Tagli ai comuni: conferenza stampa del gruppo consigliare Pd di Omegna

Alberto Buzio

Riportiamo la sintesi dei contenuti della conferenza stampa tenuta dal  gruppo consigliare del partito democratico di Omegna lo scorso  1  settembre 2011
L’unico vero taglio della manovra riguarda i comuni e le regioni.
Piccoli comuni: per  ora 7,2 miliardi;  per i comuni si tratta dell’ennesimo taglio di trasferimenti che li mette in condizioni di non operare, prestare servizi alla persona, fare l’ordinaria amministrazione.
Non c’e’ piu’ il sindaco-podesta’ ma, salvo mutamenti, permane l’obbligo di associarsi sotto i 1000 abitamti.
Ssenza fare ambiti ottimali il rischio e’ che questa aggregazione metta insieme comuni senza relazioni tra loro.  Lo stato confusionale del governo e’ evidente . Ii comuni non saranno d’accordo a fare unioni illogiche.
I tagli alle regioni sono di fatto tagli alla sanita: procediamo a grandi passi  verso livelli minimi di assistenza inaccettabili. Pagheranno le persone piu’ deboli e in difficolta’.
Vogliono coinvolgere i comuni nella lotta all’evasione fiscale: va bene, ma con quali mezzi ? Se sottraggono fondi ai comuni  li obbligano a tassare i cittadini. i comuni metteranno le mani nelle tasche degli italiani costretti dal governo. si prenderanno le colpe e saranno becchi e bastonati.
La provincia del vco va difesa nonostante lo stato confusionale del governo e la  gestione negativa dell’attuale amministrazione provinciale.
La cancellazione delle province e il dimezzamento dei parlamentari ci dice solo che c’e’ un rinvio a tempo indeterminato. tutto per ora rimane com’e’. Questa non e’ una manovra finanziaria ; e’ una presa in giro.
Sulla provincia del vco siamo d’accordo nel sostenere la battaglia per il mantenimento di una provincia montana per le quali rimangono valide le ragioni che hanno spinto i comuni e le forze politiche  a costituirla. Il presidente Nobili chiede l’intervento dei padri fondatori.  E’ giusto dato che lui ha sempre sostenuto Quaretta, anche nella sua prima giunta, quando fu sfiduciato per aver tentato di fermare l’iter di istituzione della provincia.
La difesa della provincia del vco non cambia assolutamente il giudizio negativo sull’operato dell’amministrazione provinciale che e’ preoccupata solo di inseguire il consenso con tanta propaganda e distribuzione clientelare di fondi.
La provincia deve star vicino ai problemi dei comuni  e delle comunita’ montane . favorire e sostenere le forme associative. investire sull’assetto idrogeologico dei comuni di  valle, tutti in sofferenza, non sprecare soldi per opere inutili, ma concordare coi comuni le priorita’, fare azioni significative per sostenere l’economia del vco, coinvolgendo tutte le forze politiche e sociali del territorio.
Alberto Buzio, capogruppo consigliare PD Omegna

Firma la petizione per non cancellare le festività laiche dell’Italia.

Per firmare on line clicca qui.
Spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche “colpisce l’identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro”, producendo per altro un “irrisorio beneficio economico”.
Per cancellare questa scelta contenuta nella manovra la CGIL lancia oggi una petizione per salvaguardare le tre ricorrenze in discussione – il giorno della Liberazione, quello del lavoro e quello della Repubblica – che si potrà firmare sul sito della CGIL   www.cgil.it  o direttamente presso le Camere del lavoro sul territorio.
La segreteria nazionale della CGIL in una nota sottolinea, infatti, come “in un provvedimento iniquo, e che noi contrastiamo con forza, si colloca così anche una norma che colpisce l’identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro”. Le ricorrenze civili, spiega il sindacato di corso d’Italia, “vanno celebrate con attenzione e rispetto, perché parlano a tutti, alla ragione stessa del nostro stare insieme, e perché i valori che esse affermano non siano ridotti ad un momento residuale”.

Il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno, ovvero “il ricordo della Liberazione del nostro Paese da una dittatura feroce e sanguinaria; la celebrazione del Lavoro come strumento di dignità per milioni di donne e uomini che con la loro fatica ed intelligenza consentono al Paese di progredire; la celebrazione del passaggio alla Repubblica parlamentare”, sono “tappe fondamentali che non intendiamo consentire vengano cancellate”. Per altro, sottolinea ancora la segreteria CGIL, “mentre irrisorio è il beneficio economico che ne deriverebbe, i costi civili sul versante della memoria e dell’identità sarebbero, se la norma venisse confermata, di gran lunga maggiori. Inoltre, è sufficiente un confronto con altre situazione per vedere come l’Italia è un Paese che ha un numero contenuto di festività civili e come in altri Paesi le ricorrenze civili siano celebrate e custodite con attenzione”.

Da queste considerazioni nasce per la CGIL la convinzione che “bisogna che ognuno di noi si faccia carico di dire la propria contrarietà a questa previsione e di farla dire al maggior numero di cittadini possibile: tante sono le gravi conseguenze dei contenuti della manovra, quella che riguarda le festività civili non è da meno”. Per questo a partire da domani mattina e per i prossimi giorni sarà possibile firmare la petizione sul sito della CGIL ( www.cgil.it  ) o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione”.

In basso il testo della petizione e le festività di alcuni paesi a confronto

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Testo petizione

NON CANCELLATE IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE DEL NOSTRO PAESE; IL GIORNO DEL LAVORO; IL GIORNO DELLA REPUBBLICA

FIRMA ANCHE TU

Onorevoli parlamentari,
i sottoscritti cittadini chiedono che il Parlamento cancelli il comma 24, art. 1, del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, nel quale si prevede per tre importanti ricorrenze civili (25 aprile; I maggio; 2 giugno) una diversa collocazione o l’accorpamento ad una domenica.
Questa scelta è sbagliata perché si colpiscono giornate che celebrano i tratti costitutivi, l’identità, la memoria del nostro Paese; discriminatoria perché il numero maggiore di festività infrasettimanali sono di carattere religioso ed il nostro Paese è fra quelli che ha meno ricorrenze civili e laiche; strumentale perché produce un beneficio economico irrilevante a fronte di un costo civile e democratico particolarmente consistente; irragionevole perché non corrisponde ad alcun criterio di equità politica e sociale.

Clicca per firmare

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Le festività di alcuni paesi a confronto

Italia – 9 festività religiose (Santa Madre di Dio; Epifania; il Lunedì dell’Angelo; Assunzione; Tutti i Santi; Immacolata Concezione; Natale; Santo Stefano; il Santo Patrono) e 3 ricorrenze civili (Liberazione; Festa del Lavoro; Anniversario della Repubblica).

Francia – 6 festività religiose e 5 civili (Giorno dell’anno; Festa del Lavoro; Festa della Vittoria; Presa della Bastiglia; Armistizio).

Spagna – 9 festività religiose e 4 festività civili (Capodanno; Festa del Lavoro; Festa nazionale spagnola; Giorno della Costituzione spagnola).

Stati Uniti – 2 festività religiose e 10 festività civili (fra le quali, il compleanno di Lincoln; il compleanno di Martin Luther King; il Memorial Day; l’Independence Day; la Festa del Ringraziamento).

Giappone – 16 festività civili (fra le quali, la Festa della Fondazione dello Stato; la Festa della Costituzione; la Festa del popolo; la Festa della Cultura; la Festa del Lavoro; il compleanno dell’imperatore).

Il federalismo non ha prodotto effetti concreti: chi lo ha detto?

«Il federalismo comunale al momento non ha prodotto effetti concreti ».
A dirlo non è qualche esponente del Pd locale ma l’assessore al Bilancio del Comune (Pdl-Lega nord) di Verbania Stefano Calderoni che analizza i tagli della manovra economica del governo Berlusconi: «Partiamo con il dire che il taglio definitivo e complessivo per Verbania ammonta, nel 2011, a oltre 920.000 euro e che per il 2012, in base a quanto stabilito nella legge di stabilizzazione del 2010, si prevede un’ulteriore sforbiciata per circa 500.000 euro».
Poi a dare un ulteriore colpo alla gestione degli enti locali ci ha pensato il famigerato decreto di Ferragosto «che ci ha costretti – dice ancora l’assessore – ad un altro giro di vite, il terzo in poco tempo, e che dai primi conteggi quasi raddoppia il taglio del 2012 e peggiora ulteriormente i trasferimenti per gli anni successivi.  Senza contare le ulteriori sorprese che scopriremo nei prossimi giorni».
Tratto dal settimanale Eco Risveglio del 31.08.2011

Che aggiungere? Nulla. Sono parole che confermano il fallimento di questo governo.

Manifestazione contro i tagli alla sanità a Torino

Sabato 17 settembre, alle ore 16.00, in Piazza Carignano, a TORINO, il Partito Democratico del Piemonte e il Gruppo consiliare regionale del PD organizzano una grande manifestazione dal titolo “LA SANITA’ NON SI TAGLIA. IL PIEMONTE SCENDE IN PIAZZA PER SALVARE I SERVIZI SOCIALI E SANITARI”.
Anche dal vco partira una delegazione in più Pullman (per partecipare telefona allo 0323 401272 – orari ufficio – o invia una email a info@partitodemocratico.vb.it
Amministratori, operatori della sanità e dei servizi sociali, famiglie e cittadini di tutte le Province del Piemonte scenderanno in piazza per testimoniare le grandi difficoltà in cui versano i servizi sociali e sanitari della nostra Regione a causa delle politiche della Giunta Cota e del Governo nazionale.

Manovra: la pagano i cittadini. La mobilitazione del pd.

I tagli ai comuni e agli enti locali nei fatti restano. A pagarne le conseguenze saranno i cittadini. La mobilitazione del pd.
E’ questo il titolo del comunicato stampa inviato oggi (martedì 30 agosto 2011) agli organi di stampa e che di seguito riportiamo.
La manovra del governo varata ieri è vergognosa e iniqua.
Azzerato il contributo di solidarietà per i più ricchi, nessuna misura contro gli evasori fiscali in compenso tagli alle pensioni e conferma dei tagli economici agli enti locali.
“La giustizia di Berlusconi e di Bossi è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di ieri ad Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più”.
Nel merito dei tagli alla politica l’eliminazione delle province e il dimezzamento dei parlamentari avverrà con una legge costituzionale. Ovvero tempi biblici e nessuna certezza che questo avverrà davvero.
In merito ai tagli agli enti locali se, da una parte, la battaglia dei sindaci ha ottenuto l’esclusione di scelte drastiche e unilaterali del governo in materia di riaccorpamento dei piccoli comuni, rimane il vero nodo dei tagli economici.
Dei previsti 9 miliardi di tagli ne rimangono ben 7 in questa manovra.
Ovvero 7 miliardi di euro in meno per i bilanci dei comuni, province e regioni.
Tagli che ricadranno pesantemente a cascata sui cittadini, anche del VCO.
Meno servizi per i più bisognosi, meno servizi per la scuola, gli asili, i disabili, i malati.
Non è retorica ma solo la verità.
Basta guardare cosa succede nel nostro territorio ai servizi sociali che denunciano l’impossibilità di proseguire a fornire servizi adeguati alle esigenze.
E ora un nuovo taglio che si aggiunge ai precedenti.
Ci aspettiamo che Zacchera e gli altri parlamentari, Montani e Zanetta, siano conseguenti alle loro promesse e non votino questa iniqua manovra.
Nei prossimi giorni il Partito Democratico del VCO lancerà una campagna di mobilitazione, contro questi provvedimenti, nei principali comuni organizzando banchetti per dire no alla manovra e presentare le nostre proposte alternative.
PD VCO
Ufficio Stampa