CGIL CISL e UIL del VCO esprimono tutta la loro preoccupazione riguardo al metodo ed alla tempistica c
on i quali sta procedendo il confronto sulle strategie e i finanziamenti da dedicare alla ripresa territoriale, all’interno della cabina di regia provinciale.
Infatti, nell’ultimo incontro svoltosi il 16.05.2011 è stato comunicato che il documento inviato al Ministero dello Sviluppo Economico, nel quale la Regione Piemonte ha preso atto del nostro “piano strategico”, non è sufficiente per avere il riconoscimento di “zona di crisi complessa” e conseguentemente ottenere i finanziamenti dedicati alla ripresa territoriale.
Questo significa un ulteriore prolungamento dei tempi riguardo alla concretizzazione di strumenti che possano aiutarci ad uscire dalla crisi, ma anche una non sufficiente attenzione da parte degli assessori provinciali competenti, ad un tema come la crisi e la ripresa del lavoro.
Preoccupazione ulteriormente rafforzata dal fatto che mentre noi siamo ancora fermi, altre province italiane hanno già avuto assegnato lo status di “zona di crisi” e altri territori piemontesi stanno avviando la procedura per ottenere il riconoscimento.
Ora più che mai è indispensabile che a partire dai Consiglieri Regionali, dalla Provincia ai Parlamentari si facciano le pressioni indispensabili ad avere il riconoscimento della crisi territoriale, dimostrando di essere concretamente quella lobby territoriale in grado di fare gli interessi del VCO, cosa purtroppo fino ad oggi poco evidente.
E’ però indispensabile muoversi in fretta, perché il rischio che si corre è che il VCO sia scavalcato da altre Province con una rappresentanza e un peso politico e istituzionale più significativo del nostro, relegando il nostro territorio, già ai margini, in una situazione di crisi perenne.
Come già dichiarato nella riunione del 16.05.2011 CGIL CISL e UIL sono disponibili a fare la loro parte, sia attraverso le Segreterie Regionali sia con una mobilitazione di tutto il territorio (istituzioni, politica, rappresentanza sociale) che permetta di recuperare quel peso politico e quella visibilità che fino ad oggi non siamo stati in grado di avere.
Una mobilitazione non contro qualcuno ma PER il territorio, sostenuta da tutti nell’interesse del VCO.
I Segretari provinciali
CGIL CISL UIL
Aldera C. Caretti L. Borsotti F.
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EX COLONIA MOTTA. E ADESSO CHE SI FA?

Suona il ‘De Profundis’ per il più importante progetto di rilancio turistico-ricettivo della nostra città, costruito e perfezionato dal Centrosinistra nel 2007. E a Palazzo di Città – dove ci si gingilla con parchi acquatici, centri multifunzionali, capitale dei laghi, coltura delle nocciole, ritiro del Chelsea, Casa della Musica e nuovo stadio – nessuno commenta l’azzeramento dell’unica iniziativa di rilancio economico ed occupazionale pronta a partire.
Il quotidiano La Stampa qualche giorno fa ha annunciato che nella vasta e prestigiosa area dell’ex Colonia Motta non si farà più la struttura turistico-ricettiva per la quale nel 2007 il Comune e la società Interlaghi avevano sottoscritto un dettagliato e impegnativo contratto urbanistico-edilizio.
La più importante e significativa operazione di rilancio turistico degli ultimi cinquant’anni (1.000 posti-letto a regime in 90.000 mc, rispetto ai 60.000 mc oggi esistenti) viene seppellita con un articoletto a quattro colonne, nel quale il tecnico locale “portavoce” della Società Interlaghi dichiara papale papale che la previsione turistico-ricettiva, pur garantita da una fideiussione di 1,8 milioni a favore del Comune per l’avvio del lavori entro la fine del 2012, non è più attuale.
Il sindaco e la Giunta, così solleciti ad annunciare qualunque cosa possa assicurare uno spazio sui giornali purchessia, questa volta non hanno detto nulla. Un silenzio assordante e fragoroso. Mentre si sprecano annunci, comunicati, dichiarazioni e paginate sui giornali per il ritiro del Chelsea e la coltura delle nocciole lungo il Toce, per il Centro Eventi Multifunzionale e il parco acquatico all’Acetati, per la capitale dei laghi europei e il progetto Thun a Villa Poss, tutti fingono di non avere sentito il “De profundis” suonato per l’unico vero progetto di rilancio economico ed occupazionale della città che avrebbe potuto partire già domani.
Si dirà che la morte tragica e improvvisa di Marcello Gabana, proprietario dell’area, ha reso tutto più difficile; ma è proprio di fronte a un’improvvisa complicazione che si misura la reattività, la caparbietà, la tenacia, la fantasia di chi amministra la città.
E anche in questo caso non s’è visto nulla. Si dirà – come annuncia “in solitaria” il tecnico-portavoce locale – che al posto della struttura turistica sarà realizzato un avveniristico Centro di Ricerca. La risposta può andare bene per il cittadino poco provveduto in questioni amministrative, ma non certo per chi ha una qualche dimestichezza con la materia: una cosa è costruire un progetto turistico-ricettivo, come quello che oggi viene incautamente abbandonato dalla proprietà, fondato su una puntuale e complessa previsione urbanistica di Piano Regolatore Generale; una cosa tutta diversa è immaginare – a margine di un convegno – il Centro di Ricerca.
Se anche questa proposta avesse le gambe per camminare (e lo potremo vedere solo in un fiuto indeterminato), si tratterebbe di rivedere radicalmente l’attuale destinazione urbanistica dell’area, i parametri edificatori, gli standard, le cessioni e gli usi pubblici. Senza contare la sostanziale differenza delle ricadute economico-occupazionali per la città di una struttura di ricerca rispetto a una struttura turistico-alberghiera. La sola cosa certa, per ora, è questa: il progetto, moderno e ambizioso, approvato nel 2007 non si farà, con grave e permanente danno per la città.
E per molti anni ancora il compendio ex Colonia Motta resterà in malinconica attesa di una valorizzazione che si attende da una quarantina d’anni.
Claudio Zanotti, consigliere comunale PD Verbania
Eremo di Miazzina: una situazione preoccupante
Le notizie della situazione dell’Eremo di Miazzina con la minaccia di una forte riduzione del personale

e le continue preoccupazioni sulla sanità pubblica nel VCO ripropongono con forza la necessità che ci si fermi un momento e che si cominci a discutere di sanità in modo più serio di quanto si stia facendo in queste settimane nel VCO.
Non passa giorno che non venga espressa forte preoccupazione ed incertezza sulla situazione della sanità con le difficoltà nel portare avanti i servizi e con le continue notizie sulla riduzione del personale.
Tutto ciò sta avvenendo mentre dalla direzione della ASL 14 nulla viene detto su come si intende affrontare l’emergenza attuale e quale prospettiva si vuole dare alla sanità pubblica e privata nel VCO.
E ora che si svelino le carte che siano rese pubbliche che vengano resi noti i programmi e le scelte e che su queste si apra un serio confronto pubblico.
Aldo Reschigna
Capogruppo PD in consiglio regionale
PD Ufficio stampa
FRONTALIERI: IL PD IN PARLAMENTO PRESENTA UNA MOZIONE.
Alla Camera dei Deputati è stata presentata una mozione sui rapporti Italia – Svizzera presentata dai deputati del
Partito Democratico facenti parte della III Commissione affari esteri, di cui primo firmatario è l’onorevole Narducci (già presente nel VCO a molte iniziative del PD sul tema).
La mozione ha lo scopo di portare nell’Aula parlamentare il dibattito sulle difficoltà tra l’Italia e la Svizzera che negli ultimi mesi hanno comportato pesanti attacchi ai frontalieri italiani occupati nella fascia di confine in territorio elvetico.
Potete scaricare cliccando qui il testo completo della [download id=”52″]
Il Partito Democratico intende, con la predetta mozione, tutelare i nostri concittadini frontalieri e garantire la regolare applicazione della Convenzione esistente per quanto riguarda il ristorno fiscale ai comuni di frontiera entro la fascia di delimitazione di 20 chilometri.
Tutto ciò esige che si attivino i canali diplomatici bloccati da mesi e che le forze politiche di Governo si assumano le responsabilità che a loro competono.
Questa mozione sarà la cartina di tornasole per vedere se il Governo ed i parlamentari locali Zacchera e Zanetta vorranno tutelare i frontalieri solo a parole oppure impegnarsi sul serio, facendo discutere e approvando questa mozione.
Nel merito la mozione impegna il Governo a:
– a intraprendere i necessari passi diplomatici per riallacciare il dialogo con il Governo svizzero nell’intento di promuovere e tutelare gli interessi dell’Italia;
– a convocare un tavolo di concertazione per definire al più presto un percorso negoziale sulla nuova convenzione fiscale per evitare la doppia imposizione sul reddito e sulla sostanza, formulando e discutendo in quella sede le legittime richieste d’interesse del nostro Paese;
– a non lasciar nell’incertezza i 55 mila frontalieri italiani occupati in Svizzera, tutelando il loro diritto, al pari trattamento salariale rispetto ai colleghi svizzeri e stranieri residenti, affrontando allo stesso tempo – sul piano politico – la minaccia formulata da Giuliano Bignasca, indiscusso leader della Lega dei Ticinesi, di far licenziare 13.500 frontalieri italiani;
– ad assumere iniziative appropriate sul piano politico e diplomatico per la piena applicazione della convenzione del 9 marzo 1976 stipulata con la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, un atto fondamentale per mantenere invariata la quota delle trattenute fiscali retrocesse dalla Confederazione elvetica ai comuni italiani compresi nella linea di demarcazione di 20 chilometri dal confine italo-svizzero.
Il 1° maggio nel VCO
– CGIL, CISL, UIL svolgono a Domodossola la manifestazione provinciale:
ore 09.30 – ritrovo in piazza matteotti (stazione)
ore 10 – inizio corteo con deposito corona
ore 11 – comizio in p.zza mercato con comizio da Lorenzo Cestari segretario regionale UIL
– 1° maggio organizzato dal Circolo PD di Ghiffa-Oggebbio presso la Polisportiva RED a Ronco di Ghiffa.
Per festeggiare con tanta tanta ironia “Approfittane finchè puoi ancora festeggiare!” Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia quest’anno il 1° Maggio lo festeggiamo di domenica.
Non essere timido, non devi tirar fuori la voglia di lavorare ma il lavoratore che c’è in te !
Allora vieni presso la Polisportiva RED Ghiffa, e alla presenza di un “Savoia” gusterai i genuini aperitivi e i prelibati antipasti mentre la Banda Musicale Ghiffese suonerà l’inno di Mameli e… la canzone del Piave.
Ore 10,30 Aperitivo
Ore 11,00 Antipasti alla “Caporetto del Suino”: Rinomato lardo dell’antica Macelleria del Ponte, Soppressa veneta del “Bolzonella”, Salame di “Suino Ruspante”, Pancetta del “Piave Mormorò”
Ore 12,30 Polenta con farina gialla “La Bella Rosin”, Brasato al barolo “Conte di Cavour”, gorgonzola “Garibaldino”, Salamella grigliata alla Bixio, Caffè alla Mazzini
Per i più piccini Savoiardi puciati nel vermouth, Vino alla “Volontà popolare”, Acqua Potabile
Ore 15,00 Incanto delle torte del 1° Maggio
– 1 maggio alla sit cupro: ore 11.30 corte con partenza dal circolo arci di Piedimulera, a seguire presso il piazzale della fabbrica esibizione corpo musicale di Fomarco, ore 12 interneti autorità, e poi spaghetta per tutti
– Domenica 1 maggioalla mattina gazebo del PD a Cannobio: distribuzione volantino sul tema lavoro/frontalieri.
– L’associazione Officina Rossa vi invita alla festa transfrontaliera organizzata per il Primo Maggio in collaborazione con il Comitato sindacale “Giù le Mani dall’Officina”.
Alle ore 15 presso il Nuovo Teatro di Cannobio l’associazione Officina Donna metterà in scena la rappresentazione teatrale “Trasgredire per Esistere” con la regia di René Fourés. Officina Donna è una esperienza teatrale spontanea nata durante lo sciopero; in precedenza aveva già presentato lo spettacolo “Giù le Mani” per raccontare e sostenere la lotta delle Officine.
Alle ore 16, ci sarà la proiezione di un filmato che racconta le fasi salienti dello sciopero, seguito dal dibattito sul tema del lavoro con rappresentanti di “Giù le mani dall’Officina” e “Officina Donna”:
“Il lavoro bene comune: frontalierato e fabbriche chiuse. La lotta e il lavoro di domani”.
Per ulteriori informazioni potete visitare il nostro sito www.officinarossa.it oppure scriverci a infofficinarossa@inventati.org
– Presso la Lucciola a Villadossola, il TittyTwister in collaborazione con la Fondazione Novecento:
costinata dalle 12-oo, grigliata, servizio bar con birra a caduta e cocktail, jam session dj set
– 1° maggio: concerto alla Casa della Resistenza a Fondotoce (VB), l’associazione La Kloaca organizza:
ore 17: dibattito “Immigrazione e lavoro: IERI, OGGI & DOMANI”, ore 19: Apericena e DJset
ore 21: concerti SKARNEMURTA skapunk da Parma www.skarnemurta.altervista.org, FIDO GUIDO reggae from Taranto www.myspace.com/fidoguido
– Sabato 30 aprile, ore 21 auditorium di sant’anna l’associazione “senza offesa per nessuno”, col patrocinio di anpi verbania – sez. augusta pavesi, e associazione centro d’incontro sant’anna,
presentano la “brigata puglisi” in concerto con:
“banditi o partigiani? storie non sempre note di resistenza e ribellione del popolo italiano dai giorni dell’unita’ a oggi”
Niente nucleare. Torniamo ad investire sulle rinnovabili
Accogliamo con soddisfazione la notizia che il governo ha deciso di soprassedere sul programma nucleare ed ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus, all’esame dell’aula del Senato, l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.
Ci sono voluti quasi due anni, la decisione del governo Berlusconi di investire sul nucleare risale al 2008, per capire che la spesa economica che il paese doveva affrontare non avrebbe coperto le necessità energetiche.
Tremonti ha rilanciato l’idea di calcolare i costi futuri che deriveranno dallo smantellamento delle vecchie centrali nucleari e la loro messa in sicurezza, per avere un’idea più chiara dell’impatto sulle casse dello Stato.
Non capiamo perché quando è stato il Partito Democratico, ed altri partiti nonché la collettività ha fare queste richieste abbiamo ricevuto tutti un “due di picche”.
Eravamo pronti ad un referendum popolare perché non abbiamo mai creduto nella salubrità e nella convenienza di questa tecnologia per produrre energia.
Ci stupisce inoltre il rilancio in commissione europea del nostro ministro Tremonti che chiede all’Europa un piano di investimento sulle energie rinnovabili.
Perché non lo rilancia anche in Italia? Perché circa un mese fa sono stati pesantemente tagliati gli incentivi sulle energie rinnovabili? Perché si taglia sulla ricerca scientifica? Non si può fare una cosa e dirne un’altra, ci rimettiamo tutti in competitività e affidabilità. Anche le nostre imprese, come posso investire e tornare a crescere?
Non ci sorprendono le dichiarazioni di Confindustria che confermano con competenza tecnica le nostre preoccupazioni.
Ricordiamo ai cittadini l’impegno per il referendum sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento a meno di un altro dietrofront del governo … che magari coinvolga anche la giustizia!
segretario provinciale PD Antonella Trapani
PD – Ufficio stampa