha chiuso riducendone man mano l’attività per una decisione presa altrove e non sul territorio”.
Aldo Reschigna, capogruppo Pd in Regione Piemonte, l’ha usato stamani in conferenza stampa, assieme al segretario provinciale del Pd Antonella Trapani, per parlare degli ospedali del Verbano Cusio Ossola.
Reschigna ha iniziato denunciando come la delibera sul piano di rientro della giunta Cota ha nel suo addendum criteri che se applicati equivarrebbero alla chiusura nel Vco di Oncologia, Malattie infettive e tropicali, Nefrologia e Neuropsichiatria infantile, ma anche l’addio alle speranze per Emodinamica.
“Cota domenica a Domo, in un comizio privo di confronto con il territorio, ha dato la colpa ai tecnici, ma la delibera è un atto politico – afferma Reschigna -. E nell’addendum alla delibera per alcune specialità (quelle sopra indicate, ndr) si parla di bacini minini di 300mila abitanti (l’Asl Vco ne ha circa 170mila, ndr). E non si può ogni volta l’indomani dire che ci sarà una deroga per il territorio. Il rischio è che vincano così i padrini politici. Ho girato tutto il Piemonte e i rappresentanti locali di centrodestra mi hanno detto che si declassificheranno sei Dea, ma non sarà nella loro provincia. Probabilmente Cota li chiuderà in Liguria o Lombardia”.
Per Reschigna la giunta deve ritirare il piano di rientro e iniziare le consultazioni coi territori per un piano socio-sanitario. “Anche noi diciamo che vanno fatte delle operazioni di tagli – ha dichiarato Reschigna -, ma non si possono fare in modo autoritario con studi di accademia e deroghe discrezionali e senza valutare la realtà esistente. Noi siamo pronti al confronto non a ratificare decisioni già prese da altri. Il confronto è ancora possibile, altrimenti la sanità diventerà solo scontro politico”.
Nel mirino del Pd anche la delibera sul blocco delle assunzione e dei turn over. “Secondo le stime si parla di 40-50 infermieri professionali in meno per l’Asl Vco”, ha detto Reschigna.
Ma il “pericolo immane” denunciato dall’ex sindaco di Verbania è quello sull’accorpamento degli ospedali. “Se passa la riforma che prevede il passaggio degli ospedali dall’Asl Vco all’Aso di Novara, con questo piano chi si troverà a dover decidere cosa fare dei reparti di Verbania e Domodossola sarà il direttore dell’Aso. E’ inutile che Cattrini parli di accordi di quadrante. L’Asl non c’enterà più nulla. E con questa delibera il direttore dell’Aso potrà tagliare le specialità che non rispettano i parametri”
E allora ecco i rischi paventati dall’esponente Pd per gli ospedali del Vco: il primo è che uno dei due ospedali diventi un grande poliambulatorio, un ospedale di terzo livello; il secondo è quello, “ventilato da certi voci che iniziano a circolare”, su un ingresso di società private sull’esempio dell’ospedale di Omegna. “Ma il privato non è tenuto a garantire i servizi di emergenza – ha detto Reschigna -, guadagna solo su diagnostica e chirurgia, gli interventi programmati; d’altro canto l’ospedale che resterebbe pubblico si troverebbe la concorrenza sulle specializzazioni degli ospedali privati e sarebbe un ospedale svuotato. Il nostro timore è che non si taglierà forse subito ma si lasceranno decadere i servizi offerti sino a dire che a quel punto sono inutili e vanno tolti. Com’è successo con la Montefibre”.
Articolo tratto dal commento della conferenza stampa programmata sabato 19 marzo dal Partito Democratico
Bugie e false promesse e intanto smantellano la nostra sanità
Qualcuno ci può dire che cosa veramente il centro destra ha in mente per la sanità del VCO?
Alla prossima rassicurazione dell’assessore Ferrero, del consigliere Marinello o di altri esponenti che oggi sono alla guida della regione Piemonte ci sentiremo di dire “ma chi vi crede più!”.
Non solo il PD, ma anche le organizzazioni dei medici avevano prefigurato uno scenario di progressiva demolizione del nostro sistema locale della sanità, tuttavia, siamo stati zittiti da confortanti e false dichiarazioni. Bhè qualcuno ha intenzione di far seguire alle parole i fatti o andremo avanti per altri quattro anni a dire una cosa e far l’opposto??
Pian piano, vediamo il nostro territorio perdere servizi ed assistenza, in modo strisciante, senza far rumore, da Torino ci tolgono pezzi. Importanti pezzi.
Da “La Stampa” di oggi, cronaca di Torino pag. 70, apprendiamo che il dott. Zanon, uomo di fiducia del presidente leghista, prevede la declassamento del DEA di Domodossola a semplice Pronto Soccorso. Per noi aver ragione sta’ diventando non un motivo di soddisfazione, perché ci sarebbe piaciuto veder aumentare i servizi per il nostro territorio, ma di profonda preoccupazione.
Costruire una proposta sanitaria regionale senza un minimo di confronto con le realtà territoriali, valutando solo tabelle e numeri è un modo centralista ed arrogante.
Certo che molti ossolani e molti cittadini di Domodossola, si sarebbero aspettati qualcosa di meglio dal loro ex sindaco che dopo averli abbandonati per andare a scaldare una poltrona più comoda e conveniente, sta avvallando senza problemi il disegno del suo Presidente Cota di declassare la sanità non solo ossolana, ma di tutto il Vco per concentrarla su Novara.
E’ giusto che i cittadini sappiano che trasformare un Dea in Pronto Soccorso, significa per tutti gli ossolani affidare la loro salute alla fortuna di non essere mai afflitti da patologie improvvise gravi, come ictus, infarti ecc. ecc. Ecco cosa sta producendo il governo Cota in Piemonte, altro che essere vicini alla gente, altro che avere a cuore il proprio territorio.
E’ una situazione che noi non accetteremo e faremo di tutto per impedire che il progetto Cota-Lega vada in porto. Per questo chiediamo a tutte le istituzioni del territorio, a tutti i cittadini di mobilitarsi per fare sentire la propria voce, a partire da domani mattina dove, dalle 9.30, saremo davanti ai cancelli del San Biagio insieme a tutti coloro che hanno a cuore una sanità seria e vicina alla gente
Crediamo che il progetto dell’Ospedale Plurisede , Domo Verbania, sia l’unico che garantisca una sanità seria a tutta la provincia, una provincia che fa della specificità montana una bandiera che non può essere sventolata solo per raccogliere voti alle elezioni. O questa specificità, lor signori sono in grado di farla valere sui tavoli che contano oppure che dicano quanto la loro politica sia solo finalizzata a interessi che ai normali cittadini sfuggono.
Comunicato stampa PD VCO
Sanita’, presentato il documento del Partito Democratico
Pubblichiamo il testo dell’ordine del giorno votato dall’assemblea provinciale del Pd del Vco nella seduta di lunedì 31 gennaio e presentato oggi agli organi di informazione locale nel corso di una conferenza stampa indetta a Domodossola.
L’Assemblea provinciale del PD VCO, in relazione all’avvio della discussione sulla riforma della Sanità in Piemonte ed alle problematiche relative alla gestione delle politiche sociali
RIBADISCE
la propria contrarietà
– alla proposta della Giunta regionale di separazione degli ospedali dalla sanità territoriale;
-alle modalità con le quali la Giunta Regionale intende arrivare ad una riforma sanitaria senza alcuna vera consultazione e confronto con enti locali, organizzazioni professionali e sindacali ed associazioni di volontariato;
– alla visione del Presidente della Giunta regionale di una riforma tecnocrate ed autoritaria perché decisa e gestita da poche persone; (segue)
RIBADISCE INOLTRE
– che la sanità non deve essere considerata una spesa inutile o un privilegio per ricchi ma un grande fattore di sviluppo civile, di risposta sociale a bisogni essenziali, possibile soltanto in un Paese che sa crescere sul piano delle istituzioni democratiche e sa anteporre il senso della comunità a qualsiasi egoismo individuale o di categoria;
– che il PD è contrario allo smantellamento della sanità pubblica a beneficio di quella privata;
– che la Giunta regionale deve presentare un Piano Socio-Sanitario nel quale siano inserite le scelte che attengono alla riforma sanitaria in Piemonte, in modo che tutta la comunità piemontese possa assumere una posizione;
CONFERMA
– il proprio impegno a proseguire nel progetto avviato nella precedente legislatura regionale che confermi il modello piemontese, costruito su integrazione tra ospedali e territorio e tra sanità e sociale rispettando la volontà popolare definita con il referendum, indetto a suo tempo dalla Provincia del VCO, dunque sulla continuità assistenziale e sull’appropriatezza delle prestazioni, con il recupero di ancor maggiore efficacia ed efficienza;
– la scelta, già portata avanti dalle amministrazioni di centro-sinistra provinciale, di sostenere e valorizzare la formale organizzazione dell’ unico presidio denominato “Ospedale Unico Plurisede del V.C.O.”, con un ulteriore potenziamento degli stessi presidi che lo costituiscono in gestione integrata e coordinata, da realizzare con importanti investimenti.
– la necessità di mantenere i due DEA di Verbania e Domodossola, tenuto conto soprattutto della estensione territoriale e dei disagi nei collegamenti con i paesi di montagna (75 comuni in Comunità montane su 77)
– l’esperienza positiva della gestione delle politiche sociali in Piemonte, incentrate su un ruolo forte da parte degli enti locali;
– L’altrettanto positiva esperienza della sperimentazione in gestione mista pubblico/privata con partecipazione a prevalenza pubblica dell’ Ospedale “Madonna del Popolo” di Omegna S.p.A. – C.O.Q. Centro Ortopedico di Quadrante, i cui significativi risultati devono poter preludere alla stabilizzazione dell’ esperienza in tempi brevi.
SOTTOLINEA
che sul Piano Sanitario della Regione Piemonte debba svilupparsi un ampio confronto che coinvolga le comunità locali, le organizzazioni sindacali, le associazioni professionali e del volontariato;
INOLTRE PROPONE
– una politica di prevenzione attiva diretta ed indiretta sul territorio per contenere il ricorso alla medicalizzazione. Questa azione ridurrebbe la necessità dell’ospedalizzazione e la spesa sanitaria e favorirebbe una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini del rapporto salute/ambiente/società;
– la prosecuzione, già avviata in sede di attuazione del precedente piano sanitario regionale, dell’ attività del Comitato di Coordinamento AFS2 (Area Funzionale Sovrazonale 2), attribuendo al Direttore ASO/AOU funzioni specifiche di direzione dello stesso, con affidamento di obiettivi, linee di indirizzo e strategie per attuare in concertazione e cooperazione un’ omogenea programmazione sanitaria regionale e territoriale che dia risposte responsabili, condivise e con strumenti e risorse idonee ai bisogni locali e dei malati.
IMPEGNA
– i circoli territoriali del PD ad una forte campagna di informazione e di mobilitazione contro le scelte politiche in materia sanitaria espresse dalla Giunta regionale;
– i Gruppi consiliari PD della Provincia e i consiglieri comunali a presentare ordini del giorno in materia.