Lettera pubblica di Enrico Borghi: mi candido alle primarie per la scelta dei parlamentari del Pd.

Care democratiche e Care democratici del Verbano Cusio Ossola,

gli organismi nazionali del Partito Democratico, aderendo a una proposta del segretario Pierluigi Bersani e venendo incontro a tantissime istanze e richieste avanzate in tal senso in questi anni dai livelli territoriali, hanno deciso di indire per il prossimo 29 dicembre le primarie aperte per l’elezione della componente parlamentare del Pd.
Si tratta di una scelta importante, al conseguimento della quale ho cooperato come componente della direzione nazionale del Pd, finalizzata a restituire lo scettro della sovranità ai cittadini e impedire che la sciagurata decisione della destra di annullare la riforma del sistema elettorale (il famigerato “Porcellum”) ci consegni ancora una volta un parlamento di nominati e di cooptati.
I difficili e impegnativi anni che abbiamo di fronte, con le scelte che si dovranno compiere per cambiare l’Italia e farla uscire dalla prostrazione nella quale i governi della destra ci hanno condotti, hanno bisogno di una classe dirigente rappresentativa dei territori, nella quale i cittadini si possano rispecchiare.
Per questo, dopo le essenziali primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alla premiership che hanno visto la vittoria della candidatura di Pierluigi Bersani, diventano fondamentali le primarie per i parlamentari.
In questa cornice, si fanno concrete le possibilità che il territorio del Verbano Cusio Ossola possa tornare ad avere un rappresentante democratico e progressista in Parlamento.
L’intera “Seconda Repubblica” è stata attraversata dal riformismo del Verbano Cusio Ossola senza avere una propria voce in Parlamento.
Dal 1992 ad oggi solamente le destre hanno rappresentato il VCO a Roma.
E’ arrivato il momento di cambiare questo stato di cose!
E’ giunto il momento nel quale la grande tradizione popolare, democratica e riformista delle nostre terre si saldi con lo sforzo di innovazione e di trasformazione di un centrosinistra che non intende essere più subalterno, nè culturalmente nè politicamente, e che sulla scorta di questa operazione – che ha visto migliaia di nostri concittadini partecipare alle recenti primarie per la scelta del nostro candidato alla guida del governo – si ritorni ad esprimere uno spazio di presenza e di rappresentanza delle nostre idee e delle nostre zone.
Anche la voce dei democratici e dei progressisti del Verbano, del Cusio e dell’Ossola deve essere rappresentata in un Parlamento che si prefigge l’importante compito di cambiare l’Italia, per toglierla dalla recessione e dall’ingiustizia e riportarla nel gruppo di testa delle nazioni più avanzate, economicamente e socialmente, condizione che le è propria per storia e prospettive e che è stata conculcata da una destra padronale e regressiva.
Per questo, dando ascolto alla richiesta che mi è stata fatta in queste ore da molti amici, compagni di partito e amministratori locali, ho deciso di candidarmi alle Primarie per i parlamentari, chiedendo agli organismi provinciali del partito di essere inserito nella rosa delle candidature.
Mi accingo pertanto a richiedervi il voto e il consenso, che in una democrazia sana è al tempo stesso la cosa più importante e preziosa che esista.
Lo faccio con umiltà e serenità, ma con altrettanta determinazione e impegno. Lo faccio per mettere a disposizione del territorio e del Pd un’esperienza amministrativa e politica che in particolare sul tema delle zone montane, delle realtà marginali, dello sviluppo locale e dell’innovazione si è andata forgiando nel corso di questi anni.
La mia storia di amministratore e di politico è caratterizzata, da sempre, dallo stretto rapporto che ho con il territorio e con i cittadini che ci vivono, e si è sempre alimentata dal consenso democratico che gli elettori hanno voluto esprimermi ogni volta che mi sono presentato di fronte al corpo elettorale.
Per questo mi candido e chiedo il vostro consenso, perchè credo che gli ideali di giustizia e di democrazia, di libertà e di eguaglianza che stanno alla base della nostra Costituzione, prima ancora che del nostro partito, abbiano bisogno di una traduzione concreta, quotidiana e impegnativa.
Mi candido e chiedo la vostra fiducia, perchè abbiamo tutti diritto – e le giovani generazioni più di tutte – ad un Paese diverso da quello attuale, nel quale si aprano le porte a chi vuole costruire il domani e le si chiudano definitivamente a chi vuole riportarci in un passato che va lasciato ai libri di storia.
Oggi l’Italia è un paese fermo. L’ascensore sociale si è rotto, e funziona solo per qualcuno vicino alle stanze del potere. Tutti gli altri stanno fermi: chi per l’impossibilità di muoversi, chi per paura di perdere ricchezze e privilegi. Si può immaginare un Paese bloccato e impaurito, senza concedergli il beneficio del futuro? No, no si può!
Dobbiamo cambiare l’Italia, perché non possiamo pensare che il nostro domani sia fatto di circuiti ristretti per i più fortunati, e di rabbia e disperazione per gli esclusi che via via aumentano. Dobbiamo cambiare l’Italia, perché la fine di un impero politico-mediatico-finanziario , annegato in un intreccio di malaffare e di inefficienza, sia anche l’inizio di una Repubblica davvero coerente con il dettato della nostra Costituzione, che è “la più bella del mondo!”.
Dobbiamo cambiare l’Italia, per affermare il principio che se l’uguaglianza esiste per il guadagno e le merci, a maggior ragione deve esistere per la consapevolezza di avere tutti la stessa dignità di uomini.

Mi candido con questo spirito, e chiedo quindi il vostro voto perchè appartengo alla categoria di quelli che hanno ancora un sogno: il futuro!

Vogogna, 18 dicembre 2012

Enrico Borghi

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