Archivi categoria: Politica generale

XV Congresso Uncem: Borghi confermato Presidente

image Si è chiuso con l’elezione all’unanimità del presidente Enrico Borghi, al suo terzo mandato, il XV Congresso Uncem.
Suoi vice saranno Andrea Cirillo, già vicepresidente vicario Uncem, Oreste Giurlani, presidente della delegazione Uncem Toscana, e Ugo Parolo, assessore alla valorizzazione territoriale della provincia di Sondrio.
"Ringrazio i congressisti della fiducia che hanno riposto nella mia persona – ha detto il Presidente Borghi – che mi sforzero’ di onorare ogni giorno con l’impegno al servizio dei nostri territori montani. La conclusione unanime del congresso è la dimostrazione della compatezza e la determinazione degli amministratori montani italiani di fronte ai momenti difficili che stiamo vivendo, ed è la premessa per il lavoro impegnativo che ci attende".
Terzo mandato per Borghi ma nuovo corso per l’Uncem, che da sindacato degli enti cambia la sua mission in sindacato dei territori. Una svolta importante, che sottolinea la vocazione non più esclusivamente rappresentativa dell’Unione, che da oltre cinquant’anni opera a tutela dei Comuni e delle Comunità montane, ma la volontà di operare in stretto contatto con le imprese del territorio e le Comunità locali per un uso sostenibile delle risorse.
Prime fra tutte quelle alla base della green economy e sulle quali si gioca il futuro della nostra economia.
L’assemblea dei delegati ha votato, sempre all’unanimità, importanti modifiche allo statuto dell’Uncem, che intervengono per una maggiore agilita’ degli organi nei rapporti con le delegazioni e con il territorio.

AUTONOMIA DEL VCO: NESSUN AIUTO DA QUESTA PROVINCIA

imageRiguardo alla conferenza stampa del candidato Valerio Cattaneo e del coordinatore provinciale della Pdl, Massimo Nobili, rispetto alla mancata approvazione della legge sull’autonomia del Vco è utile fare le seguenti precisazioni:
Innanzitutto, il centro destra non ha votato a favore del disegno di legge nella commissione regionale competente.
Non solo, ma fino a quando c’era la precedente amministrazione provinciale, grazie al nostro impegno, all’impegno del Presidente Ravaioli e a quello del Presidente del Consiglio provinciale Giancarlo Zoppi, della legge sull’Autonomia del Vco almeno se ne parlava.
Dopo le elezioni provinciali del giugno scorso, vinte dal centro destra, c’è stato su questo tema un silenzio assordante da parte della Provincia del Vco. Domandiamoci perché non ci sono state forte sollecitazioni da parte del territorio e dell’amministrazione provinciale di centro destra per arrivare all’approvazione della legge. Ricordiamo che in un consiglio provinciale, il centro destra ha votato contro ad un ordine del giorno, presentato dal gruppo del Partito Democratico, con il quale si richiedeva una forte iniziativa della Provincia e dei Sindaci del Verbano Cusio Ossola nei confronti del Consiglio Regionale per avere l’approvazione della legge.
Dopo le elezioni provinciali, ripeto, sul tema dell’autonomia è calato il silenzio. Non si ottengono leggi di questa portata senza forti sollecitazioni da parte delle istituzioni del territorio interessato. Questo silenzio lo spiego solo con una ragione: quella di poter accusare la Presidente Bresso di torinocentrismo, favola a cui ormai nessuno più ci crede.
Occorreva non avere una legge per l’autonomia del Vco perché questa diventava un arma in mano ai candidati in Regione della Pdl per questa campagna elettorale. Ecco la vera ragione. Come al solito, hanno barattato interessi generali, quelli di tutta la provincia, per interessi di bottega.
Il nostro impegno continuerà in futuro, sperando di poter contare anche delle istituzioni del Vco e non del loro immobilismo.
Aldo Reschigna, consigliere regionale

Tre leggi a favore della montagna approvate dal consiglio regionale

image Nella seduta del 10 febbraio 2010 il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità tre leggi regionali finalizzate alla valorizzazione dei territori montani ed alla promozione del turismo in queste aree logisticamente disagiate: “Recupero, tutela e valorizzazione dei percorsi escurionistici, delle vie ferrate e dei siti di arrampicata del Piemonte”, “Ordinamento dei rifugi alpini e delle altre strutture ricettive alpinistiche”, “Iniziative per il recupero, il sostegno e la valorizzazione delle ex strade militari.
Il Consigliere regionale del Partito Democratico, Marco Travaglini, primo firmatario dei tre provvedimenti afferma: “Sono soddisfatto perché, prima del termine della legislatura, siamo riusciti a trasformare in legge proposte di grande importanza per la tutela ed il rilancio della montagna. Abbiamo lavorato bene e siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante”. “Il crescente interesse verso le attività escursionistiche – continua Marco Travaglini – e l’incremento del numero dei frequentatori del terrritorio montano piemontese, rappresentano, oggi, una risorsa sempre più importante per lo sviluppo socio-economico di vasti territori. Pertanto, abbiamo provveduto, attraverso opportune disposizioni normative, a regolamentare in modo adeguato, da un lato i percorsi escursionistici e la sentieristica e dall’altro i rifugi alpini e le strutture ricettive alpinistiche che costituiscono i punti di riferimento e di accoglienza per tutti coloro che frequentano la montagna. Inoltre, con la legge sulle ex strade militari, si potrà recuperare un’imponente struttura difensiva storica costruita durante la Prima Guerra Mondiale e che come la “Linea Cadorna” attraversa vasti territori della nostra Regione, oltre a provvedere al rilancio di questi percorsi che ancora oggi ospitano rievocazioni storiche come quelle dell’Assietta”.
Entrando nel merito dei provvedimenti, Marco Travaglini, afferma che: “la legge sull’escursionismo che il Consiglio ha approvato ha come obiettivo il sostegno del turista-escursionista, mediante la realizzazione, il recupero, la tutela e la valorizzazione dei percorsi escursionistici e l’allestimento di un’adeguata segnaletica che consenta un’agevole e sicura fruibilità dei percorsi. Ritengo, infatti, che la predisposizione di una rete sentieristica ben distribuita, ben organizzata e ben integrata possa rappresentare un primo importante passo per lo sviluppo di una moderna concezione di “prodotto turistico”  collegato all’escursionismo capace di interessare un target che, a livello europeo, coinvolge milioni di potenziali fruitori e che si mantiene in costante incremento”.
“Passando alla proposta di legge in materia di ordinamento dei rifugi – sostiene Travaglini – rilevo che il Piemonte ospita più di 200 strutture preposte all’accoglienza ed al ricovero di alpinisti ed escursionisti che rappresentano un luogo sicuro, una meta, un appoggio ed, al tempo stesso, anche un punto di partenza per una riscoperta del mondo alpino”.
“Per queste ragioni – afferma Marco Travaglini – abbiamo ritenuto non solo opportuno, ma necessario dotare le strutture ricettive alpinistiche di una nuova ed autonoma legislazione che le distingua dalle altre strutture ricettive extralberghiere e che tenga anche conto delle esigenze di rifugi situati in zone impervie, difficilmente raggiungibili, logisticamente disagiate, con aperture limitate, soltanto stagionali, ma con grandi potenzialità per incrementare il turismo del territorio montano”.
“La legge sulle ex strade militari – conclude Travaglini – infine, tutelerà un patrimonio di inestimabile valore architettonico, paesaggistico, escursionistico e turistico che finalmente il Piemonte, come ha fatto la Francia, potrà recuperare, valorizzare e promuovere”.

Ufficio Stampa Gruppo Consiliare Partito Democratico

M’illumino di meno: le iniziative dei Giovani Democratici, le polemiche con Zacchera

L’iniziativa a carattere nazionale “Mi illumino di meno” venerdì approderà anche in piazza Ranzoni a Verbania. La manifestazione è stata organizzata dai Giovani Democratici, ed è polemica con il sindaco Marco Zacchera. Potete vedere cliccando qui le immagini della conferenza stampa.
Le iniziative programmate sono per venerdì 12 febbraio 2010. Dalle ore ore 18-19.30: Piazza Ranzoni, Verbania Intra: la "lampada delle idee", con espositori "green economy". Alle ore 21: sala Biblioteca di Villa Olimpia, Verbania Pallanza: discutiamo di "Risparmio: il futuro è adesso!", partecipa Amelia Alberti.

Il governo Berlusconi ha privatizzato l’acqua. PdL e Lega premiano Novara e penalizzano il VCO

image In una conferenza stampa tenuta lunedì 8 febbraio, (potete vedere servizio televisivo cliccando qui) nella sede provinciale di via Roma a Verbania, il Partito Democratico del VCO ha sintetizzato le posizioni in merito ad un tema delicato come quello della gestione dell’Acqua nella nostra provincia.
La sintesi è 1) No al governo Berlusconi ed alla sua scelta di privatizzare l’acqua 2) Forte critica a PdL e Lega del VCO che, con le loro ultime scelte premiano Novara e penalizzano il VCO 3) Le false promesse del centro destra che aveva promesso di non aumentare il costo dell’acqua (ed ovviamente ha fatto il contrario).
Nel nostro Ambito Territoriale Ottimale (l’ATO), corrispondente alle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola, si rischia di smantellare il prezioso lavoro svolto nel precedente ciclo amministrativo che ha attuato la legge Galli e la normativa regionale con l’assegnazione della gestione dell’intero ciclo idrico integrato alla società interamente pubblica Acqua Novara VCO.
Entro la fine di quest’anno verrebbe meno questa scelta, si dovrebbe procedere a gara oppure scegliere un patner privato. Esiste una possibile deroga per aree particolari che dovrebbero essere riconosciute come tali dall’ Autority sulla concorrenza. In ogni caso vale la pena di confermare il nostro impegno per il controllo pubblico della gestione del ciclo idrico integrato. (segue)Inoltre, in queste ultime settimane, la gestione dell’ATO, da parte del centro destra, si è caratterizzato da elementi contraddittori e gravi in prospettiva che vale la pena di evidenziare.
Vi ricordate gli slogan della Lega e della PdL? Per tutto il 2008 e poi in campagna elettorale: “nessun aumento di tariffa!”; “basta carrozzoni mangiasoldi”.
Dimenticate tutto! Vinte le elezioni e accomodatisi nei posti di comando dei cosiddetti “carrozzoni” (Presidenza dell’Ato, Consigli di Amministrazione delle Società di Gestione), che cosa hanno scoperto? Che i “carrozzoni” non esistono, ma si tratta di aziende operative che svolgono servizi fondamentali; che l’aumento delle tariffe era graduale, ragionevole e finalizzato a fare importanti investimenti. Ora loro aumentano le tariffe del 12% e diminuiscono il contributo alle Comunità Montane e alla cooperazione internazionale.
La questione più grave è però un’altra: si prevede non più l’avvicinamento graduale alla tariffa unica d’Ambito, ma la differenziazione delle tariffe a seconda delle singole zone “omogenee”. Qui si nasconde un rischio gravissimo per il VCO, che farà invece la felicità del Novarese: nella nostra provincia il gettito tariffario sarà decisamente basso, perché abbiamo un terzo degli abitanti della provincia di Novara. Ma i costi di investimento, di manutenzione e di gestione sono molto più alti che nel Novarese, perché abbiamo acquedotti, fognature e depuratori che servono molta montagna (tanti chilometri, pochi utenti e pochi ricavi). Senza i soldi delle bollette del Novarese (tanti utenti, molta pianura, pochi costi e alti ricavi) le nostre zone “omogenee” si troveranno a pagare bollette molto più alte.
E’ interessante notare l’evoluzione delle tariffe comunali medie dal 2007 (inizio della gestione ATO del centro sinistra) al 2009 (tariffa recentemente approvata dal centro destra) in alcuni Comuni:
Novara da 0,800 a 0,884 + 084
Casale C.C. : da 0,850 a 1,046 + 196
Verbania: da 0,950 a 1,155 + 205
Omegna: da 0,850 a 1,109 + 259
Villadossola: da 0,770 a 1,046 + 276
Inizialmente la differenza tra tariffa minima e massima era di soli 150 millesimi di €/mc, ora è di 261 millesimi di €/mc. Invece di diminuire (avrebbe dovuto essere uguale entro il 2011) aumenta… Anche i piccoli Comuni di montagna (che avevano una tariffa agevolata di 0,770 €/mc, ora hanno una tariffa uguale (!!??) a quella della città di Novara.
In campagna elettorale Lega e PdL volevano separarsi da Novara perché dicevano che da noi l’acqua sarebbe costata di meno, ingannando i cittadini e gli elettori; Novara li ha presi in parola, con il risultato che, già da ora ma ancor più in futuro, l’acqua costa molto di meno da loro e molto di più da noi! In sostanza Lega e PdL subiscono il dictat della Provincia e del Comune di Novara (peraltro anch’essi di centro destra), non sono più in grado neppure di sostenere quel delicato, importante e utile compromesso che la gestione del centro sinistra delle due Province aveva fin qui assicurato e che loro avevano demagogicamente criticato. Basta, al proposito, leggere le ipocrite e imbarazzate dichiarazioni di voto dei rappresentanti locali del centro destra che ingoiano il rospo del voto a favore a delibere dell’ultima Conferenza dell’ATO svoltasi il 12 dicembre 2009 che, evidentemente, sono in contrasto con quanto hanno sempre sostenuto:
Il Presidente Nobili prosegue dichiarando che tale soluzione costituisce una mediazione necessaria per chiudere il bilancio 2009…
… Interviene il signor Dalla Pozza, rappresentante della Comunità Montana Antigorio Divedro Formazza, anticipando il proprio voto favorevole esclusivamente per senso di responsabilità e segnalando la propria insoddisfazione in merito alla gestione del servizio idrico nei territori rappresentati …..
… Interviene il signor Zaccheo, rappresentante della Comunità Montana Valle Ossola, manifestando il proprio disagio nell’esprimere questa votazione. …….
Interviene il signor Airoldi, rappresentante della Comunità Montana Alto Verbano, esprimendo insoddisfazione in relazione alla riduzione dei fondi alle Comunità Montane ma sottolineando che questa scelta è la conseguenza di una situazione critica definita sul territorio negli anni scorsi.

Inoltre, cosa ancor più grave perché ipoteca anche il futuro, votano questi documenti di indirizzo:
· prendere atto che, alla luce del primo periodo di gestione del servizio, l’obiettivo di giungere alla omogenizzazione delle tariffe entro il 31/12/2011, previsto nella deliberazione n°16 del 14/12/2006, non è coordinabile con i principi di equità e progressività degli incrementi tariffari sul territorio;
· stabilire per quanto sopra che, a partire dal 2010 si applicherà un regime di separazione tariffaria finalizzata al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario di ciascuna area gestionale, fatto salvo il contributo previsto dalla normativa regionale a favore delle Comunità Montane.
Si lamentano, ma votano a favore di condizioni ben peggiori di quelle mediate e ragionevoli della gestione di centro sinistra.
Novara continuerà a pagare poco, il VCO dovrà pagare sempre di più. Per questo ringraziamo la Lega e il PdL.
Di fronte a questa situazione, è nostro compito essere capaci di spiegare alla gente come stanno realmente le cose, chiedere ai media di essere attenti e obiettivi nel riportare quanto avviene, svelare la demagogia del centro destra, senza peraltro infilarci in un opera puramente distruttiva che potrebbe portarci a qualche effimero vantaggio elettorale, ma andrebbe a discapito dei cittadini. In altre parole non demonizzare equi e giustificati aumenti tariffari, puntare sull’unificazione delle tariffe e delle varie società gestionali entro il 2011 come previsto dall’accordo di programma dei Comuni, riuscire a mantenere il controllo pubblico della gestione.
Una prima proposta è quella di chiedere ai Consigli Comunali di non accettare la modifica dell’accordo di programma a suo tempo stipulato in occasione della costituzione di Acqua Novara VCO.
Segreteria provinciale PD VCO

Proposta del capogruppo PD in provincia: indicazioni autostradali anche per Verbania.

image “Credo che sia necessario – afferma Giuseppe Grieco, capogruppo PD in consiglio provinciale – considerare la riconoscibilità sul piano nazionale di Verbania come capoluogo di provincia che costituisce un potente fattore di promozione dell’intero territorio del Verbano Cusio Ossola, al di là della naturale e imprescindibile caratterizzazione tripolare del nostro territorio.
Ricordando che – continua Grieco – nel corso degli anni la notorietà di Verbania è aumentata grazie al ruolo crescente assunto dalla città nel settore turistico (2° località del Piemonte per presenze dopo Torino), nel settore dei servizi pubblici (1° capoluogo italiano per raccolta differenziata), chiediamo, con questo ordine del giorno, che la provincia si impegni a proporre all’AISCAT la sostituzione della denominazione dell’uscita Gravellona Toce con Gravellona Verbania su tutta la cartellonistica autostradale.”
Cliccando qui trovate l’ordine del giorno completo depositato in provincia sul tema dal capogruppo PD Giuseppe Grieco.