Fallimento della regione Piemonte: le dichiarazioni dell’assessore Monferrino confermano i nostri timori. Cota si dimetta

L’affermazione dell’assessore Monferino ieri in Commissione, sul fallimento tecnico della Regione, pur nella sua drammaticità, non è per noi una novità. Ricordiamo bene il disinteresse con cui la Giunta ha accolto il nostro grido d’allarme lanciato da mesi sugli organi di informazione e nelle sedi istituzionali sul pessimo stato di salute dei conti regionali e sul fortissimo rischio che il 2013 possa rappresentare il punto di rottura dell’equilibrio economico del bilancio della Regione.
Siamo arrivati a questo perché in questi due anni e mezzo la Giunta regionale ha più guardato al passato che a formulare politiche strutturali di riforma della Regione, o a considerare quelle da noi proposte un anno fa.
Siamo arrivati a questo perché questa amministrazione ha elaborato un bilancio 2012 falso, e se ne occuperà la Corte dei conti, nell’assestamento di bilancio sposta sul 2013 volumi importanti di spesa sostenuta nel 2012 per oltre 400 milioni e perché il tema della spending review è stato affrontato con superficialità e banalità, anche se con un lauto compenso all’ennesimo consulente di Cota.
Questa Giunta non è all’altezza dei conti drammatici della Regione, e la problematicità dei conti sanitari resi noti da Monferino lo dimostra in tutta la sua evidenza: 60 milioni del deficit 2012 vengono spostati sul 2013; il disallineamento tra i conti regionali e quelli delle aziende sanitarie segna un altro rosso di 900 milioni, anche se questo è il frutto di molti anni.
Eppure finora si è provveduto rinviando i problemi invece di affrontarli. Il disavanzo 2010 è stato spalmato in tre anni; l’assestamento 2012 affronta il buco del 201, 485 milioni, coprendo solo 18 milioni e rinviando il resto fino al 2014. Paradossalmente, nella legge di bilancio 2013 lo stesso disavanzo 2011 viene spalmato fino al 2015. che confusione!
Ora i nodi stanno venendo al pettine. Per coprire il buco di 900 milioni, l’assessore Monferino propone la costituzione di un fondo chiuso immobiliare sul patrimonio regionale disponibile. Lo abbiamo chiesto due anni fa, finalmente ci arriviamo.
Meno brillante invece l’altro fondo immobiliare cui il centrodestra vorrebbe conferire gli ospedali, per il cui uso le aziende sanitarie dovrebbero pagare l’affitto. Per garantire la fruibilità degli ospedali, la Regione dovrebbe controllarne il 66%. Si parla di oltre 400 milioni, dove li trova Cota tutti questi soldi?
Non si può procedere su temi così delicati con tanta improvvisazione. Non si può soprattutto pensare di cavarsela solo con gli strumenti finanziari, senza arrivare a quello che chiediamo da tempo: una vera riforma della Struttura regionale, riorganizzando e alleggerendo il sistema di tutto ciò che non è indispensabile. Non sono solo parole: la prossima settimana presenteremo la nostra proposta di deliberazione sulla spending review, e sarà sicuramente più incisiva di quella della Giunta Cota.
Per adesso riproponiamo la nostra richiesta politica di cambiamento del governo regionale, perché non basta denunciare: chi ha “fallito” nel governo della Regione deve dare le dimissioni, caro presidente Cota.

Aldo Reschigna
capogruppo Pd in Regione Piemonte

Ufficio Stampa

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