Il Circolo di Omegna del Partito Democratico, vista la disastrosa situazione politica in cui versa la maggioranza di centrodestra omegnese, tra accuse, litigi e spartizioni di posti (leggi: indennità), ribadisce l’invito, per il bene della città e per dare spazio a forze che hanno davvero idee e progetti per il rilancio della città, affinché il Sindaco Quaretta si dimetta.
Il Capogruppo del Partito Democratico di Omegna Alberto Buzio, come corretto istituzionalmente, ribadirà questa richiesta in Consiglio Comunale il 30 luglio, così come stigmatizzerà il ritardo con il quale il Consiglio è stato convocato ed il fatto che, per non fare intervenire tutte le voci del malessere cittadino nei confronti del lavoro della Giunta, non è
stato convocato come consiglio aperto.
Alla nostra città, a tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento politico, si annuncia un autunno difficile dal punto di vista economico e sociale e quella che si profila all’orizzonte, una Giunta frutto di un rimpasto e non di un reale confronto politico su idee e progetti, non è la risposta politica adeguata alla situazione. Per senso di responsabilità, per preservare la dignità del ruolo istituzionale che ricopre, oltre che per onestà intellettuale, il Sindaco Antonio Quaretta avrebbe dovuto almeno convocare e ascoltare tutte le componenti politiche presenti in Consiglio Comunale per definire un progetto ampio e, se possibile, condiviso, per affrontare le enormi difficoltà che la città sta attraversando.
Questo non è stato fatto ed è già un segnale di una cultura e di un metodo di lavoro che si è già dimostrato fallimentare.
Il Partito Democratico e la gran parte dei cittadini di Omegna si chiedono: se il centrodestra, ed il Sindaco in particolare, nel corso di questa profonda crisi hanno dimostrato di non essere affidabili, neppure nei confronti dei propri alleati, perché lo dovrebbero essere adesso, e per i prossimi tre anni, per Omegna?
Omegna non merita questa politica fatta solo di posti e spartizioni, che non affronta i problemi seri e reali della città.
Per cambiare davvero, il Partito Democratico di Omegna, dichiarando da sempre la propria disponibilità al dialogo, è pronto a confrontarsi con idee e progetti per il futuro di Omegna. Omegna merita di più e di meglio: attenzione, ascolto, idee, progetti, passione ed impegno.
Il Partito Democratico c’è ed è pronto.
Comunicato Circolo PD Omegna
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FONDAZIONE COMUNITARIA: necessario un passo indietro.
l’indicazione della Signora Francesca Zanetta quale Presidente della Fondazione Comunitaria del Vco merita alcune riflessioni.
Quando all’inizio della campagna elettorale per l’Amministrazione Provinciale del Vco ho richiesto l’autosospensione del Presidente della Fondazione Comunitaria Massimo Nobili, l’ho fatto non per polemica gratuita ma perché l’esigenza prioritaria che ponevo era quella della protezione della Fondazione Comunitaria del Vco dalla politica, soprattutto da quella partitica.
Infatti la Fondazione Comunitaria rappresenta un valore per il nostro territorio e per la nostra comunità locale.
In quei giorni, è inutile mettersi le fette di salame davanti agli occhi, già correvano i nomi dei possibili successori alla carica di Presidente della Fondazione Comunitaria in caso di elezione di Massimo Nobili a Presidente della Provincia del Vco: si parlava con molta insistenza ad esempio dell’ex Presidente della Provincia dr. Ivan Guarducci e, sia ben chiaro, non mi interessa esprimere alcun giudizio sulle persone quanto sottolineare il fatto che quei nomi venivano fatti in un ambito improprio e cioè all’interno di accordi tra i partiti di centro destra.
Oggi assistiamo al fatto che il Consiglio della Fondazione Comunitaria affronta il tema della Presidenza e si trova a ricevere una indicazione precisa dal Presidente della Fondazione Cariplo senza alcuna possibilità di confronto e di interlocuzione tra i due soggetti. Se la Fondazione Comunitaria rappresenta un bene ed un valore per il nostro territorio è assolutamente indispensabile che si chiarisca il percorso che ha determinato tale indicazione che viene presentata dagli organi di informazione e viene percepita tra la nostra comunità come la “ figlia del sen. Walter Zanetta”.
Io non credo infatti che la “ figlia del sen. Zanetta “ sia particolarmente nota negli ambienti della Fondazione Cariplo e siccome tale nome non risulta essere stato espresso dal Consiglio della Fondazione Comunitaria è assolutamente importante sapere e conoscere chi ha fatto tale indicazione e con quali motivazioni .
Sono interrogativi molto semplici .
Molte volte sentiamo fare discorsi e riflessioni serie sul fatto che la politica deve sapere fare dei passi indietro, riuscire a non invadere il campo che deve essere occupato da altri.
Deve essere molto chiaro che se la politica ha deciso di occuparsi della Fondazione Comunitaria del Vco, si rischia di compromettere un lavoro ed un impegno che ha saputo affermare il valore di una presenza nel nostro territorio.
La conseguenza sarebbe che la Fondazione Comunitaria cesserebbe di essere al servizio di una comunità e diverrebbe strumento di altro.
Forse sarebbe bene fare un gran passo indietro prima di correre il rischio di perdere un valore come questo..
Aldo Reschigna
Consigliere Regione Regione Piemonte
Cronaca del primo consiglio provinciale
Costruttiva, leale ma non dimessa. Così sarà l’azione nel nuovo ruolo di minoranza del Partito Democratico in consiglio provinciale: parola del suo capogruppo, Pino Grieco. Tre i punti ai quali fin da subito ha voluto chiamare l’attenzione della maggioranza: autonomia, gestione della crisi economica e del ciclo idrico integrato. Così, Pino Grieco: “sono i tre elementi in cui si ravvisano le principali diversità di vedute con le forze ora al governo della provincia e dunque i principali aspetti sui quali faremo maggiormente sentire la nostra voce”.
Pur permanendo nel PD, istituito un gruppo a sé stante dall’ex presidente Ravaioli per interpretare al meglio le istanze espressione della coalizione cui si è messo a capo nella gara elettorale. Da lui al nuovo esecutivo una sollecitazione: “senza le risorse aggiuntive che ci possono essere garantite da questi possibili margini di autonomia la sussistenza economica di questa nostra provincia è sotto minaccia. Basta una nevicata abbondante come quella di quest’inverno per farne saltare il bilancio”. ….
Da parte del consigliere di Rifondazione-Comunisti Italiani Scatamacchia e dalla democratica Graziobelli il richiamo all’inopportunità che il neo-Presidente rivesta altri incarichi di vertice in enti pubblici.
Il riferimento è soprattutto per la spa pubblico-privata SAIA, che Nobili vuole trasformare in un’agenzia di sviluppo per il VCO. “Mi dispiace che non solo in consiglio provinciale ma anche su alcuni organi di stampa da parte di altri esponenti del PD si siano manifestate queste considerazioni. Io però vado avanti per la mia strada, seria e corretta, per perseguire ciò che è meglio per il nostro territorio e per il futuro del Verbano Cusio Ossola”, ha sottolineato Nobili. I 25 consiglieri provinciali hanno poi eletto il loro presidente: immediata convergenza sul nome del gravellonese Rino Porini. A completare l’ufficio di presidenza i due vice: il domese Giuseppe Sterpone per le minoranze, l’omegnese Giulio Lapidari per la maggioranza. (dal sito di Tele VCO).
Ruoli incompatibili o, almeno, inopportuni
(Riceviamo e pubblichiamo)
Molte persone, impegnate in politica, non si accontentano di un incarico, ma ne ricoprono molteplici; è un cattivo costume e anche un motivo della disaffezione dei cittadini verso la politica e addirittura verso la partecipazione al voto. I dati delle recenti elezioni (oltre a quelli del referendum) lo confermano.
Sia pure in modo discreto (forse avremmo dovuto insistere maggiormente) abbiamo sottolineato queste incongruenze nei confronti del neo eletto Presidente della Provincia Massimo Nobili, il quale continua a rivestire incarichi incompatibili con il suo attuale ruolo; non si tratta di incompatibilità giuridica (quella prevista dalle leggi), bensì di incompatibilità politica, ma anche funzionale e dunque sostanziale (è praticamente impossibile avere il tempo di occuparsi di altre cose quando si ha un incarico esecutivo in Provincia). Ribadiamo la necessità che Massimo Nobili si dimetta da subito (non alla cosidetta “scadenza naturale” ) da tutte le altre cariche ricoperte. Nella nuova Amministrazione Provinciale ci sono però altri casi simili. Il più grave riguarda il vice Presidente Paolo Marchioni che, come è noto, oltre a tutte le deleghe ricevute, è uno dei cinque consiglieri di amministrazione della più importante azienda italiana che è l’ENI. Qui il problema rasenta anche l’incompatibilità giuridica in quanto l’ENI è azienda controllante della Syndial, ovvero del soggetto che dovrebbe operare la bonifica del sito industriale di Pieve Vergonte; come fa Marchioni, tra l’altro assessore delegato ai problemi legali, difendere la Provincia nelle cause aperte con Syndial, visto che deve anche difendere gli interessi di ENI?
Tra gli assessori provinciali ci sono inoltre altri casi (forse minori) di incompatibilità o inopportunità: ci riferiamo a Cottini e Preioni che sono anche Sindaci ed è difficile conciliare i due ruoli quando, ad esempio, si tratta di intervenire o non intervenire con iniziative della Provincia nei territori di quei Comuni.
Personalmente ritengo (e questo vale in maniera trasversale) che, in uno stesso territorio, a meno che lo preveda espressamente la normativa e sia un compito d’ufficio, nessun amministratore dovrebbe sovrapporre più incarichi amministrativi anche se non vige un formale divieto di legge: invece molti sono contemporaneamente Sindaci, assessori o consiglieri in più enti; mi permetto, sommessamente, di chiedere loro di fare una scelta.
Sarebbe un bel segnale e, nel caso della Provincia, aiuterebbe anche a rendere credibile il ruolo che questo Ente ha e che molti stanno mettendo in dubbio!
Gianni Desanti, circolo PD Omegna.
Antonio Quaretta: solenne bocciatura (dai suoi alleati).
Se a dare i giudizi negativi sono quelli della minoranza può essere vista come la solita diatriba tra opposte fazioni.
Ma quando a bocciare il lavoro del Sindaco sono i suoi stessi compagni di viaggio, il disastro della giunta di Antonio Quaretta è evidente.
Dopo due anni di amministrazione «troppe cose non vanno sia sul piano politico che amministrativo – dicono testualmente quelli della Lega Nord – per ben due volte è mancata la maggioranza, non per colpa nostra, e nessuno si è degnato di dare una spiegazione alla gente. Il sindaco deve chiarire la sua posizione: se è ancora rappresentante dell’Udc, se è indipendente o se è in altro partito.
Sul piano operativo in due anni non abbiamo visto risultati apprezzabili, è stato fatto un can can incredibile sulla giostrina dei giardini pubblici e dopo un anno e mezzo è ancora lì. Il sindaco mantiene la delega al bilancio e per due volte in poco tempo è stata aumentata l’addizionale Irpef. La città è ferma, in questi due anni non ci sono stati cambiamenti. No, non diamo la sufficienza a questa Giunta». (dichiarazioni da La Stampa di oggi 23.06).
Un vero disastro insomma.
La logica della politica sana vorrebbe che la Lega se ne uscisse dalla maggioranza dopo frasi come queste. Ovviamente non sarà così. Gli assessori della Lega rimarrano ben inchiodati alle loro poltrone nonostante facciano parte di una Giunta inefficente e disastrosa.
Ovviamente a pagarne le conseguennze i cittadini di Omegna che si sono visti aumentare la tassa dell’irpef per due anni di fila e si tengono una Giunta inefficente.
Omegna: luna park nel parco della Fantasia ad Omegna?
Riceviamo e pubblichiamo questa nota.
Omegna da circa un decennio possiede un tesoro prezioso: è la Città dei Bambini.
Nella città dei bambini si trova un parco letterario – IL PARCO DELLA FANTASIA – dove ogni anno molti studenti possono sperimentare interessanti attività ludico-esperienziali volte a far conoscere il fantastico mondo del lavoro di Gianni Rodari.
L’ANFITEATRO e la PIAZZA DEGLI ARCOBALENI sono spazi utilizzati a corredo delle attività del parco letterario ma anche destinati ad eventi inseriti nel calendario delle manifestazioni cittadine:nei prossimi fine settimana di giugno e luglio per esempio si svolgeranno alcuni incontri dedicati alla divulgazione delle scienze tramite alcuni divertenti esperimenti.
Ultimamente però in città si mormora dell’incredibile decisione che l’Amministrazione Comunale di Omegna avrebbe assunto, di utilizzare il Parco della Fantasia come area destinata al Luna Park nel periodo delle festività di San Vito. Ciò vuol dire che per consentire le movimentazioni dei mezzi e la posa delle giostre il Parco della Fantasia dovrà essere quasi totalmente smontato (leggi distrutto). Si dice anche che la distruzione e si spera ricostruzione del parco sarà a spese dei giostrai (nessuno però è a conoscenza delle tempistiche e delle modalità). Immaginiamo lo scenario: la Piazza degli Arcobaleni viene completamente rasa al suolo, rimane in piedi l’anfiteatro. I Tir forse passando dall’area di cantiere delle scuole in costruzione, che per l’occasione potrebbe essere modificata, entrano nel prato del parco della fantasia che non è in piano ma in pendenza e le giostre vengono montate dopo aver realizzato i terrapieni per garantire la sicurezza e la stabilità delle strutture. In caso di pioggia il prato, già sufficientemente violato dai pesanti mezzi e dalle stesse giostre, si trasformerebbe in un tremendo pantano.
Molti cittadini si chiedono per quale ragione si sia scelta l’area del parco della fantasia e non per esempio quella del vicino campo sportivo della Verta, di più facile accesso, pianeggiante e non direttamente confinante con la strada. Qualcuno dice che sia perchéil campo viene seminato per essere pronto per il campionato.
Forse questo vuol dire che il parco della fantasia non verrà più ripristinato a verde? Oppure vuol dire che un grande sforzo economico che è stato assunto da precedenti amministrazioni sarà vanificato per soli dieci giorni di luna park?
È incredibile come spesso i nostri amministratori parlino di rilancio di Omegna, di ricerca di nuove opportunità e, per contro, non facciano una piega nel prendere decisioni suicide come questa.
Io, purtroppo da semplice cittadino in una scelta del genere leggo un’assurda volontà di distruggere ciò che altri hanno creato e in cui hanno investito risorse economiche e progettuali quali la promozione della città attraverso attività culturali.
Mi chiedo inoltre se questa amministazione faccia l’interesse economico dei suoi cittadini, smantellando e, speriamo bene, ricostruendo una struttura che è nuova e soprattutto utilizzata dalla popolazione e quando sarà nuovamente disponibile.
Mi viene inoltre da pensare come mai l’amministrazione comunale, che da anni sa di dover mettere in cantiere il polo liceale, non abbia mai pensato ad un’alternativa valida per le aree destinate alle giostre e debba ad un mese e mezzo da San Vito adottare scelte dettate solo dalla fretta, e quindi poco ponderate, come questa.
Distruggere ed occupare irrispettosamente uno spazio tutto dedicato ai bambini mi preoccupa e mi fa riflettere: chissà quale filastrocca avrebbe scritto in questo caso Gianni Rodari?
Cordiali saluti
LETTERA FIRMATA da un lettore del blog buarotti.it