Ridisegno delle province Piemontesi: una scelta che non condividiamo quella di Cota e della sua maggioranza

Con la scelta, compiuta oggi, di proporre al governo l’istituzione di sei province il Consiglio regionale ha dato prova di essere incapace di progettare una riforma dell’organizzazione locale all’altezza dei tempi e delle richieste dei cittadini.
La scelta di affiancare, oltre alla Provincia di Vercelli-Biella, in linea con i criteri di popolazione-territorio fissati dal governo, anche quella di Asti, al di sotto di quei parametri, non solo indebolisce la richiesta venuta con grande forza dai sindaci del vercellese e del biellese, ma scava anche un solco profondo con le autonomie locali piemontesi.
Dopo un lungo dibattito infatti, il CAL si era pronunciato per l’istituzione di 4 province, una per quadrante. Abbiamo dato nel corso del dibattito la nostra disponibilità a sostenere le richieste del vercellese e del biellese, ma la scelta di aggiungere anche la provincia di Asti snatura l’intero provvedimento, svuotandolo da elementi di razionalità e indebolendolo nel suo complesso.
Da qui la nostra scelta di astenerci sul voto finale perché non possiamo più condividere una politica incapace di progettare il futuro. Con questi provvedimenti si può creare un consenso immediato, ma si getta un solco profondo in un momento di grandissima crisi economica che colpisce famiglie e imprese con la necessità di destinare meno risorse al mantenimento di organizzazioni amministrative per assegnarle invece a servizi e investimenti produttivi. Non vogliamo essere parte di una politica incapace di raccogliere le grandi sfide e i drammi che sta vivendo il nostro paese.

UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

 

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